sabato, luglio 28, 2007

"emotions recollected in tranquillity"

Emozioni, in questo ultimo periodo ce ne sono state. poche. ma buone. quella che non riesco a scacciare ancora è solo una però...

ho smesso di ballare a 19 anni per un problema al ginocchio.. e quanto mi è mancato danzare in questi anni e far esprimere al corpo un vibrating mood... poi il teatro mi ha riportato sul palco in modo diverso... e quest'anno è successo l'incontro...

la mia vecchia scuola di danza stava preparando un balletto di repertorio, Giselle... e lì c'è un ruolo mimico un po' danzato, breve, brevissimo ma molto intenso... mi hanno chiamato.. mi hanno chiesto di partecipare.. di aiutare la protagonista nella mimica e di interpretare la mamma di Giselle... l'ultimo balletto che ho visto all'ei fu Petruzzelli con la Fracci e Nurejev .. ho immediatamente accettato...

... e allora lì, la musica, le prove, gli altri con le punte, io scalza, le risate dietro le quinte, il trucco, gli abiti, il tuppo, e un ruolo mimico pieno di dolore.. una madre che assiste alla morte della figlia.. il 18 giugno in scena..il silenzio in teatro, tensione nell'aria.. la mia Giselle e il suo ballerino bellissimi e bravissimi, eleganti, leggeri.. e poi lei impazzisce tra le mie braccia.. la gente si è commossa, io versavo lacrime in scena.. come spiegare che lì, tra quelle gocce, c'era non solo il personaggio interpretato ma anche tutta la mia emozione di essere ancora lì come venti anni prima, con alcune delle stesse persone di allora, di nuovo insieme, ancora insieme, a recitare col corpo, col viso e senza parole... ? come spiegare il pulsare del cuore rapido e insistente, che ripercorreva una vita tra applausi e sensazioni private?

non ci riesco.

fine primo atto.

... e poi scappar nel camerino per svuotar l'anima. E cercare di tornare normale.

Ma non è più possibile..

Le foto e il dvd sono molto belli.. anche l'articolo apparso sul giornale..

Si replica il 5 settembre. E io già non vedo l'ora..


tu chiamale se vuoi emozioni.


lunedì, luglio 23, 2007

un giorno .. di un mese.. di un anno..

Fuckin’ hell mi verrebbe da dire ..
Come inferno batte il sole in questa stanza . brucia brucia . stoppie scoppiettanti le mie carte sulla scrivania.
Mi avevano detto. No, avevo creduto volessero dirmi. No, forse mi hanno detto ma non ho sentito bene.. faceva caldo, la testa girava, pressione sotto i piedi e niente acqua. E poi era buio. Ho sentito dire scusa e poi un urlo, in silenzio. Era nella mia testa mi dicono . come??? Non è possibile.. qualcuno deve averlo sentito.. io ho visto le macchie, ho visto i fari lontani , una macchina che sgommava e via di corsa.. no la targa no non l’ho letta. Hai sognato tutto mi dicono. Basta stai zitta. Mi vogliono mettere a tacere. O forse no, io ho sbagliato a sentire. Ho creduto di sentir urlare, l’ho solo creduto, il caldo dà alla testa e tu hai avuto allucinazioni. Forse hanno ragione loro, io ho sognato .. ma no l’urlo c’era. Quella donna ha urlato davvero. l’hanno portata via, era con me, sono certa fosse alla fermata dell’autobus vicino a me, aveva i tacchi, ricordo il rumore sordo sull’asfalto ormai ridotto a poltiglia dal caldo. E qualcuno deve averla portata via. No, tu vaneggi mi hanno detto. Lobotomia, questo vorrebbero farmi. Non posso permetterlo, io.. lei.. la devo trovare. Io so che le stanno facendo del male, so che lei piange.. posso sentirlo nella testa, ancora si ripete il suo grido spezzato, silente. Aiuto . no no la testa mi scoppia, sudore giù dalle tempie e gocce gocce cadono anche sugli occhi. Non sento, non vedo. Lasciatemi urlare però. No no mi hanno detto e ho sentito bene. Mi hanno detto di tacere e mi hanno pure chiesto scusa. Ma lei l’hanno portata via. E ora hanno rinchiuso anche me. Non ricordo più quando. Quando ero ad attendere quel bus di notte? È successo mai.. io non .. io non .. mi ricordo.. io.. ecco..io.. non mi.. ricordo esattamente.. ma un giorno, in uno stramaledetto mese di uno stramaledetto anno… si ecco… un qualunque giorno passato.. non so se ero alla fermata del bus in stazione o in aeroporto.. o forse ero si ferma.. ecco si ferma all’angolo di casa… e l’urlo c’è stato. Lacerazione.
L’hanno
portata
via.
Era
la
mia
Libertà.

