sabato, maggio 05, 2007

downwards

La lama affonda, ti tocca il cuore e ride. Prenditi gioco di me ancora pensò la mano stanca e sanguinante. Prenditi gioco di me. Come se non bastasse la delusione. Troppo comodo scegliere la via più facile. Forse è quello che si vuole. Non è il mio stile per fortuna. Ma il tuo.
Creta e fango.
Impastami e ricreami un volto sereno che illumini i percorsi.
Travolgi la notte e fanne luce con stelle senza pioggia. Parlami parlami. Non tacere. Non lasciarmi intrappolata nei silenzi, nelle interpretazioni di donna. Crea un mondo non lasciarti solo travolgere, coinvolgere, conquistare e affondare. Nella mano il potere. E hai appoggiato la lama al nostro petto. Hai girato il polso. Primo scatto dentro, come un giro di chiavi che imprigionano, o liberano. E poi hai ritirato la mano. Vigliacco provocatore insicuro. Giochiamo ancora con le nostre consapevolezze, tanto il tempo che può fare ancora. Un’altra ruga sugli occhi, e manco mi strucco. Ha il suo fascino la matita nera sciolta che cola sulle gote.. rassegnazione. Shhh continua a tacere, tanto a che serve sapere cosa ne pensi di un tuffo dallo scoglio.
Lasciami andare via con le meduse, che la loro scossa addormenti i miei sensi e non mi lasci pensare.
Floating.. ?
Flowing …downwards.

giovedì, aprile 26, 2007

post provvisorio

datemi un po' di tempo che appena finisco sta traduzione il nuovo post sui 30 lo faccio !

mercoledì, aprile 18, 2007

.....

- Mi hai chiuso la porta in faccia, perché?
- Perché sei la solita stronza.
- Non ti sembra di esagerare?
- Se per te farmi stare da solo al ristorante per mezz’ora mentre ti scopavi il cameriere è esagerare..
- Beh si.. che ti devo dire.. mica stiamo insieme io e te !
- Se continui così certo che non starai con nessun altro.. diventerai madre di un pargolo col grembiule e il menu! (ridendo)
- Ma smettila idiota.
- No smettila tu.
- Di fare che ?
- Di comportarti come una minorenne coi tacchi…
- Ma che ne sai tu…
- Solita risposta al femminile..
- Si, sarà solita, ma è anche vera.
- Ma che ci perdete a dire le cose chiaramente e a fare due più due uguale quattro? Dovete sempre prima fare la radice quadrata del logaritmo della derivata di a in base cazzi miei?
- Ahahahahah
- Tu ridi eh… forse sei davvero incosciente.
- Meglio incosciente che mediocre.
- E questo che c’entra?
- Mediocri sono le femmine con cui esci di solito. Mediocri sono le ragazzine che ti scopi a casa tua per paura di fartele in un bagno al ristorante come me. Mediocri sono le scuse che dai al tuo gelo. Mediocri sono le tue singole uscite con delle ragazze per puro sesso. (inviperita)
- Non è vero.. e poi.. Non mi sembra tu sia mediocre. (sorrisetto beffardo)
- Sei il solito bastardo. E comunque…esci con me quando te lo concedi. Troppo compromettente passar del tempo sempre con la stessa fanciulla. (sarcastica)
- Non ho capito Françoise.. rigiri la frittata ora ?
- Certo che si.. manco ti rendi conto dell’effetto che provochi....
- Me ne fotto come te. E ogni tanto mi diverto a sbattere porte...
- Sbatti, sbatti! Tanto è un verbo che ti piace moltissimo! Almeno per una volta hai avuto una reazione a qualcosa. Ho dovuto aver il cattivo gusto di farti pensare che uno mi stava toccando in tua presenza per vederti un po’ infastidito..
- Pessimo gusto. Già è tanto che non ti ho mollata lì a piedi.
- Già è tanto che non ti ho preso a schiaffi.
- E perché avresti dovuto ora? Ma tu vedi un po’ ..
- Perché secondo te io posso scopare nella stanza accanto a dove sei tu???
- E perché no? “Mica stiamo insieme io e te..!” e del resto c’erano tre camere di mezzo….(pungente e sicuro di sé) E non gridare sul pianerottolo. (afferrandola per un braccio)
- Voi maschi non capirete mai un cazzo di niente.
- Voi femmine sarete sempre zoccole e non lo ammetterete mai. (divertito)
- Sempre sostenuto.
- Mai messo in pratica davvero ! (entrano in casa)
- Ti odio.
- Sei divertente.
- Versami da bere e stai zitto.
- È un Sassicaia 2002. Ti stavo aspettando. E "stai zitto" lo dico soltanto io.
- Meravigliosa scelta.
- Non te la meriti.
- Me la merito eccome.
- Se non stai zitta ti lascio la bottiglia vuota.
- Scusa, farò come vuoi tu.
- Brava…..

martedì, aprile 17, 2007

siamo come orme


Siamo come orme, che passano e si cancellano, orme che lasciano un segno che si accavallano e si sfiorano, orme sulla sabbia, sul ghiaccio e sull'asfalto.. orme di noi, con tutto il peso della nostra testa, con tutta la nostra grandezza, con tutta la nostra nullità. Siamo come orme, affascinanti e sconosciute, delineate ed effimere..

Mi piace osservare orme intorno a me.




Tutto passa e tutto resta
ma il nostro destino è di passare
passare disegnando percorsi
percorsi sul mare.

Non ho mai rincorso la gloria,
nè voglio lasciare nella memoria
degli uomini la mia canzone;
io amo i mondi sottili,
in assenza di gravità e gentili,
simili a bolle di sapone.

Mi piace vederli mentre si dipingono
di sole e di rosso, volare
nel cielo azzurro, tremare
improvvisamente e svanire...

Non ho mai rincorso la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il cammino e niente di più;
Viandante, non c’è una strada,
la si costruisce camminando.

Camminando si costruisce la strada
e guardando indietro
si vede solo il sentiero che mai
bisogna tornare a calpestare.

Viandante non c’è una strada
ma solo scie sul mare ...
Una volta in questo luogo
dove oggi i boschi si vestono di spine
si senti la voce del poeta gridare
"Viandante non c’è una strada,
la si costruisce camminando..."

Colpo dopo colpo, verso dopo verso...

Morì il poeta lontano da casa.
Lo copre la polvere del paese vicino.
Al momento di allontanarsi lo videro piangere.
"Viandante non c’è una strada,
la si costruisce camminando..."

Colpo dopo colpo, verso dopo verso...

Quando il cardellino non può cantare.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a niente parlare.
" Viandante non c’è una strada,
la si costruisce camminando..."

Colpo dopo colpo, verso dopo verso.

A. Machado


per ringraziamento e concessione non richiesta al mio piccolo pulcino calimero.

giovedì, aprile 12, 2007

passerà..

Poterti dire già quello che so Farebbe freddo in un attimo che
Passerà.
Su tutto ciò che ora parla di noi: Rabbia, illusioni e speranze che so,
Detonazioni di un attimo che
Passerà.
E rimarrà forse il vuoto di noi A disarmare i rimpianti che so
Per ricordarci in un attimo che
Passerà.
Sugli edifici e sui cieli di noi, Sulle stagioni e sui nostri perché Nuvole rapide, e un attimo che
Passerà.
Piogge sul cuore, sezioni di un attimo, Flusso, derive, parole: Tutto si perderà.
Se fosse facile fare così Poterti dire già quello che so Farebbe freddo in un attimo che
Passerà.
Su tutto ciò che ora resta di noi Sulle parole e sui gesti che so Frantumazioni di un attimo che
Passerà.



passerà. si tutto passerà. i moti dell'animo, la testa che gira gira, come uragano, che travolge, scardina porte, alza la polvere. passerà l'ansia del nulla, passeranno i segreti taciuti della mente, le convulsioni i tumulti i battiti senz'aria. passerà il vuoto e l'assenza, la presenza che si colma di altro, la disillusione riuscirà a darsi pane. ma non pace. nutrirsi dei suoi silenzi. nutrirsi dei gesti rari ma preziosi. nutrirsi degli sfoghi in un'auto che corre per trovare di fronte non una carezza. "non piangere". no, mi serve per sentirmi più leggera. mi sento più leggera. no non è vero, più leggera a tratti. si, è un'altra delle mie fasi, lo so passerà.. no è la consapevolezza, questa è la consapevolezza dell'esser qui e altrove, dell'esser un fantasma che attraversa porte ed appena parla è già in un altro luogo. un non luogo dove sono felice. un non luogo che dura qualche istante. ma sa essere eterno, e effimero. Un non luogo che svuota. Nessuno può capire, come ogni volta i meccanismi che ci appartengono sono solo nostri e non vi è possibilità che qualcuno li segua. siam tutti bravi a predicare bene.. è che l'animo ci distingue e le scelte che facciamo per quanto sbagliate vengono da dentro, e hanno tutte una loro fottutissima logica. una logica che è solo mia ! quindi.. cos'è che passerà? la presenza sdoppiata del reale dentro di me? l'irreale moto dei flutti sullo scoglio? non sarò passata invano dalla tua vita... ma ... nuvole rapide, scappano scappano, fuggono come i giorni, come i secondi in cui mi fermo e voglio respirare. come i secondi in cui mi fermo e mi respiro. e ti respiro. ovunque tu sia nell'aria. Aria .. a volte mi manca l'aria. quando soffoco e non so il perchè.
Forse ho venduto l'anima al diavolo ma non ricordo di averglielo chiesto.


mercoledì, aprile 04, 2007

facciamo finta

facciamo finta che io sia un lupo stanotte. di quei lupi con gli occhi spalancati sul buio che cercano solo il bianco della luna. ma la luna stanotte è offuscata dalle nuvole. facciamo finta che io sia un libro cui venga strappata una pagina, immobile, sofferente, ma silente perchè la parola a lui non è concessa. facciomo finta che io sia il canto di un gufo dalle piume dorate che andrebbe a disperdersi nei boschi forse udendo solo il lontano rimbalzar della sua eco sui tronchi degli alberi. facciamo finta che io sia oggi la fiamma di un piccolo fiammifero acceso per una sigaretta al vento. facciamo finta che sia la mia canzone preferita che gira in loop in questa stanza con le casse spente, ma cantata dagli altri ad alta voce. facciamo finta che io oggi sia il motore della mia auto da una settimana senza assicurazione che reclama di rombare e correre ancora. facciamo finta.

perchè tanto cosa cambia?

venerdì, marzo 30, 2007

il cielo è grigio.