venerdì, luglio 20, 2007

oggi.

avrei mille cose da raccontare.. tante cose ed emozioni di cui parlare.. ma non ho tempo nè voglia oggi. volevo solo dirvi che oggi sono davvero di ottimo umore. ho cantato nella mia auto al tramonto a squarciagola. ho cantato ivan, ho riso .. da sola .. come è bello sentirsi a volte di nuovo un po' come a 20 anni... liberi ...

ampia visione.....

mercoledì, luglio 11, 2007

mad rhythm..

radici si impiantano nel ritmo, l'asfalto è bollente sotto i piedi ruvidi e tagliati. crepe nel terreno e sui muri corrosi da graffiti ignoti. chiama un jazzista a farmi compagnia nelle sere di vento. voglio perdere il contatto col reale per un po' smetterla di calcolare i secondi come se la vita fosse una continua olimpiade. dammi sabbia fresca su cui rotolarmi e ore di risate incontrollate. voglio stupirmi degli istanti e passare la notte fuori in attesa dell'alba. chiedete alle onde di intonare un canto per la mia mente stanca e fatemi tornare a sentire leggera. battono le lancette ancora, trappola con maglie invisibili, intessute di capelli bianchi. sottili. come gli sguardi ad occhi socchiusi delle sirene d'ulisse. stimolate il mio giorno assopito che perde la luce delle stelle d'estate. Scadenze. Solo scadenze. Datemi posti ignoti da scoprire, angoli inesplorati da osservare con stupore. Ho ancora bisogno di regalare ai miei occhi la gioia dell'ignota meraviglia. E non lasciare al tempo bastardo i miei respiri di aria contraffatta e inquinata. la solitudine si incorona ed è una certezza amara che rinforza. Anime di cemento che si colorano delle presenze altrui. Forse un po' di arancio, come tutto qui intorno.

venerdì, luglio 06, 2007

traspare in segreto

Traspare dagli occhi, la tua aspirazione.
Traspare affiorando, da un abissoso mare.
Si asciuga ogni solco, riaffiora il mio volto.
Affiora ignorando qualsiasi espressione.
Trapare e Riappare, Traspare e Scompare.
Traspare Scompare Riappare
Traspare la vera intenzione,
Traspare evitando qualsiasi rimando.
E solo un incanto,
miserrimo incanto,
mirabile errore,
è pura ispirazione...
Questo è uno di quegli spettacoli che non si possono perdere... la cornice è fantastica, il concerto molto intimo.. la musica coinvolgente.. chi verrà con me?? (ben....su su.. )


Domenica 29 Luglio - Piazza San Benedetto - Polignano a mare...
IVAN SEGRETO
Ingresso libero, inizio spettacoli ore 22


Il 22 giugno 2007 è uscito il suo terzo disco, "Ampia", per il quale Ivan ha lavorato in quartetto, con la stessa formazione che lo seguirà nei concerti. Ampia vanta la collaborazione di Franco Battiato, Giovanni Sollima e Paolo Fresu e conferma la personalità jazz di Ivan nell'esplosione gioiosa della sua apertura "ampia" alla musica ed alla vita.
Ivan Segreto - Voci e Pianoforte
Christian De Cicco - Chitarre
Daniele Camarda - Liuto, basso elettrico
Pino Li Trenta - Batteria