[...]
Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.
(E.Montale)
.
..
devo far riparare le tubazioni. mi piove dentro.
devo far imbiancare i muri. l'umidità sporca.
devo far lavare i vetri. le gocce macchiano l'anima.
devo far sistemare le aiuole. il diluvio allaga.
devo far la danza del sole. la serenità manca.

martedì, marzo 27, 2007

il mio rossetto.

"Interno giorno, una donna, un uomo, d'estate.. forse. E' una storia di seduzione avvolta in una luce di sogno. Un clic: è il sogno luminoso di un sorriso ammaliatore.
Gli ultimi raggi del sole rischiarano un letto disfatto al centro di una camera lussuosa, in una città non meglio precisata...
"dimmi, voglio sapere, ti piacciono le mie labbra?"


Et ma bouche, tu aimes ma bouche? ...

è colore, materia, luce e sorriso. è una sensazione, ma anche un'emozione, dolce e intensa al tempo stesso. è desiderio e piacere. è il frutto proibito, la sfida, la vittoria.
c'est une couleur, c'est une matière, c'est la lumiere et le sourire. c'est une sensation, une émotion aussi, douce non moins qu'intense. c'est un désir et un plaisir, c'est l'inderdit, le défi, la victoire.
Esiste un rossetto per ogni volto, per ogni stato d'animo, per ogni giorno della settimana. c'è un rossetto per ogni bocca, un rossetto per ogni parola pronunciata.

dal sito Chanel.
semplicemente fantastico.
ho comprato Rouge Allure...

sabato, marzo 24, 2007

flames

Afona. E sento le fiamme in gola. Un senso di soffocamento e costrizione non piacevole. Lame bollenti vicino all’ugola. Parlo poco. Per necessità e per volontà. È una strana sensazione. Strana e affascinante. Alcuni si aspetterebbero che parlassi ma taccio. Che ottima scusa. Il silenzio semiforzato che mi acutizza i sensi. Mi sento con una diversa sensibilità oggi. Una specie di corda di violino. Suonatemi bene però. Chiudo gli occhi, mi appare un’immagine.
Cade, crolla il castello di vetro si infrange erompe irrompe l’impero caduto. Richiama l’artista col flauto le vittime del sortilegio.. e poi le abbandona conducendole all’oblio. Mezzogiorno e fuori il cielo sembra notte. Non vi è luce in questa giornata e lui è stanco della noia. Come ragnatela lo intrappola lo blocca gli ingabbia le mani e le tempie. Dietro la fronte e un sorriso affluiscono note dissonanti che muovono le labbra in una danza distante da tutto. Lui è distante da tutto. È altrove. Come senza volontà. Si, vittima nelle sue mani, ubbidiente e silenziosa. Incapace di dire di no. Due figure si fissano immobili. Presenti e distanti. D’altre dimensioni. Desiderio cosmico d’appartenenza e d’oblio. Lascia il suo cervello, lascialo andare. Lascia la sua carne, falla affondare nel suo stesso torpore.



B. Frontini "Nudo fra le fiamme" olio su tela.

giovedì, marzo 22, 2007

comunque vadano le cose lui passa.

il tempo è un optional in questi giorni. tutto si incastra in un gioco di cerchi concentrici e specchi con luce di rimando. Gli appuntamenti si accavallano e a volte a parte nutrire la mente e il cuore mi chiedo se non stia perdendo tempo. è un concetto che da sempre mi condiziona e faccio scivolare. è uno scoccare di minuti, un battere ripetuto di tamburi nella testa. come quelli delle baccanti che inseguono Orfeo.. c'è tanto rumore qui intorno ma niente di così concreto.. mi impegno, per non pensare più che altro. ma a 30 diventa dura. e voglio cambiar lavoro perchè sono stufa di lavorare come un mulo e non sapere se portare a casa qualche soldo. sono stanca di non sentirmi serena economicamente. sono stanca di sentirmi in bilico.. già ci sono da tutta la vita, dentro..
..e la pioggia ha iniziato a scrosciare nella terra del sud. almeno si respira.

lunedì, marzo 19, 2007

domani ti porterò un fiore..


Ricordo del padre


Sempre che un giardino m’accolga

io ti riveggo, Padre, fra le aiuole,

lievi le mani su corolle e foglie,

vivo riveggo carezzare tralci,

allevi rose e labili campanule,

silenzioso ti smemorano i giacinti,

stai fra colori e caldi aromi, Padre,

solitario trovando, ivi soltanto,

pago e perfetto senso all’esser tuo.

(Sibilla Aleramo)


un pensiero leggero e forte per te che sei qui tra le mani in una foto antica, qui tra i ricordi in un cuore stanco, qui tra i pensieri in una mente confusa.. qui .. tra la mia vita caotica in un punto fermo.



ps.. un abbraccio anche a te sosò che come me ..

giovedì, marzo 15, 2007

ricordi

La scienza ci dà delle risposte a volte. E spesso son consolatorie. Altre non lo sono affatto. forse per la loro freddezza, forse per la mancanza di meraviglia, forse per i termini che utilizza per spiegare cose cui noi leghiamo immagini di un colore brillante.. Certo è che gli studi sulla memoria oggi hanno portato a questo... http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/ricordi-indelebili/ricordi-indelebili/ricordi-indelebili.html

ora posso spiegare come mai la mia labile memoria resta a volte incollata a dei flash che ritornano .. anche se io ho sempre pensato fosse solo .. amore...

stasera altro spettacolo e domani partenza per milano.. per il concerto di Damien Rice e per vedere vecchi amici.. cercherò di accumulare altri ricordi, sperando che il mio dna li nasconda in una piccola nicchia per tenerli legati a me..

domenica, marzo 11, 2007

...


...e diciamo che la prima è andata bene.....
stasera si replica sempre nello stesso teatro. incrociate le dita.
con vostra licenza..
f.

giovedì, marzo 08, 2007

..

il vento piega le foglie di ficus sul mio balcone.
raffiche violente mi hanno scompigliato i capelli.
la pazienza delle nuvole di farsi maltrattare così è invidiabile.
si sente nel buio il canto delle onde. il mare è nero, in lontananza.
un richiamo nella notte, Morfeo mi sorride.
buonanotte compagni di volo.

martedì, marzo 06, 2007

in scena..

Bene.. questo mese estenuante sta per finire.. forse dalla prox settimana riuscirò ad organizzar le mie giornate in modo più sereno .. le prove son quasi giunte al termine, così come i miei lunghi pomeriggi persi ad attendere il mio turno tra una battuta e l'altra, un caffè e una grappa, una rottura di scatole e una risata.. ora siamo in cartellone.. e speriamo vada tutto bene.. :D tanto stavolta sono pochissimo in scena quindi no problem almeno per me! i costumi sono fantastici...sarà quella l'emozione!
questo il primo degli eventi...

http://www.molanet.it/index.php?option=com_eventlist&Itemid=42&func=details&did=3

"Ma poi che pretendi? Che uno si leghi alla prima che l’innamora e, facendo per lei rinuncia al mondo, non abbia occhi per nessun’altra? No, mio caro, tutte le belle donne hanno il diritto di farci innamorare, e il privilegio di esser state incontrare prima non deve togliere alle altre le giuste pretese al nostro amore. E’ un diritto di tutte. Ma quelle signore...Voglio tentare la mia sorte!"

have a good day..
f.

sabato, marzo 03, 2007

oggi 3 marzo 2007 ore 23.36 ..a casa..




notte di eclissi di luna.
è la mia notte.
la notte di buio e desideri. notte di tristezze. notte di nodi in gola e stracci arrotolati al petto. notte di emblemi dispersi nel mare. notte di icone senza cornice. notte di note sanremesi e messaggi non giunti. notte di vecchie instabilità tremanti. notte di luna piena e agitazioni allo stomaco. notte di sudori freddi e di silenzi. notte tra le mie lenzuola fredde da sola. notte senza sonno, un'altra notte senza sonno. notte rossa di sangue nel cielo. notte nera di mascara sciolto. notte di tremori senza terremoto. notte di insicurezze e fortezze che crollano. notte di vaniglia sulla schiena e notte di perle d'acqua. è la mia notte. che non ha nome, che non ha volto, che non ha giorno. è la mia eclissi rossa di lunablu che riaccende il suo lato nascosto. è la mia notte delle solitudini, la mia notte delle assenze, la mia notte delle presenze. notte di consapevolezze inacettabili. notte di crisi da licantropo.

notte di me.

una notte le cui stelle son solo questi occhi che brillano e si chiedono ancora e sempre perché.

venerdì, marzo 02, 2007

zia fatina official

È nata Nicole. Ed è bellissima. Ha gli occhi da cinesina come la mamma ed è lunga come il papà. Ha un viso dolce e simpatico. Un piccolo miracolo fragile come vetro, delicato come un lenzuolo di seta.. Stanotte faccio il turno in ospedale al suo fianco..
Una mia amica sul letto di ospedale ammira sua figlia con occhi dell’amore. E freno a stento le lacrime.