venerdì, giugno 29, 2007

paolo benvegnù a bari

Credimi.
Io non ti voglio più
Guardami. Che cosa vedi ancora?
Ma sento che ansimi
che tu vuoi me dentro al mio corpo ancora..
Le mani che stringono ciò che rimane di me nel buio si allentano..
Credimi non ti perdonerò
Lo sguardo fisso sopra al mio corpo ancora..
E sbavi scuotendomi il ventre
in equilibrio sopra al mio corpo ancora..
Non vedo che uomini, fuori e dentro di me.. ma non riesco a comprenderli
Perché è una lunga notte ma è più stupido il mattino
E non mi importa di restare qui
Non mi importa di restarmene ferma per sempre
Come se fossi un fiore e tu la pioggia e cadessi per me
Come se io fossi un fiore
E’ una lunga notte ma è più stupido il mattino
E non mi importa di restare qui
Non mi importa di restarmene ferma per sempre...

Concerto bellissimo. e a tratti divertente. noi sotto il palco..loro in quattro sul palco.. con loro un po' dietro le quinte. Ma prima i suoni, le emozioni, la voce un po' rotta, un po' urlata, un po' soffiata. parole come coltelli e parole come carezze.. sguardi di amici complici e il vento di notte. Canzoni note, qualche inedito, una cover, qualche ricordo degli scisma.. Ricordi che riaffiorano, immagini che ritornano, domande senza risposta .. Quei concerti intimi che ti fanno sentire che stanno suonando solo per te.. momenti in cui ti appropri delle onde del suono, delle luci che si intrecciano, delle immagini su video, delle parole che acquistano un senso nel tuo vissuto.. e il tempo perde il tempo.
"tutti i respiri che ho.. sono per te, tutti i respiri che hai.. e così che ogni goccia di me scava la tua schiena lentamente. con un ritmo costante.. .. muovi le tue mani su di me il silenzio sembra indispensabile...per controllare le parole e dimostrare di sentirsi debole. tu da me non hai che l'assenza... ..Voglio respirare lentamente il tuo profumo e non so se risvegliarti.."


poi la finanza si è dimenticata che eravamo in duecento al terminal crociere a seguire il concerto.. e ha chiuso i cancelli del porto! le telefonate in caserma, chi riusciva è passato attraverso le sbarre, qualcuno ha scavalcato, qualcuno ha atteso un'ora che venissero a riaprire.. ed erano già le 2 e mezza di notte... da scrivere un articolo sulla gazzetta !

martedì, giugno 26, 2007

orange waves


onde di arancio sui muri. come in questo blog anche la mia stanza ha il colore del sole d'estate. sarà l'ispirazione dei 47 gradi di ieri. sarà che avevo bisogno di luce e sfumature. che strana la mia stanza semivuota. ancora senza letto, senza libri, solo con questa scrivania al centro.. che strano dopo tanti anni rivoluzionare tutto e poi immaginarselo simile a prima.. Vorrei aver il tempo di decorare la finestra..vorrei riuscire almeno ad andar a comprare la libreria ma nell'unico pomeriggio libero io sto qui a scrivere.. vorrei schioccare le dita e trovare tutto pronto e sistemato.. ma questo stato di cantiere sembra piacermi .. il work in progress mi ha sempre dato l'idea del percorso, del portare a termine un incompiuto in -ing. come nei viaggi, che mi è sempre piaciuto di più il percorso piuttosto che la destinazione. Come nello studio, che mi piaceva di più scoprire le cose piuttosto del 30 finale. Era la mia missione da trentenne quella di cambiare la mia stanzaufficionido. E sono a metà dell'opera.

E sorrido.

venerdì, giugno 15, 2007

happy birthday..

Ieri sera sul tardi avrei voluto essere a casa, e lasciare lo stesso identico post dell'anno scorso... e si..ieri sera questo mondo di soffioni e libellule ha compiuto un anno...un anno di pensieri, di dolori, di allegria, di commenti.. un anno di amore, di crescita, di musica. Già un anno. E ieri nell'aria lo stesso profumo di fiori di giugno.Chi ha scoperto questo luogo nel tempo forse non sa che all'inizio questo blog era tutto nero con le scritte bianche o arancio..proprio come lo vedete ora... oggi vorrei fosse di nuovo così, magari solo per qualche ora, magari no..Per ridare il benvenuto a tutti, si, perchè se questa virtual area continua ad esser sempre più importante per me è anche per i miei compagni di volo.. che ringrazio dal cuore. oggi è anche il vostro compleanno:)
vi ridedico il mio primo post.

http://ilsoffionelalibellula.blogspot.com/2006/06/vestita-di-pensieri.html

un abbraccio di donna.
f.

mercoledì, giugno 13, 2007

questa piccola notte

Piccoli rumori nella notte. Auto passano lontane.
I grilli cantano odi alle stelle. La ventola gira e dà voce alla mia stanza, con i tasti della tastiera.
Una lampada da tavolo e il buio tutt'intorno.
quanta intimità questa notte. quanto stare con me e il mio lavoro.
Quanti suoni attutiti dalle braccia dei cuscini. Respiri.
C'è vita qui accanto.
E riposa. shhh ...
Silenzio.

domenica, giugno 10, 2007

10 giugno 2''7

2 years have passed. already. and time is not a cure. it's just a way to ease off pain. it's just a way to fool you and let you try to live everyday life with no clear discomfort. Time is just a proof with a beating clock, and a renewed bell tower wakes me up .. continuously. A flashing overflow of images hangs over me. Please, silence. Today noone is allowed to claim.

http://www.youtube.com/watch?v=Jek6iP6AuAQ


..."All the times that I've cried
Keeping all the things
I knew inside
And it's hard, but it's harder"...

mercoledì, giugno 06, 2007

Asylum..

Eros e Thanatos camminano tenendosi la mano. ubriacandosi di gin.
L'aria è sotto la lucida lente perversa di uno psichiatra. è pesante. si respira dolore. si respira soffocamento. non si respira. Verrebbe voglia di chiedere aiuto.
Eppure Stella è lì, sprigionando su carta erotismo e passione, suscitanto odio e compassione, amore e ribrezzo, voglia e sdegno.
Eppure Edgard è lì, e lo immaginiamo col sorriso beffardo ed egoista, fanatico e spregiudicato. Pazzo. Pazzi. Bellissimi. Gioco di amore e morte, intreccio crudele, partita a scacchi con se stessi. Vittime e carnefici, e spettatori già vinti senza aver partecipato.Come può restare sulla pelle il brivido dopo aver letto la parola fine? Ricominciare a leggere, rivivere, riprovare emozioni. il romanzo trasuda emozioni.. percepite e analizzate come sul vetrino di un biologo, sudate e temute come sul lettino di un analista.. La parola descrive e tace. Illustra e lascia sospeso. Provoca e ferisce. Come un entomologo sul suo insetto ancora vivo. Un battito di ali. Vite spezzate da un gesto.

a volte li odi. a volte li ami.

E l'arte come sempre si fa complice. di un amore, di un delitto. La scultura, arte di creazione, diventa parte di un quadro di morte.. Il dolore trasuda come la passione.Stella è l'elegante, disinibito, contemporaneo specchio liberty di Emma Bovary.. Donne che bruciano dentro, che bruciano su carta, che dimenticano tutto in nome di quella passione morbosa. Che "scelgono" nel corso di tutta la vita la morte, perchè altro non è concesso ai loro occhi, alle loro mani, ai loro desideri.. Le voci si accavallano, eppure tutti i personaggi passano così in secondo piano, tipi umani che si svuotano di fronte all'intensità dei due tormentati angeli caduti.

Assassini.

Asylum...manicomio, prigione per la mente, per il cuore, per l'anima.. titolo inglese bellissimo.. così claustrofobico, così legato ai labirintici stretti vialetti della mente malata. E gli spazi aperti, la campagna inglese, i prati, il lago, la grande casa sono solo gli antagonisti beffardi e ignari di quello che è il bellissimo male in loro.. Il sesso il corpo la famiglia quasi perdono valore. Altrove se non in loro, tutto è una via di fuga.. fittizia..