Zio Gigi, ti prometto che le darò tutto il calore del mondo. Tuo fratello ieri ti avrebbe voluto ancora qui tra noi ad abbracciar il suo cucciolo..Manchi a tutti da morire..

sabato, febbraio 24, 2007

senza toccarsi.

Come scavare a mani nude nella terra Per sentire il sangue mescolarsi con la pioggia
Cauterizzare le ferite vivere per il solo senso che ha
Come nuotare in un oceano congelato Per sentire il cuore che ti esplode dentro ilpetto
Vivere per immaginare per percepire il solo senso che ha
Ma io lascio che le cose passino e mi sfiorino Perché non sono in grado di comprenderle
Essere deboli in un mare verticale Sentire quanto i rischi possano aumentare
E odiare per sentirsi vivi Per percepire il solo senso che ha
E improvvisamente ritornare primitivi Essere comici e tornare primitivi
E bere il sangue del nemico solo per gustarne la diversità
Ma io lascio chele cose passino e mi sfiorino Perché non sono in grado di comprenderle ...

Io lascio che le cose passino e si sfiorino senza toccarsi...

http://www.youtube.com/watch?v=ny4CA4DUlQU

si come sempre non comprendere. o comprendere e non accettare le diversità abissali. Lasciarsi sfiorare dalle cose ma restarne comunque segnati. Passare avanti come ad un semaforo saltando l'incrocio .. il bivio. Percepire e accanirsi. dire e non dire, chiarire cose che non posson esser chiarite. il silenzio resta ma non serve a niente. Perchè il limite della comunicazione sta proprio nella parola, fautrice di incomprensioni e mancate chiarezze. Perchè la percezione ha porte così diverse e lontane? perchè la diversità oggi mi sembra un limite invalicabile? Non sopporto più tutta questa Babele di immagini e pensieri.. non voglio lasciarti passare e sfiorarmi.. perchè non sono in grado di comprenderti!! ma le cose continuano a sfiorarsi senza toccarsi..
Oggi non mi sopporto.

lunedì, febbraio 19, 2007

...


ogni cosa e il suo contrario. sentirsi e non udirsi. parlare e pensare altro. ogni cosa al suo rovescio come le monete più preziose. spina che mi punge e mi fa ingoiare il sangue. l'incubo del mattino di fronte alla realtà. immaginare il contrario e saperlo impossibile. voler esser in un modo ma non riuscirsi davvero. capire di aver delle predisposizioni e non poterne parlare. piacere. attendere con le finestre chiuse che il vento passi. vedere la pioggia sui vetri battere come viandanti ad un portone. strappare sottobicchieri per calmare l'ansia. grida un tavolo da biliardo il mancato gesto. palle rotolano senza un senso. come sui piani inclinati e un po' contorti. le foglie si piegano sotto il peso delle gocce. come la coscienza infangata da scene di ordinaria follia.


giovedì, febbraio 15, 2007

processo a me stessa.

''Spuntava la primizia dei tuoi seni
come in mare due punte di scoglio
li hai messi nelle mani di chi afferra
concessi come l'uva nella bocca.
Tu sei il limite di chi cerca la terra
tu sei il limite di chi ti tocca
tu sei l'antipatica e la bella
sei quasi nuda ossia vestita quasi
ma spogliata diventi un quesito
per chi ti abbraccia come un suo vestito
e 'non ho niente' dici 'non ho niente'
tutti pensano che non hai niente addosso
dici 'vero ma quel che posso
il mio sentimento niente addosso'
Tu sei il tuo processo ad ogni passo
ad ogni passo come se ballassi.Tu sei la confessione ad ogni canto
e geme il godimento e gode il pianto.
Crediamo di creare i sentimenti
li leghiamo ai piaceri e ai tormenti
li diciamo coi sospiri e coi lamenti
li giuriamo come se non fosse vero
che noi proviamo quello che proviamo.
Li vogliamo assurdi come fantasie
li vogliamo credibili ma li diciamo
con parole incredibili e gli diamo una ragione col cuore in mano
li vogliamo capire e non li capiamo e cosi' li soffochiamo con quelli che noi crediamo sentimenti.

Spuntava la primizia dei miei seni
come in mare due punte di scoglio
li ho messi nelle mani di chi afferra, concessi come l'uva nella bocca.

Io sono il limite di chi cerca la terra
io sono il limite di chi mi tocca
io sono l'antipatica e la bella
io sono il mio processo ad ogni passo
la confessione di un mio gesto e' un ballo
io sono il mio processo ad alta voce
e, se confesso che respiro, io canto
facciamo un gioco bello come il mare
sono io mi faccio attraversare.
Il corpo nudo un limite del mondo si muove come l'acqua con i fianchi si muove da vicino all'infinito
il tempo come leggere la sabbia
e noi pensiamo ai passi che lasciamo ma l'orma dell'amore la ignoriamo
ci solleviamo, andiamo via di la' lasciando un vuoto di felicita'''

http://www.youtube.com/watch?v=2C2eRMTphko

martedì, febbraio 13, 2007

...

L’amore letterario brucia i sensi. Come alone sul vetro. Un attimo e poi pian piano svanisce, lasciando la traccia .. Invisibile ad occhi nudo. L’amore letterario è passione inespressa, è un calore che si sprigiona dal corpo e non ha voce perché non può parlare. Come vento del Sahara si muove dentro e crea vortici e fughe concentriche di umori e odori. È un vizio da divano a occhi chiusi. È un sudore che ti imperla le mani. È un altro modo di essere me. È un te che non deve esistere. Più. Ma esiste.. e pulsa…
...

sabato, febbraio 10, 2007

lacera il ventre

Prendo la strada con i suoi confini vedo i confini di questa corsa e poco m'importa
e poco m'importa se tu ci sei
chiedimi, chiedimi, chiedimi cosa ne penso
ti lascerò scavare.. lacera il ventre il tuo vento e poi..
da questa voragine ti lascerò passare...
...metti il tuo sguardo ghiacciato sul detonatore,
dai riduci in polvere tutto così potrò ricominciare.
.......
Ricominciare come araba fenice ogni volta. sorgere dalle proprie ceneri del fuoco e del nulla. ardere come fiamma senza ossigeno e poi respirare nel buio al silenzio lontana da tutto ciò che sembra solito e reale. come cullarsi in una danza sufi dall'ipnosi del cerchio, così è questo vivere precario in cui mi chiedo se i pensieri siano il tangibile o l'irreale. cosa concedere ai miei sogni stanchi ? le membra doloranti e percosse, gli sguardi lussuriosi ma spenti, in alternante passaggio da un'immagine all'altra come sovrapposizioni di scene di morte e vita. crear universi paralleli è ciò che faccio da sempre. quei mondi inesplorati dove i satelliti non arrivano a spiare ciò che partorisco. il ventre compiaciuto e assetato brama carezze e ricaccia l'insulto ma il disordine qui è il sintomo di patologie non diagnosticate perchè è l'evidenza la cura. Immersa nei miei spazi affollati sbatto contro pareti come falena cieca e attendo qualcosa che non si presenta perchè non cerco. Adagio signori a bussar alla porta, in balia d'umori variabili cambia la risposta e al diplomatico s'alterna sguardo di compassione rivolto al mediocre. La severità oggi è bruciante rinsecchimento del sorriso. Non accetto più di trascinar ombre attaccate ai miei piedi.

giovedì, febbraio 08, 2007

pensieri da scrivania


rotolo grotolo sempre non inciampo in parole sfuse e confuse nello spazio anelo ad aria e vuoti indifesi di parole non dette, frasi non spinte sputate dal polmone offuscato da nebbie di catrame fumoso. giro mi rigiro nel letto nella testa un testacoda improvvisato con la macchina dei miei ingranaggi un po' arrugginiti, scricchiolano stridono i metalli e si graffiano. spalmo risparmio azioni del lato oscuro e sto ferma fuori immobile manichino in vetrina sotto gli occhi di tutti ma cosa pensa non lo sa nessuno. nudo pronto ad indossare abiti che vetrinisti incapaci gli ficcano smontandolo a pezzi. mai nessuno gli ha chiesto se avesse freddo o caldo. piccoli inespressivi calchi di plastica addosso. ascolto mi riascolto come se non fosse passato quel treno addosso indosso pensieri miei non miei sorbisco immagini assorbo emozioni e il grasso cola come in un macchinario dai muscoli bloccati. blocco il flusso come diga che frena frana brama liquidi da succhiare spalmare analizzare in laboratori di vetro e fango e argilla tra le mani. smonto monto cavalli da corsa per saltar ostacoli e vincere gare e mi premio in silenzio dei bivi presi intrapresi seguiti inseguiti nei labirinti della testa. sempre lì il vortice. la testa. rotolo srotolo cartaigienica colorata 3 veli non graffiano come le unghie sulla schiena i segni rossi lividi di grandine schiaffi del reale immaginario del tempo che fu.

venerdì, febbraio 02, 2007

Concerto

Il 15 Febbraio a Bari presso lo Zenzero Club, come accennavo tempo fa in qualche commento, ci sarà il concerto di Niccolò Fabi... chissà che io non riesca a vederlo finalmente dal vivo.. Il Prezzo è di € 12 e si prevede un inizio concerto alle 22:30... (per chi conosce lo Zenzero.. la puntualità non è mai garantita!!!) ..
Chi viene??? dai dai dai! potrebbe esser occasione di incontri...
buona giornata in attesa dei soffioni..
fabi

Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinata mia mente
Sono solo e non mi sento neanche un poco di parlare e tanto meno di spiegare cosa è capitato ci fosse poi qualcosa da spiegare sembra tutto così assurdo quasi che qualcuno si sia divertito a farmi un dispetto non c’è mai una chiara ragione quando due persone si ritrovano distanti sempre meno amanti ma compagni di una storia in cui si è tralasciato o forse dimenticato il motivo reale per il quale si sta insieme e si finisce per farsi male Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinata mia mente Non c’è rabbia non c’è dolore c’è soltanto una tristezza così grande che mi sfonda il cuore chiedo venia per questa nenia ripetitiva e ostinata ma c’è un unico pensiero che ossessivamente segue ogni mio respiro da te dipendo mia eroina e metadone e lascio a queste note il compito di toccarti così che ciò che non faccio io possa farlo una canzone Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a tepenso solo a te ostinata mia mente

giovedì, febbraio 01, 2007

possibilità...

Lascio le finestre tutto il giorno spalancate l’aria è fresca qualche cosa mi farà, sembra tutto facile la sera quando devo addormentarmi la mattina poi chissà, soltanto il sogno ti dà infinite possibilità, ancora un attimo e poi ci risvegliamo proprio dentro noi, lascia pulite le stanze che ci voglio dormire ancora, vedo nel vetro le stelle cadere ogni ora anche senza di te lasciamoci senza parlare non ti accorgi che è tutto perduto? se chiudo gli occhi il tuo sangue si gela all’istante vedo il ghiaccio che cola, dentro la tua bocca ancora, dentro la tua bocca ancora.. seguo le mie inclinazioni e guardo troppo gli alberi d’inverno sono stupido, lo so sembra di restare un po’ più a galla se affoghiamo i dispiaceri dentro un po’ di oscurità è come avere magia e non saperla fare andare via il mondo gira con me sorrido senza chiedermi il perché, lascia pulite le stanze che ci voglio dormire ancora, vedo nel vetro le stelle cadere ogni ora anche senza di te.. lasciamoci senza parlare non ti accorgi che è tutto perduto? se chiudo gli occhi il tuo sangue si gela all’istante vedo il ghiaccio che cola dentro la tua bocca ancora dentro la tua bocca ancora.. sai, per quanto bello sia soffrire di un idea di te che non c’è più è controproducente è come piangere per niente eppure questa è la poesia.. ha ragione la città che fa rumore e dà la voglia di andar via è come avere dentro una marea che sale contro è come un onda nera che trasforma tutto in sera.. lascia pulite le stanze che ci voglio dormire ancora.. vedo nel vetro le stelle cadere ogni ora anche senza di te, lasciamoci senza parlare non ti accorgi che è tutto perduto? se chiudo gli occhi il tuo sangue si gela all’istante vedo il ghiaccio che cola dentro la tua bocca ancora dentro la tua bocca ancora ...

http://www.youtube.com/watch?v=vfYXcO1tQfM&mode=related&search=

da quanto tempo non li vedo dal vivo..

sabato, gennaio 27, 2007

MEMORIA...

"La Shoah - mot hébreu signifiant "catastrophe" - désigne spécifiquement l'organisation par l'Etat, par le régime nazi et ses collaborateurs, de la persécution et de l'extermination systématique, et bureaucratique, d'environ six millions de Juifs. "Holocauste", terme d'une acceptation plus large, est aussi utilisé. D'origine grecque, Holocauste signifit "sacrifice par le feu". Les nazis, qui arrivèrent au pouvoir en janvier 1933, avaient développé une idéologie raciale qui voyaient dans les Allemands les représentants d'une "race supérieure" et dans les Juifs, des êtres "inférieurs", "indignes de vivre". Pendant la Shoah, les nazis s'en prirent aussi à d'autres groupes parce qu'ils les considéraient comme étant "racialement inférieurs" : les Tsiganes, les handicapés et certains peuples slaves (Polonais, Russes, etc...). D'autres groupes de personnes, tels que les communistes, les socialistes, les Témoins de Jéhovah et les homosexuels, étaient persécutés pour des motifs politiques ou de comportement social............"


PER NON FAR FINTA CHE TUTTO QUELLO NON SIA MAI ESISTITO, PER NON PERMETTERE A NESSUNO DI DIRE CHE L'OLOCAUSTO E' UNA INVENZIONE, PER NON CONSENTIRE CHE POSSA ACCADERE ANCORA.......

giovedì, gennaio 25, 2007

il mare di casa mia ..


...e mi manca condividerlo con un vecchio amico, mi manca sedermi al tepore e veder mutare i colori.. mi manca la tranquillità del suoni d'estate.. mi manca la voce dei gabbiani e l'odore della spuma.. mi mancano le barche in movimento e l'aroma della salsedine..
Ma lui è sempre lì mutato e immutato. Quanta magia c'è nel mare. Quanta vita nelle gocce che si alternano da millenni a dargli voce. Come posso restare impassibile di fronte al suo incantesimo? per anni ha ascoltato le mie grida e i miei sussurri.. è stato maestro e confessore.. luogo nascosto delle mie fughe con le lacrime agli occhi e della musica nelle orecchie. Mano materna silente e discreta, e schiaffo violento nelle sere di rabbia. Onde, come mutamenti umorali, si scontrano sugli scogli ormai segnati dal tempo e dall'acqua, con piccoli nidi per granchi e alghe al sole brillanti. Non smetterò di amare il mare, nell'eterno ricordo dolceamaro delle parole strette nel petto condivise con lui nel silenzio di tutta la mia vita.

martedì, gennaio 23, 2007

la nostra odissea (Parte II)

…… E ora cosa facciamo? Cerchiamo qualunque altro volo ma non c’erano posti.. nessun volo ci avrebbe portato a Bari entro le 4.. e gli altri costavano anche una cifra indicibile.. e così, coda tra le gambe, accettiamo quel cambio volo al giorno dopo. Non eravam riusciti ad esserci. Frustrazione. Eravamo a Milano, erano le due, incazzati, addolorati, affamati. Decidiamo di andare a prendere un panino, mi metto in macchina e arrivo nella mia vecchia casetta nella provincia milanese.. trovo uno dei miei vecchi amici..Gis.. e andiamo a mangiar una cosa insieme.. nel frattempo dobbiam trovare dove dormire a Milano e ovviamente telefono a Giuseppe che chiama il portiere e mi fa lasciare le chiavi.. “sai che quella è casa tua” .. Io e Milko andiamo a Lambrate a casa sua.. sì è vero, ormai quella è anche un po’ casa mia.. ma che fare? Sembravamo chiusi in una gabbia, seduti in silenzio senza riuscirci a muovere, impotenti e nervosi.. fuori inizia a piovere. Nebbia e pioggia a Milano non sono mai stati una panacea per l’umore.. mio cugino si alza d’improvviso e mi dice “usciamo”. Mi alzo di scatto e andiamo giù per farci entrare l’aria nei polmoni pieni di veleno. Facciam la spesa per la sera, tre ore nel supermercato girandoci intorno senza sapere, sconvolti come sotto effetto narcotico, due zombie in movimento. Torniamo e vediamo un dvd.. non ricordo nulla..e preferisco mettermi a cucinare. A casa la sera passa tranquilla.. una cena, la chiacchiera con gius, un po’ di tv.. un ottimo brandy.. ma la notte è nervosa.. mi giro mi rigiro, mio cugino sul divano, io con gius e non lo faccio dormire..
Mercoledì: sveglia alle 8, colazione, e via in aeroporto.. stavolta l’aereo lo prendiamo e arriviamo alle 12 a Bari e dritti a casa delle mie cugine.. facciam di tutto per non piangere.. c’è un’aria strana, nessuno ancora si rende conto.. tutto si è consumato in un giorno ..c’è un via vai di gente e noi lì ci sentiamo spaesati e raccontiamo fatti strani per far ridere un po’. E nei sorrisi c’è l’incredulità di un’assenza.. un dolore pungente che pulsa..il vuoto. Che riconosco negli occhi delle mie cugine, di mio zio, il mio stesso vuoto. Dopo si fa il giro degli altri zii.. ma non si riesce a parlare di nulla.. una camminata al cimitero.. mille fiori.. e lei messa vicina al mio papà.. ho un tuffo al cuore. Il dolore si moltiplica. Mi incazzo con mio padre, per non esser riuscito a restare per un po’ da solo. Mi accorgo di dire cose senza senso.. torniamo a casa, una doccia.. alle 21.45 ci attende l’aereo di ritorno per Milano.. del resto la macchina è lì in un parcheggio e tutte le nostre cose in Trentino.. Doveva essere la vacanza relax.. Arriviamo alle 23 passate.. “ci fermiamo a dormire? Ho amici anche a Bergamo..” “no fabi.. ripartiamo .. arriveremo alle 3 ma andiamo, almeno ci buttiam sti due giorni alle spalle”. Non ero d’accordo a fare i tornanti di montagna di notte con la nebbia ma dico “ok..guida tu..” Ma ancora una volta l’avventura non finisce.. Dopo soli 50 km la strada faceva quasi paura.. il buio, la desolazione e la nebbia talmente fissa che non si vede a 20 metri.. siamo in tempo per chiamare Giancarlo.. è quasi l’una e lui lavora in un locale quindi per fortuna è sveglio.. “gianca.. non è che io e mio cugino possiam dormire da te stasera? È successo un casino” “fafà, qui sei a casa tua.. vieni al locale che vi preparo da mangiare e da bere”…
Per fortuna che ho tutte queste case sparse in Italia e non pago l’ICI.