Eros e Thanatos finiscono tenendosi la mano. E tenendosi il cuore di chi assapora il romanzo.
son passati quattro anni. voglio rileggerlo. (ma per ora lo impacchetto insieme a tutto quello che c'è in questa stanza)
Follia. Patrick Mc Grath.


ps. Ben avevo detto che ne avrei parlato..
ps2- dopo aver pubblicato questo post.. scopro un articolo.. io adoro le coincidenze.
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/spettacoli_e_cultura/follia/follia/follia.html

domenica, giugno 03, 2007

l'ascia.


lasciami la testa lasciami il cuore lasciami tornare a pensare e non confondere lasciami il passato e il presente e lasciami un futuro in cui esistere. lasciami le scarpe fuori dalla stanza e le mani fuori dalla schiena lasciami il sudore e lasciami dormire. lasciami i miei sogni lasciali respirare lasciami i nastri rossi e i libri di favole. lasciami il cinismo sul tavolo e la speranza negli occhi. lasciami il silenzio lontano spezzato e lasciami parole e gesti chiari. lasciami le paure sulle lenzuola e le angosce sotto il letto. lasciami le camicie che sanno di fresco e creme profumate. lasciami le lacrime tra le tue mani e lasciami ridere di gioia. lasciami stare e lasciami vivere. lasciami una esistenza piena che non si tormenti. lasciami credere in qualcosa di diverso. lasciami liberi i pensieri. lasciami capire e parlare. lasciati ascoltare.
lasciami trascinare le gocce di vino sul pavimento senza che si trasformino in sangue.
lasciami un fiore tra i capelli perchè possa correre ancora nel vento con gli occhi asciutti.
Oggi mi è toccata una guida nella fantastica alberobello..
Arrivo e chiedo.. "quanta gente ho nell'autobus?"
Risposta: "23. giapponesi"
Bene dico io... i giapponesi parlano inglese non benissimo quindi posso star più rilassata e parlare lentamente.. spero riescano a capire le cose più tecniche, male che va le rispiego in modo semplice...
Arrivano e, al mio Good morning! rispondono : A-rigatò... che per me continua ad essere un piatto di pasta... possibilmente col sugo...
Cominciamo bene ... dopo due minuti scopro che nessuno parlava inglese, a parte la relativa tour leader che mi ha detto "please speak slowly slowly slowly to me... I translate"
.. azz... Comincio a illustrare le cose del percorso e ad ogni mia frase di tre secondi lei traduce una frase che dura un minuto. O il giapponese è più lungo o chissà che diavolo si inventava..
Penso "ehm.. così ci mettiamo due ore!!".
Capisco l'andazzo. Devo dire poche cose ma buone. Già il tour parte con un'ora di ritardo, timing fatti male.. alla fine parlo solo in bus finchè lei dice "abbiamo poco poco tempo.. pel favole io dico storia di albelobello tanto la conosco così loro hanno tempo pel gilale e visitale il paese" ...insomma traducendo in italiano "fabbià stai zitta così facciamo prima" :D meglio per me ! e che fortuna... alla fine son stata solo a far presenza e a sorridere.. Un giro con 30 gradi all'ombra, un caffè e poi di nuovo in autobus. Loro mangiavano ciliegie e io in silenzio a chiacchierare con lei che chiedeva informazioni sui vari outlet..L'unica cosa che ho scoperto è che in Giappone una ciliegia, dico una, costa quasi tre euro. E che per loro da quando c'è l'euro l'Italia è diventata costosa... per loro...figuriamoci per noi!!!!!!

Buona domenica
f.

sabato, maggio 19, 2007

Insegnamento parte I

ho iniziato ad insegnare francese per un corso intensivo che finirà a fine giugno. a insegnare francese ad un gruppo di 13 ragazzi un po' "disagiati". (o siam noi docenti quelli disagiati??) un gruppo di età compresa tra i 15 e i 17 anni. ragazzi di strada.ragazzi di quelli che già è tanto se conoscono qualche parola in italiano. di quelli che se passano l'anno è perchè i professori non ce la fanno a vederli sempre davanti .. di quelli che "professorèèè cccosss!!!" ... di quelli che si credono i bulletti liberi di fare quello che vogliono... di quelli che sono lì perchè la comunità europea stanzia fondi per il loro recupero.. di quelli che vengono pagati un euro all'ora per andare a scuola... (dico io perchè io mi dovevo fare il mazzo e per beccare una lira ho aspettato anni e questi devono essere pagati per lanciare carte e pennarelli??) di quelli che non portano neanche carta e penna fornite dall'istituto..di quelli che mangiano in classe, escono senza permesso, stanno al cellulare.. di quelli che scrivono "costantino ti amo" e sentono le canzoni della Tatangelo.... di quelli con cui fare a gara per far capire chi è il più forte.. di quelli a cui devi mostrare sorrisi, educazione, risate, parolacce e alzate di voce per creare un contatto, di quelli con cui fare l'amica e la nemica, di quelli che vengono un giorno sì e due no... di quelli che se parlano in dialetto chiedi sempre l'ausilio del traduttore .. di quelli che non hanno intenzione di aprire libro e devi tenerli sei ore in classe... di quelli che parlano di omertà e rispetto.. di quelli che ...

"professorè tu sì fort, me si fatt lesc, me si fatt stè citt, t'ingazz e ì te chiet scus... sì l'unic ca ngià pust sott sott. àdavere. "
professoressa tu sei forte, mi hai fatto leggere, mi hai fatto star zitto, ti incazzi e ti chiedo scusa.. sei l'unica che ci ha domati. davvero."

queste sono soddisfazioni.

sabato, maggio 05, 2007

downwards

La lama affonda, ti tocca il cuore e ride. Prenditi gioco di me ancora pensò la mano stanca e sanguinante. Prenditi gioco di me. Come se non bastasse la delusione. Troppo comodo scegliere la via più facile. Forse è quello che si vuole. Non è il mio stile per fortuna. Ma il tuo.
Creta e fango.
Impastami e ricreami un volto sereno che illumini i percorsi.
Travolgi la notte e fanne luce con stelle senza pioggia. Parlami parlami. Non tacere. Non lasciarmi intrappolata nei silenzi, nelle interpretazioni di donna. Crea un mondo non lasciarti solo travolgere, coinvolgere, conquistare e affondare. Nella mano il potere. E hai appoggiato la lama al nostro petto. Hai girato il polso. Primo scatto dentro, come un giro di chiavi che imprigionano, o liberano. E poi hai ritirato la mano. Vigliacco provocatore insicuro. Giochiamo ancora con le nostre consapevolezze, tanto il tempo che può fare ancora. Un’altra ruga sugli occhi, e manco mi strucco. Ha il suo fascino la matita nera sciolta che cola sulle gote.. rassegnazione. Shhh continua a tacere, tanto a che serve sapere cosa ne pensi di un tuffo dallo scoglio.
Lasciami andare via con le meduse, che la loro scossa addormenti i miei sensi e non mi lasci pensare.
Floating.. ?
Flowing …downwards.

giovedì, aprile 26, 2007

post provvisorio

datemi un po' di tempo che appena finisco sta traduzione il nuovo post sui 30 lo faccio !

mercoledì, aprile 18, 2007

.....