lunedì, gennaio 22, 2007

la nostra odissea (Parte I)

“che bello un viaggio con mio cugino. e lasciamo qui preoccupazioni famiglie fidanzato lavoro.. solo neve stanchezza e relax.”
Avevo scritto questo.. per la statistica almeno un viaggio mi doveva andar bene e invece.. a volte mi chiedo se io sia letteralmente antitetica al termine “relax”. Se io non sia nata per sconvolgere le leggi dell’umana resistenza, se mi vogliano continuamente mettere alla prova..
Dopo il funerale di quel ragazzo la mattina, partiamo sabato pomeriggio io e mio cugino, tutti “gioiosi” come dice una mia amica, ma già la nebbia dopo 100 km ci attanaglia e facciam tappa a bologna.. si cena si ride si brinda si scherza, a letto alle 4 e via in macchina a mezzogiorno.. Arrivo a Marilleva in orario. Io e Milko ci impossessiamo della casa e dopo aver scaricato la macchina mettiamo tutto a posto.. per farvi capire, i bagagli erano i seguenti: due tavole da snow, un paio di sci, due borsoni di roba da neve, due borsoni di abiti normali, due sacche di cibo piene di pasta, olio, salsa, cose per la colazione…, una cassa d’acqua, una cassa di birra, una borsa “tecnologica” con dentro lettore dvd, casse, raccoglitori per cd, lettori mp3, macchina fotografica e robe simili.. insomma il delirio.. dopo due ore tutto è pronto e in ordine.. è domenica, ceniamo, vediam un film e poi a nanna, pronti alla settimana di relax e montagna.
Lunedì: paghiamo lo skipass settimanale .. neve solo sparata, ci son 15 gradi, fa caldo, vabbè forse sulla pista ci son le pietre, uso la tavola vecchia.. Si scende bene, ritrovo dei maestri di snow che conosco, la chiacchiera, il brindisi e poi alle 3 in camera.. riposino, piscina, cena, birrette e una camminata in un pub .. Beh se la settimana continua così non è male.. Cominciamo a lasciarci dietro i pensieri. E andiamo a nanna alle 2.20 e per la prima volta nella storia spegniamo i telefoni. Se solo non l’avessimo fatto…..
Martedì: apro gli occhi alle 8, accendo il tel, trovo 7 chiamate notturne di mia madre.. dalle 2.27 in poi.. neanche il tempo di capire mi chiama mia zia.. la mamma di milko.. ed esordisce dicendo “ragazzi.. non so come dirvelo…” “cosa è successo..?” “la zia angela..” “cosa la zia angela?????” “…………………..” “ zia mi rispondi cosa è successo????” “non c’è più”….”cosa??? come??” “si era ricoverata ieri per un infarto, operazione urgente, era riuscita, non volevamo dirvi niente per non farvi preoccupare ma…”
Mi scendono le lacrime, mio cugino mi guarda appena sveglio, non capisce, non riesco a dire niente, chiudo la chiamata, ho il compito di dirgli che la nostra amata zietta (sorella di mio e suo padre e donna meravigliosamente adorabile) non c’è più..
Restiamo dieci minuti immobili. Increduli. Arrabbiati. Poi… ok ragioniamo siamo appena arrivati, siamo a 980 km di distanza, per riportare tutto ci vuole un giorno intero, come cazzo facciamo a tornare a casa ora?? Caffè sigaretta il mio cervello si mette in moto. Sono le 9. scopro per giri di telefonate che il funerale è oggi stesso, come diavolo è possibile, è morta stanotte. Si oggi alle16. e sono le 9 e neanche senza autovelox riusciamo ad esser lì in tempo.. ma noi ci vogliamo essere. Non possiam ritraslocare ma possiamo almeno andare e tornare. con la macchina e col treno non è fattibile.. Telefono a un mio amico, mi vesto, gli dico di trovarmi il primo aereo da verona, da bologna, da milano ,ovunque ci siano due posti che ci facciano arrivare lì alle 4. nel frattempo faccio la stessa ricerca anche io dal computer di uno dell’albergo. L’unico aereo possibile da prendere: un volareweb da milano.. ore 13,35, check in entro le 12.55.. sono le 9.20.. milko accende il navigatore sono duecento km ce la possiamo fare.. Ok andrea prenota e paga pure i nostri biglietti (sant'uomo) noi ci mettiamo addosso i primi vestiti, lasciamo tutto come sta, roba a mollo, luci accese, e ci mettiamo in macchina. Merda. I km sono 200. ma scopriamo che son tutti tornanti di montagna, provinciali che attraversano paesini, e solo gli ultimi 30 km di autostrada. Ci vorranno almeno tre ore. Jean Todd mi avrebbe assunta all’istante. In macchina con la rabbia e il dolore nel cuore corriamo superiamo .. imprecazioni, sigarette, e telefoni che squillavano. Amici, parenti, gente che ci diceva di lasciar stare .. La forza di non piangere per non aver la vista appannata.. I camion, i semafori rossi, il traffico, le curve a u, mille chiamate alle compagnie aeree per scoprire se c’erano altri voli .. quello l’avremmo perso di sicuro .. niente aerei, solo possibilità di cambiare quell’aereo entro le 12,30 con un altro per la stessa tratta.. che cazzo ce ne facciamo di un altro aereo??? Mio cugino insiste “Cambiamo il biglietto a domani” .. Ok, ma la compagnia non riesce a prendere la mia carta di credito.. capiscono la situazione ci lasciano la pratica in sospeso.. Corro corro corro .. il navigatore sbaglia strada, non riconosce una chiusa, facciamo inversione, perdiamo 5 minuti.. corro, col cuore che scoppia, con mio cugino che si mastica il labbro per non urlare..corro, convinta che mi avrebbero fatto salire su quel maledetto aereo. Arriviamo a milano.. sono già le 13.15…check in chiuso da venti minuti, l'aereo parte a e 35.... chi se ne frega devo salire sull’aereo.. l’uscita di Linate : chiusa per lavori. Ma vaffanculo! Facciam il giro altri 10 minuti persi .. ormai non è cosa ma io insisto.. arrivo parcheggio entro correndo vado al desk della volare.. ormai sapevano che c’era un funerale ad aspettarci, a telefono avevam detto tutto.. ci guardano in faccia, pallida con gli occhi gonfi.. “non abbiam bagagli la prego ci faccia salire” “non è possibile, il check in è chiuso.. ma.. Ok telefono al pilota..ciao ci son due ragazzi, hanno il biglietto, devono tornare a casa è urgente..” “li farei salire..li avrei fatti salire fino a qualche minuto fa… ma sono appena partito”.
Con la nebbia fitta, quello è stato l’unico aereo a partire puntuale da Linate quella mattina.

sabato, gennaio 13, 2007

si parte

eccomi in partenza, la macchina è già carica. son risalita per spegnere il pc.
porterò un po' di tutti i miei amici blogger con me in vacanza.
ci vediamo tra 8 giorni!! e mi raccomando... fate i bravi..
fab

giovedì, gennaio 11, 2007

going mad

vortice vortice
il mal di testa si estende si espande parole sono confuse nella testa devo lavorare non riesco ho la vista annebbiata la stanza gira I'm spinning how quick the sun can walk away .. tornano in mente i Pearl Jam ma voglio solo il silenzio oggi .. devo preparar mille cose per la partenza il meccanico non mi ha ancora ridato la macchina e rischio di ammazzarlo se non si muove tutto deve essere pronto. La neve finalmente, sperimentiamo l'attrezzatura nuova, la mia tavola i boots.. che bello un viaggio con mio cugino. e lasciamo qui preoccupazioni famiglie fidanzato lavoro.. solo neve stanchezza e relax. ho bisogno di una vacanza. ho bisogno di mettermi in macchina e partire. avrei bisogno di partire verso luoghi che non conosco ma per ora va bene ancora così. piste innevate, il bianco ovunque, il gelo sul viso, occhi arrossati.
mi mancano però i miei risvegli d'amore. le colazioni fatte insieme. le risate del mattino. il solletico sul pavimento. rifare il letto con cura per disfarlo all'improvviso. una pace familiare che non aveva bisogno di altro. arriverà il tempo in cui sarà quotidiano, ma non sarà per me mai scontato.
vortice vortice
il mal di testa richiede le mie medicine non voglio prenderle ma non resisterò a lungo la scadenza del lavoro incalza le mille cose da fare anche. domani è l'ultimo giorno qui e sembra sia così lontano.
tu, nel bianco della neve, mi mancherai.