- Mi hai chiuso la porta in faccia, perché?
- Perché sei la solita stronza.
- Non ti sembra di esagerare?
- Se per te farmi stare da solo al ristorante per mezz’ora mentre ti scopavi il cameriere è esagerare..
- Beh si.. che ti devo dire.. mica stiamo insieme io e te !
- Se continui così certo che non starai con nessun altro.. diventerai madre di un pargolo col grembiule e il menu! (ridendo)
- Ma smettila idiota.
- No smettila tu.
- Di fare che ?
- Di comportarti come una minorenne coi tacchi…
- Ma che ne sai tu…
- Solita risposta al femminile..
- Si, sarà solita, ma è anche vera.
- Ma che ci perdete a dire le cose chiaramente e a fare due più due uguale quattro? Dovete sempre prima fare la radice quadrata del logaritmo della derivata di a in base cazzi miei?
- Ahahahahah
- Tu ridi eh… forse sei davvero incosciente.
- Meglio incosciente che mediocre.
- E questo che c’entra?
- Mediocri sono le femmine con cui esci di solito. Mediocri sono le ragazzine che ti scopi a casa tua per paura di fartele in un bagno al ristorante come me. Mediocri sono le scuse che dai al tuo gelo. Mediocri sono le tue singole uscite con delle ragazze per puro sesso. (inviperita)
- Non è vero.. e poi.. Non mi sembra tu sia mediocre. (sorrisetto beffardo)
- Sei il solito bastardo. E comunque…esci con me quando te lo concedi. Troppo compromettente passar del tempo sempre con la stessa fanciulla. (sarcastica)
- Non ho capito Françoise.. rigiri la frittata ora ?
- Certo che si.. manco ti rendi conto dell’effetto che provochi....
- Me ne fotto come te. E ogni tanto mi diverto a sbattere porte...
- Sbatti, sbatti! Tanto è un verbo che ti piace moltissimo! Almeno per una volta hai avuto una reazione a qualcosa. Ho dovuto aver il cattivo gusto di farti pensare che uno mi stava toccando in tua presenza per vederti un po’ infastidito..
- Pessimo gusto. Già è tanto che non ti ho mollata lì a piedi.
- Già è tanto che non ti ho preso a schiaffi.
- E perché avresti dovuto ora? Ma tu vedi un po’ ..
- Perché secondo te io posso scopare nella stanza accanto a dove sei tu???
- E perché no? “Mica stiamo insieme io e te..!” e del resto c’erano tre camere di mezzo….(pungente e sicuro di sé) E non gridare sul pianerottolo. (afferrandola per un braccio)
- Voi maschi non capirete mai un cazzo di niente.
- Voi femmine sarete sempre zoccole e non lo ammetterete mai. (divertito)
- Sempre sostenuto.
- Mai messo in pratica davvero ! (entrano in casa)
- Ti odio.
- Sei divertente.
- Versami da bere e stai zitto.
- È un Sassicaia 2002. Ti stavo aspettando. E "stai zitto" lo dico soltanto io.
- Meravigliosa scelta.
- Non te la meriti.
- Me la merito eccome.
- Se non stai zitta ti lascio la bottiglia vuota.
- Scusa, farò come vuoi tu.
- Brava…..

martedì, aprile 17, 2007

siamo come orme


Siamo come orme, che passano e si cancellano, orme che lasciano un segno che si accavallano e si sfiorano, orme sulla sabbia, sul ghiaccio e sull'asfalto.. orme di noi, con tutto il peso della nostra testa, con tutta la nostra grandezza, con tutta la nostra nullità. Siamo come orme, affascinanti e sconosciute, delineate ed effimere..

Mi piace osservare orme intorno a me.




Tutto passa e tutto resta
ma il nostro destino è di passare
passare disegnando percorsi
percorsi sul mare.

Non ho mai rincorso la gloria,
nè voglio lasciare nella memoria
degli uomini la mia canzone;
io amo i mondi sottili,
in assenza di gravità e gentili,
simili a bolle di sapone.

Mi piace vederli mentre si dipingono
di sole e di rosso, volare
nel cielo azzurro, tremare
improvvisamente e svanire...

Non ho mai rincorso la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il cammino e niente di più;
Viandante, non c’è una strada,
la si costruisce camminando.

Camminando si costruisce la strada
e guardando indietro
si vede solo il sentiero che mai
bisogna tornare a calpestare.

Viandante non c’è una strada
ma solo scie sul mare ...
Una volta in questo luogo
dove oggi i boschi si vestono di spine
si senti la voce del poeta gridare
"Viandante non c’è una strada,
la si costruisce camminando..."

Colpo dopo colpo, verso dopo verso...

Morì il poeta lontano da casa.
Lo copre la polvere del paese vicino.
Al momento di allontanarsi lo videro piangere.
"Viandante non c’è una strada,
la si costruisce camminando..."

Colpo dopo colpo, verso dopo verso...