"...Yuko, invece, nella sua compagna vedeva cinque caratteristiche diverse, che appagavano il suo talento artistico.
"E' bianca. Dunque è una poesia. Una poesia di una grande purezza.
Congela la natura e la protegge. Dunque è una vernice. La più delicata vernice dell'inverno.
Si trasforma continuamente. Dunque è una calligrafia. Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve.
E' sdrucciolevole. Dunque è una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo.
Si muta in acqua. Dunque è una musica. In primavera trasfrma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche."


tratto da "Neve" di Maxence Fermine.. leggetelo...

lunedì, gennaio 08, 2007

No words left.

Avevo deciso di aspettare che finissero le feste per fare il mio primo post dell’anno. Avevo deciso di scrivere il solito bilancio delle cose, raccontare eventi, dire se sono stata bene, quanto e con chi.. ma come si sa le cose non vanno quasi mai come si era stabilito..
L’unica cosa che resta di deciso è che il primo post lo faccio oggi.
Ma è per sfogare un po’ di rabbia.
Ho acceso il pc stamattina, pronta per aprire il blog e dedicargli la pagina del 2007 ma ho ricevuto una mail…
È morto un ragazzo mio coetaneo. Per una malattia che colpisce una persona su non so quante migliaia.. All’improvviso. E non si capisce se i medici abbian fatto il possibile..
Avevo appena fatto in tempo a conoscerlo qualche mese fa, giusto per poterne ricordare il sorriso spontaneo, l’allegria, lo sguardo buono.
Questo senso di amarezza, questo senso di desolazione.. questo senso di impotenza e di rabbia. Al quale si aggiunge un senso di incredulità.. ennesima tragedia per quella famiglia. Sembra davvero il destino, sembra davvero una messa alla prova continua.. Sembra davvero che ci siano alcune persone che non hanno diritto alla serenità.
A volte è vero che non si hanno più le parole. A volte è vero che vorresti spaccare un muro a pugni. A volte è vero che vorresti chiederti “ma dove è finito Dio”.. A volte è vero che ti accorgi che affannarsi nella vita non serve quasi a niente.. o serve a tutto.. perché poi basta un soffio… e non ci sei più..
Questo post è dedicato a Gigi..a Maresa, a Francesco e alla mia piccola nipotina in arrivo, sua, che non vedrà purtroppo mai.

you'll only fade into the wind..

lunedì, dicembre 25, 2006

...




Buon Natale a tutti!!!!

mercoledì, dicembre 20, 2006

finalmente a casa... scusate l'assenza.. ma non è stata divertente la mia ultima settimana in ospedale..
bentornata nel mondo dei vivi..:)

mercoledì, dicembre 13, 2006

contagiamoci !


Ecco la mia rivincita!!

Si oggi l'ho avuta... meno male che la scienza mi supporta..

ora.. veniamo al dunque..

io lo so che ho una risata assurda, divertente e squillante.. (una cosa normale per me mica poteva esistere) e so che con quella risata ho anche fatto le mie migliori figure di merda ovunque... persino al centro di New York, circondata da una schiera di harleysti..e so addirittura che quando parte si gira tutto il mondo a capire da dove giunga quel suono ma.. finalmente... non mi sento un fenomeno da baraccone!!

La famosa risata fabianesca definita anni fa quella del Delf-porco, dato che, derivando da un incrocio tra il delfino e il porco, dire la risata del PorcIno stava oggettivamente male, la famosa risata fabianesca, dicevo, suscita l'ilarità altrui non perchè io sia un clown travestito da femmina o un alieno da compatire (dato che rischio puntualmente di morire soffocata ahimè n.d.r.) .. se gli altri guardandomi ridono con la faccia allibita e divertita, mi sfottono per farmi continuare quasi fossi un criceto su una palla (aiutooo non respiro!!), o esibiscono sorrisi a 40 denti (compresi alcuni di quelli già caduti) non è colpa o solo merito mio! è colpa del loro cervello che capta gli stimoli esterni in un determinato modo. L'hanno scoperto degli scienziati britannici.. grazie al cielo! http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/risata-contagiosa/risata-contagiosa/risata-contagiosa.html quindi.. continuate ad emularmi, signori!


e dirò di più.. più rido più vuol dir che capto .. più gli altri ridono per me più vuol dire che sono uno stimolo positivo.. beh e allora che ben venga!! altra missione compiuta! :)


AHAHAHAAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAHAHAHHA

martedì, dicembre 12, 2006

killing oneself..

ci sono persone che uccidono i propri familiari, ragazzi che lanciano sassi, kamikaze che procurano stragi.. ci sono stupratori di bambini e spacciatori incalliti, ci sono protettori velenosi e spie che vengono avvelenate.. ci sono violenze per la strada e proiettili vaganti che, puntualmente, colpiscono qualche innocente.. padri che decapitano le figlie e ragazzi depressi che si suicidano perchè la fidanzata li ha lasciati.. ci sono tragedie di qualunque natura ogni singolo maledetto giorno.. e di fronte a tutto questo..
.. scatta la morale sull'eutanasia. scattano le polemiche su chi non ce la fa più. Ma un uomo che non ha la possibilità nemmeno di mangiare, bere, parlare, vivere.. alzarsi e buttarsi dal balcone.. avrà pure il diritto di smettere di piangere e di sentirsi un peso per le persone che ama?

"non è la morte che separa, solo la mancanza d'amore". J.M.

sabato, dicembre 09, 2006

forme

Tutto ciò da cui stavi fuggendo
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c’è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d’inferno
Why? why? … vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo
Non vedi che è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo
Non vedi com’è facile Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti

(Marta sui tubi.. stasera.. se ci riesco..)

continuerò a cambiare forma dopo forma, come baco che diventa farfalla, come bimbo che diventa uomo, come variabile numerica, come le onde del mare.. goccia dopo goccia e ancora.. spuma e abisso.. come nuvola spinta dal mio vento.. come sabbia bagnata..

venerdì, dicembre 08, 2006

il mio pensiero per te..


un amore finito non si annienta. resta un sorriso dolce al pensiero di ciò che siamo stati allora, di ciò che è stato allora. nel bene e nel male. è un pezzo della nostra vita. c'è quell'amore per l'anima che è stata tra le nostre mani e la voglia di non piangere e non far più male. resta una responsabilità nel ricordo.
il pensiero di te è sempre un sorriso e una lacrima violenta che mi attraversa l'anima, e mi ferisce, per non riuscire ad esser per te ciò che tu vorresti..
mi mancano tante cose di te.. saperti sorridere..come fanno le persone ad annullare totalmente l'esistenza di chi è stato così importante? come fanno a chiudere le porte come se nulla fosse stato? io non lo capirò mai. non mi è dato viverti, ma anche se ho scelto di vivere felice distante da noi, farò il possibile per proteggerti. e non posso essere totalmente felice se tu stai così male.

oggi un pensiero è per te.

"E il mio ricordo ti verrà a trovare quando starai troppo male Quando invece starai bene resterò a guardare Perché ciò che ho sempre chiesto al cielo È che questa vita ti donasse gioia e amore vero "
"E tu chissà dove sei anima fragile che mi ascoltavi immobile ma senza ridere. ..E la vita continua anche senza di noi che siamo lontano ormai da tutte quelle situazioni che ci univano da tutte quelle piccole emozioni che bastavano da tutte quelle situazioni che non tornano mai! Perché col tempo cambia tutto lo sai cambiamo anche noi e cambiamo anche noi e cambiamo anche noi! "

giovedì, dicembre 07, 2006

buonanotte

sono le 4.21..e ho finito di lavorare adesso.. la sveglia suona alle 7.. e in teatro alle 10.. e poi di nuovo di corsa al pc a finire per tutto il weekend un'altra traduzione..
giuro che nelle feste di Natale mi metto in pausa..
buonanotte a tutti..

domenica, dicembre 03, 2006

forse sì, forse no..

Si, hai ragione tu, forse non è come voglio che sia, forse non lo sarà mai, forse mi trascino dietro un sogno che non si realizza. Forse si, hai ragione tu, il tempo passa e io non me ne voglio accorgere, a dire che sto invecchiando che devo pensare a un futuro, che dovrei far progetti. Si, forse hai ragione tu, ci si può adagiare sul giorno che passa non pensando a quanto possa esser difficile il dopo. Si, hai ragione tu, quando dici che ho una vita stressata e stressante, che un po’ di stabilità non guasterebbe, che non è facile continuare così. Si hai forse ragione tu quando mi vedi donna e credi che io cerchi di non pensarci. Ma forse ho ragione io a sognare e sperare, a non voler avere una vita solita come tutti con cartellini da timbrare e orari fissi da rispettare. Forse ho ragione io a voler aspettare e vedere, per capire se può esser come vorrei, forse ho ragione io a non voler rinunciare a tante cose. Si forse hai ragione tu quando mi fai fare un bilancio delle cose e mi riscopri rassegnata e non più combattiva in alcuni ambiti, ma forse non mi hai mai chiesto quanto sono stanca. Di combattere contro le pigrizie, le delusioni e le mancanze di entusiasmo altrui. Forse ho ragione io a vivere come se fossi nata su marte e abitassi sulla luna. A non pensarla sempre e solo nel modo in cui gli altri vorrebbero farmi pensare. O a cui loro sono abituati. Ma credo che a volte, anche quando le riflessioni combaciano, non si abbia il tempo di parlarne e di capire che si sta dicendo la stessa cosa in modo diverso. Forse hai ragione tu a tacere e a non esprimer ciò che senti, ma così si vive a metà. E forse ho ragione io che prendo ancora cazzotti ma la vita la respiro a pieno e il mio amore lo faccio sentire a tutti sempre come una ventata d’aria fresca. Forse hai ragione tu a dire che così gli altri si abituano e pretendono e io ho ragione ad esser stanca di veder il resto del mondo fermo e statico.. ma forse io ho davvero ragione a continuare a comportarmi così, perché se lo facessero tutti il mondo forse avrebbe più colori..
L’unica cosa che mi dispiace è che forse ho smesso di mostrare davvero tutto quello che ho dentro.. solo perché a volte è inutile..hai ragione tu, non c’è quasi nessuno che possa capirlo davvero..

giovedì, novembre 30, 2006

oggi è 30 novembre.. s.andrea..



Il dubbio è una passerella che trema tra l'errore e la verità (G. Bufalino)


"Il dubbio è facoltà tipicamente umana, non c’è dubbio.
Il dubbio è se chiamarti per dirti che oggi non ti vorrei sentire oppure deluderti soltanto, sparire.
Il dubbio è mi faccio un altro giro di teroldego oppure passo a qualcosa di più definitivo.
Il dubbio è “quella bambina è veramente figlia mia?”
Il dubbio è attesa e di solito aspetti che la vigliaccheria ti passi da sola come un’influenza, banale.
Il dubbio è paura, è “non voglio essere solo” e sapere che invece è esattamente così.
Il dubbio è una serie di conseguenze altamente probabili, è un’esitazione bastarda, è l’autostima che muore.
È un mondo inadatto e, maledizione, ostile al tuo cuore, al tuo giovane fiore. "
G.Casale...Reading..

Quante volte ho pensato che la verità del tutto fosse nel dubbio... e questo perchè non è verità assoluta o indefinita. Il mondo è fatto di mille verità parziali e prospettive individuali, ognuna con la propria ragion d'essere, ognuna con la propria essenza, con il proprio dubbio relativo negli oppositori. E quando i dubbi delle due parti di verità si scontrano? quando i miei dubbi si scontrano con i tuoi? è lì forse, in quell'incrocio di energie che si toccano come forze concentriche attirate da un magnete, è lì dicevo che il doppio dubbio diventa per una frazione di secondo nullo, la verità assoluta.

Continuo a pensare che la verità del tutto sia nel dubbio. Perchè esso ci consente di mettere tutto in discussione, di provare a vedere le cose da altre prospettive, di non restare reclusi nella nostra narrow mind ma di ampliare gli spazi conoscitivi. Perchè il dubbio..beh.. fa mettere in dubbio anche noi stessi e la nostra presunzione, le pseudocertezze saccenti su cui quotidianamente camminiamo e che hanno solo un sapore stantio. Il dubbio è ostile si, se lo si teme. il dubbio è paura si, ma di non affrontarlo. Iil dubbio sarebbe una forma di luce se non si avesse terrore del buio. è sul dubbio più grande che si fondano le verità meno rivelate.. la fede.. il dubbio è quella serie di domande esistenziali che ci fanno dubitare di tutto, del nostro stesso vivere. Il dubbio è filosofia. Il dubbio è punto di partenza. è dal dubbio che si giunge alla risposta meno sbagliata. Mai restar indecisi e dubbiosi, agire e iniziare ponendosi un dubbio. E dubitare magari anche dopo aver scelto. Per giungere almeno a una propria verità. E a scegliere il meglio.

Il dubbio sei tu, è ciò che mi circonda, è il mio lavoro. il dubbio è il mio risveglio di domani.. il dubbio è il mio modo di essere sempre diversa da me stessa e dagli altri.. è il mio modo di non accettare tutto quello che mi viene proposto come un automa, è il mio modo di pensare, riflettere, cercare una risposta plausibile.. è il mio modo di tener vivo il cervello.

C'è nessunooooo??


"Credere è monotono, il dubbio è profondamente appassionante". O.Wilde

martedì, novembre 28, 2006

i miei amici maschi lo dicono da sempre...

(dal corrieredellasera online)

Parole, le donne ne usano il triplo dei maschi
Il gentil sesso batte gli uomini 20 a 7 (mila) e mentre parla prova sensazioni paragonabili all'ebbrezza


SAN FRANCISCO (Usa) – Luann Brizendine, neuropsichiatra e direttrice di una clinica di San Francisco, ha pubblicato in un recente libro – The Female Brain (Il cervello femminile) – gli ultimi risultati della sua attività di ricerca sulle differenze tra sessi ricondotte a differenze nella fisiologia cerebrale. Il testo, ambizioso nel suo disegno generale e dettagliato nell'esposizione dei risultati, confronta le differenze tra il cervello maschile e quello femminile e le riconduce alla vita intra-uterina. Dall'attività degli ormoni sessuali nella formazione del cervello del feto dipenderebbe quindi la differenza tra le due materie grigie. La Brizendine considera quindi il cervello dei maschi e quello delle femmine "diversi per natura", e larga parte di questa differenza sarebbe riscontrabile nelle attività emotive e comunicative, soprattutto quelle verbali.

COMUNICARE LE EMOZIONI - «Le donne hanno un'autostrada a otto corsie per elaborare le emozioni, mentre gli uomini l'equivalente di un sentiero di campagna» sintetizza Brizandine; non c'è quindi da stupirsi nell'apprendere che in media le donne utilizzano il triplo delle parole proferite dagli uomini (20 mila contro 7 mila). E non ci si può sorprendere nemmeno del paragone che la neuropsichiatria avanza tra il piacere femminile della chiacchiera e la sensazione di soddisfazione tipiche dell'eroina: la chimica celebrale non è poi così dissimile secondo Brizendine. Inoltre le donne parlano più velocemente e impiegando più cellule cerebrali per farlo. La comunicazione però non si limita al solo parlare, ma anche all'ascolto, cosa di cui tiene conto anche il libro. Il testosterone, responsabile della silenziosità maschile, influisce anche sulla capacità di ascoltare il prossimo, limitandola. Forse un meccanismo di difesa – e di selezione naturale? – contro le chiacchierone.

NON COMUNICARE I TABOO – C'è però un'area del cervello che è più sviluppata in quello maschile: la capacità di pensare al sesso. Qui la situazione si capovolge: «gli uomini hanno l'equivalente di un aeroporto internazionale per gestire pensieri sul sesso, mentre le donne una piccola pista d'atterraggio provinciale abilitata per i piccoli velivoli». E forse in questa ulteriore differenza per genere è da ricercarsi anche parte della differenza comunicativa, gli uomini pensano a cose di cui non si può parlare così frequentemente, e per cui bastano poche parole, nei casi più felici introduttive all'azione, negli altri alla solitudine.

REAZIONE DEL MONDO ACCADEMICO – La ricezione del testo della Brizendine – che uscirà in Italia per i tipi di Rizzoli nel 2007 ­– non è stata unanimemente positiva nel mondo accademico; molti studiosi hanno avanzato critiche sulle tesi esposte, e considerano il ruolo del testosterone meno decisivo in termini di fisiologia cerebrale. Secondo questi studiosi le differenze tra le personalità maschili e femminili sono riconducibili al condizionamento sociale in cui gli esseri umani crescono. Deborah Cameron, professoressa di linguistica all'università di Oxford, pensa addirittura che non ci siano differenze di genere apprezzabili per quanto riguarda l'attività comunicativa verbale: "Se si raccolgono più dati e si aggregano più studi in materia si scopre che ci sono solo piccole differenze tra la quantità di parole proferite da uomini e donne". Ai due sessi ora il compito di discuterne, o di meditarci silenziosamente, a scelta.
28 novembre 2006

sabato, novembre 25, 2006

Don't


Non pregarmi di ascoltare il suono di quei passi.
Non insistere nel risvegliare echi lontani sepolti sotto cemento e fango.
Non chiedermi di ignorare la tua ipocrisia camuffata dell’affetto nel quale tu stessa credi.
Non chiedermi di dimenticare tutto quello che ho sempre amato, anche tradendolo.
Non permettermi di tacere ancora di fronte ai silenzi che trascini.
Non graffiarmi le orecchie con parole che non hanno un suono leggiadro.
Non nutrirmi di vanità e banali acrobazie volgari.
Non abbassare lo sguardo di fronte alla mia verità.
Non colpirmi gli stinchi con saliva di legno e ferro.
Non strisciare sotto i miei abiti con dita al cloroformio.
Non testimoniar le tue scuse per poi ripetere gli stessi errori.
Non usarmi ingegnoso sarcasmo solo per mascherare le tue mancanze.
Non restare in silenzio quando vedi i miei occhi in emozione.
Non lasciarmi scappare delusa e disillusa da idee non condivise.
Non veder ciò che sembro, cerca ciò che sono.
Non.

martedì, novembre 21, 2006


pioggia sui vetri
come scandire del tempo
veloce e inarrestabile.
ma qui tutto sembra
immobile,
a tratti stantio.
è sera, rigidità del giorno
che già fu.
tremori integrati
al movimento degli arti,
impercettibile la distanza
tra il meccanico e lo psicotico.
null'altro intorno
se non il mio respiro.
uscire dal torpore
con slanci di affamato risveglio
desidero.
non v'è rete che tenga
alla caduta di un'idea.

f.

gli ultimi 3 giorni


Eccomi qui di ritorno da un weekend romano..

sabato e domenica lo stage di capoeira.. quante risate.. il viaggio in 5 in macchina cantando e dicendo cavolate e poi lì a conoscere gente e analizzare lo stato di esaltazione altrui, vedere la bravura e la follia di quelli bravi e sentirsi i più inetti!