Quando il cardellino non può cantare.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a niente parlare.
" Viandante non c’è una strada,
la si costruisce camminando..."

Colpo dopo colpo, verso dopo verso.

A. Machado


per ringraziamento e concessione non richiesta al mio piccolo pulcino calimero.

giovedì, aprile 12, 2007

passerà..

Poterti dire già quello che so Farebbe freddo in un attimo che
Passerà.
Su tutto ciò che ora parla di noi: Rabbia, illusioni e speranze che so,
Detonazioni di un attimo che
Passerà.
E rimarrà forse il vuoto di noi A disarmare i rimpianti che so
Per ricordarci in un attimo che
Passerà.
Sugli edifici e sui cieli di noi, Sulle stagioni e sui nostri perché Nuvole rapide, e un attimo che
Passerà.
Piogge sul cuore, sezioni di un attimo, Flusso, derive, parole: Tutto si perderà.
Se fosse facile fare così Poterti dire già quello che so Farebbe freddo in un attimo che
Passerà.
Su tutto ciò che ora resta di noi Sulle parole e sui gesti che so Frantumazioni di un attimo che
Passerà.



passerà. si tutto passerà. i moti dell'animo, la testa che gira gira, come uragano, che travolge, scardina porte, alza la polvere. passerà l'ansia del nulla, passeranno i segreti taciuti della mente, le convulsioni i tumulti i battiti senz'aria. passerà il vuoto e l'assenza, la presenza che si colma di altro, la disillusione riuscirà a darsi pane. ma non pace. nutrirsi dei suoi silenzi. nutrirsi dei gesti rari ma preziosi. nutrirsi degli sfoghi in un'auto che corre per trovare di fronte non una carezza. "non piangere". no, mi serve per sentirmi più leggera. mi sento più leggera. no non è vero, più leggera a tratti. si, è un'altra delle mie fasi, lo so passerà.. no è la consapevolezza, questa è la consapevolezza dell'esser qui e altrove, dell'esser un fantasma che attraversa porte ed appena parla è già in un altro luogo. un non luogo dove sono felice. un non luogo che dura qualche istante. ma sa essere eterno, e effimero. Un non luogo che svuota. Nessuno può capire, come ogni volta i meccanismi che ci appartengono sono solo nostri e non vi è possibilità che qualcuno li segua. siam tutti bravi a predicare bene.. è che l'animo ci distingue e le scelte che facciamo per quanto sbagliate vengono da dentro, e hanno tutte una loro fottutissima logica. una logica che è solo mia ! quindi.. cos'è che passerà? la presenza sdoppiata del reale dentro di me? l'irreale moto dei flutti sullo scoglio? non sarò passata invano dalla tua vita... ma ... nuvole rapide, scappano scappano, fuggono come i giorni, come i secondi in cui mi fermo e voglio respirare. come i secondi in cui mi fermo e mi respiro. e ti respiro. ovunque tu sia nell'aria. Aria .. a volte mi manca l'aria. quando soffoco e non so il perchè.
Forse ho venduto l'anima al diavolo ma non ricordo di averglielo chiesto.


mercoledì, aprile 04, 2007

facciamo finta

facciamo finta che io sia un lupo stanotte. di quei lupi con gli occhi spalancati sul buio che cercano solo il bianco della luna. ma la luna stanotte è offuscata dalle nuvole. facciamo finta che io sia un libro cui venga strappata una pagina, immobile, sofferente, ma silente perchè la parola a lui non è concessa. facciomo finta che io sia il canto di un gufo dalle piume dorate che andrebbe a disperdersi nei boschi forse udendo solo il lontano rimbalzar della sua eco sui tronchi degli alberi. facciamo finta che io sia oggi la fiamma di un piccolo fiammifero acceso per una sigaretta al vento. facciamo finta che sia la mia canzone preferita che gira in loop in questa stanza con le casse spente, ma cantata dagli altri ad alta voce. facciamo finta che io oggi sia il motore della mia auto da una settimana senza assicurazione che reclama di rombare e correre ancora. facciamo finta.

perchè tanto cosa cambia?