"dai, ora vi insegno la ruota senza mani.."

"ma se io non la faccio manco normale!!!"

il traffico..i vari guai con le varie macchine (che sfiga generalizzata), i panini e la birra.. il sacco a pelo nella palestra e un coro di russamento cronico assoluto da studio medicoantropologico.. e poi un po' di libertà.. gli altri son partiti e io sono stata a sprazzi con degli amici importanti.

Prima Umberto a parlar di teatro e ad improvvisare un dialogo semiassurdo tutto registrato.. chissà che non ne esca un copione da fare un giorno insieme..

Poi Sabino col raffreddore e la sua chitarra da concerto.. quelle note che permeavano la stanza e il silenzio intorno per non disturbare..la mia vecchia casa romana, cambiata, nelle forme e nei colori, la mia stanza rivoluzionata dal nuovo inquilino, sentire come il tempo passa e come si resta legati cmq a dei luoghi e degli spazi che hanno assorbito il tuo odore..

Poi la mia pergamena di laurea che mi son decisa di andare a ritirare dopo non so più quanto tempo ..

e infine Alina .. la mia vecchia amica di sempre .. quelle amiche che senti una volta all'anno e tutto è come sempre.. noi davanti allo specchio a metterci il rossetto prima che lei andasse a lavoro e .."cavolo ma stiamo facendo la stessa cosa dopo 14 anni".. come quando ci preparavamo fanciulle in bagno prima di uscire .. che bello accorgersi di piccoli gesti ripetuti che però uniscono e rafforzano i legami..


Poi un viaggio in treno con un libro..


E ora a casa davanti al pc.. a ricominciare la solita routine chiusa in questa stanza che dovrò prima o poi rivoluzionare.. il periodo dei viaggi sparsi credo sia quasi totalmente finito.. e ricomincia il mio mondo fatto del profumo di questa camera (se le scarpe da ginnastica sono fuori) e dalla mia solitudine..


The world is not enough.

It will never be enough for me.

I long for distances and spaces with no boundaries for thinking. And acting.



giovedì, novembre 16, 2006

9 crimes

Leave me out with the waste This is not what i do
It's the wrong kind of place To be thinking of you
It's the wrong time For somebody new
It's a small crime
And i've got no exuse
Is that alright?
Give my gun away when it's loaded
Is that alright?
If u dont shoot it how am i supposed to hold
it is that alright?
Give my gun away when it's loaded
Is that alright Is that alright with u?
Leave me out with the waste This is not what i do
It's the wrong kind of place To be cheating on you
It's the wrong time but she's pulling me through
It's a small crime And I've got no exuse
Is that alright?
Give my gun away when it's loaded
Is that alright?
If u dont shoot it how am i supposed to hold it
Is that alright?
Give my gun away when it's loaded
Is that alright Is that alright with u? Is that alright? Is that alright? Is that alright with u? Is that alright? Is that alright? Is that alright with u?
No...

il nuovo album di Damien Rice... questo pezzo è un capolavoro.. in loop mentre lavoro, in loop mentre sono in macchina.. in loop nella testa.. la sua voce è una carezza profonda, la chitarra un soffio leggero e un urlo feroce.. anche se questa volta il testo non è realtà nella mia vita.. e ho il cuore sereno..
Non riesco ancora a capire se questo album è più bello o no del vecchio, i pezzi ti entrano nella testa con dolce violenza eppure non riesco a toglierlo dallo stereo..
dovete ascoltarlo.
goodnight..

giovedì, novembre 09, 2006

oggi..

oggi sono come neve.
bianco candore di ghiaccio si posa sulle mani calde altrui e diventa acqua.
limpida, scivolosa, voluttuosa.
Amo la trasformazione.
in questo inverno ormai giunto manca la mia tavola da snow e un bicchiere di Brugal.

mercoledì, novembre 08, 2006

i cigni solitari - momento letterario del mese

Virginia viveva nel fondo del cuore.
Nel fondo del cuore respirava.
Lei si sbocciava.
Lei come un fiore.
Si svegliò diventando un'Alice smarrita da un sogno alla fine.
Così smarrita nella passione si chiese quante preghiere valesse il rimorso di non aver atteso che il tempo le portasse l’amore.
Così Virginia cresceva nei sogni. Virginia non aveva mai avuto un’amica migliore e le mancava una sorella dal sangue diverso. Virginia guardò una ragazza gridare. Ne seguì la corsa sul prato.
Il giorno dopo l’avrebbe incontrata.
Non per caso. L’avrebbe incontrata.
Ancora.
Le regalò un sorriso.
Ebbe inizio così.
Elena, così si chiamava.
Adorava sentire. Lo capì dal modo in cui si esponeva alla vita.
Senza paure.
"Vorrei mi pensassero pazza" le disse una volta.
Sembrava cercasse di liberarsi da se.
Quasi qualcosa le imprigionasse la parte più vera.
Elena aveva un segreto.
Come tutti un segreto.
Da non svelare.
Una mattina Elena la guardò puntandole addosso se stessa.
Le disse: "Un giorno ti dimenticherò".
Aveva espressioni d’amore sottratto.
Le disse: "Il giorno in cui uscirai dalla mia vita lotterò per dimenticarti all'istante".
Virginia provò un sentimento simile alla paura.
Intravide qualcosa di sconosciuto.
Era come il segno di una ferita.
Disse: "Odio i ricordi, non voglio mai odiarti".
Diventarono indivisibili vite.
Dal niente al tutto con un battito d’ali.
…Nemmeno un istante da respirare lontane…
Sincronizzando il pulsare del cuore.
Invisibili streghe. Pensava abitassero nei sogni peggiori per farla star male.
Per trafiggerle il sonno con sgraziata violenza.
Due gemelle divise da un suono che esplode.
Furiosi demoni in quella stanza.
Suonò il campanello andò ad aprire.
Elena arrivò con un orsacchiotto di peluche in mano. Rideva isterica.
Ormai aveva capito che se lei rideva in quel modo in realtà non rideva.
Diceva: "io non sono ciò che credi".
Virginia non chiese nulla.
Strinse tra le braccia la disperazione.
Qualcosa di speciale le univa. Forse la bellezza di sapersi all’inizio di tutto. Forse la paura del momento in cui se ne sarebbero stancate.
Segni indelebili che diventano storia e storia rimangono per sempre. Anche se gridi, se ti disperi.
Tagli nel cuore. Sangue che cade.
Elena. La sua amicizia. Il suo modo di guardarla e viverla.
Ambiguamente. Assomigliava. All’amore.
Ascoltò il respiro dell’amica fermarsi. Guardò i suoi pugni stringersi.
Stritolare l’impotenza di non poter gridare parole al vento.
Se le avesse ascoltate quelle parole……
Esistono parole che non hanno bisogno di voce ed erano quelle.
Pur restando mute gridavano. Uccise dentro pugni chiusi.
E nulla era più da capire ma da dimenticare.
Dimenticare e fuggire.
Si mise a correre. Via. Lontano per non vedere.
Ci sono corse che non hanno bisogno di nessuno spostamento.
Si può anche stare immobili e finire lontani.
Poi contro il corpo come vento violento strinse un’amica che le gridava ti amo.
Come cadere. Come cadere a ogni ti amo.
Di Elena aveva sentito il respiro fuggire.
Respiro che corre fatto di pianto. Non lo aveva seguito.
Era rimasta a guardare.
Ripercorreva giorni con furia.
Con la smania folle di quando vuoi ritrovare la cosa più preziosa che hai perso per errore.
"Virginia mi manchi da morire"
Elena iniziò a parlare con massacrante dolcezza.
La stessa dolcezza che possiede chi ha già perduto la persona amata ma continua a lottare.
E il vuoto l’accolse. Per mano dentro ricordi.
Elena continuamente. Alberi e cieli di foglie. Cento favole e baci mai dati.
Usciva dai sogni così. Forse era come ciò di cui non aveva memoria.
Se solo fosse stato possibile illustrare nel cielo quel dolore.
Multipli lampi dal cielo spezzato.
Che era morta.
Le dissero che era morta.
Che nell’alba l’avevano vista galleggiare
Come.
Un cigno.
Aveva lasciato una lettera.
Sopra c’era scritto il suo nome.
C’era scritto a Virginia con infinito amore.
Quando la lesse iniziò a gridare.
Irrigidì il corpo e la bruciò nel cuore.
A Virginia con infinito amore:
….. E noi, l’una dell’altro
I colli reclini attorcigliammo
Come 2 cigni solitari …..

LoVeRs – I. Santacroce.. mai letto niente, ma sto pezzo è bellissimo.

martedì, novembre 07, 2006

in-attese

Vorrei una sorpresa.
Una telefonata lontana ma desiderata in silenzio, per anni.
Una bellissima email da uno sconosciuto.
Una lettera con una foto.
Un regalo inatteso.
Un citofono che suona all’improvviso e una voce amica che viene da lontano e dice “eccomi”.
Tu che mi dici “prendi uno zaino e partiamo”.
Loro che mi dicono “si facciamo lo spettacolo”.
Lui ancora in sogno per me.
Qualcuno che chieda scusa.
Qualcuno che mi abbracci forte senza che debba chiederlo.
Una libreria nuova.
E vorrei non sentirmi sempre in bilico.. walking in circle sull’albedo della luna...