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venerdì, luglio 24, 2015

A tutte le persone che amo. 
a prescindere che siano pezzi di silenzio o voci svanite o quotidianità. L'amore non va via. Rimane ancorato in un antro di cuore e respira ogni giorno.chiuso nello scrigno del tempo.
L'amore che hai amato non ti abbandona, lo culli senza saperlo, lo nutri di altro amore con cui si trasforma. In silenzio. Vive. Ancora. 
L'amore che ami ti sorregge, ti sprona, ti nutre.
E allora il tuo cuore è uno scambio continuo del tuo amore. Passato e presente che si nutrono e ti arricchiscono, anche se non lo sai, anche quando non lo sai.
Alle anime allo specchio, che ogni tanto si ritrovano, ogni tanto si scoprono, ogni tanto si ricordano di sé e non si vogliono perdere.
Ai mondi dentro. quelli autonomi che vivono bei sogni che non ricordi al mattino, che pensano e sentono e a volte agiscono senza chiederti il permesso. E poi magari ti chiedi se eri davvero tu.
Al tutto ritorna. Perché nulla può annientarci realmente. Sciocco è pensare di cambiare le persone o di volersi far cambiare. Sciocco è abbandonare le proprie passioni perché poi ti perseguitano. Accettarsi nel bene e nel male è la grande conquista. Amore è rispetto di libertà e dignità.
A me stessa.
A te che amo così come sei perché sei così.
A coloro che amo a prescindere. Dal tempo, dal dolore, dalla presenza, dell'assenza.
A chi ha capito cosa intendo quando parlo d'Amore. A chi ha capito cosa significhi per me amare. A chi sente come me. E vive mille vite amandone una.
A chi mi ha ricordato tutto questo ritornando a scrivere.


I have tried…
Into this box…
Well I could go wild…

venerdì, marzo 02, 2012

anno bisestile.

Nessun 28 febbraio quest'anno per me. E quattro anni dopo il 29 ha un odore diverso..
niente da festeggiare. niente se non dei ricordi.
le corde non sono più incastrate, di certo non sono fisse. anzi si avviluppano attorno al mio collo e stringono stringono stringono.
eri aria.
sei aria.
qui si soffoca.
sto imparando l'apnea.

martedì, dicembre 27, 2011

2 giorni dopo

e ti ritrovi all’improvviso con un buco dentro.
e ti ritrovi senza sogni, senza giorni, senza scopi. anzi no, non ti ritrovi, ti perdi. e perdi tutto. e ti rubano tutto. sorriso presente futuro. e ti vuoi aggrappare a un passato che era il tuo tutto e che si è trasformato nel tuo niente. o in una speranza di veder cambiare tutto di nuovo, con la stessa velocità . e il freddo dentro ti paralizza la mente lo stomaco la gola. hai nodi dappertutto hai voglia di gridare ma nella morte che avvolge i tuoi sogni muoiono anche le parole. e quel silenzio diventa violenza. entrare in una casa vuota e silente mi stupra il cuore. e la mente non si ferma .e quando si ferma piango. scendono lacrime nei solchi delle rughe, scendono come lamento eterno come le anime racchiuse nel limbo.
sto galleggiando sono sospesa sono come nel liquido amniotico prima di nascere quando non hai ancora un futuro. o no, li ce l’hai tutto da costruire. qui te l’hanno già distrutto.
e non credi sia successo a te, non ci credi tu come non ci crede chi ti circonda . destino beffardo bastardo. tutto all’improvviso tutto inaspettato tutto come doccia fredda tutto come colpo di pistola ..
tutto va avanti anche il mio tempo che mi traveste con foga. tutto va avanti, anche io che trascorro giornate. ma non ho più un obiettivo. se non una speranza. che è già rubata però. e una preghiera.. mi aggrappo all’immagine di te, a 4 mani giunte in una foto nella nostra stanza, ora solo mia… e voglio solo addormentarmi e svegliarmi non più da sola, girarmi e accorgermi che c’è ancora la stessa radio….che canta la stessa musica…

martedì, dicembre 06, 2011

tutto ti crolla addosso

e mi ritrovo in ginocchio a pregare.
come non avessi trovato la felicità. o come quando te la strappano via. e ancora resti incredula e ti chiedi perchè.
e ti aggrappi al giorno che viene con la speranza che sia sempre migliore. e ti aggrappi ad un sorriso sperando ne seguano mille altri. e ti aggrappi alla speranza. qualunque essa sia perchè è l'unico modo per restar a galla e non farsi trascinare nello stesso fango.
la verità però già la conosco.
ho il terrore di sapere già come andrà a finire. di fronte alle paure degli altri non puoi sempre combattere. non puoi addossarti ogni volta le loro debolezze le loro frustrazioni le loro incapacità...non puoi farlo sempre e non puoi reggere a lungo. e sentirmi forte quasi mi disgusta. vorrei potermi adagiare io a qualcuno una volta.. o semplicemente affidarmi. HO BISOGNO DI AFFIDARMI A QUALCUNO E SAPERE CHE CI SARà SEMPRE. e invece da un momento all'altro ti cambiano il mondo le prospettive la fiducia l'appoggio i sogni e non sai nemmeno il perchè. hai fatto tutto quello che potevi, fai ogni giorno più di quello che pensavi di poter fare. aspetti. l'attesa è un veleno che si insinua . e ti ritrovi seduta ad aspettare.. godot o il grande cocomero ? nulla di straordinario.. solo ad aspettare la risposta alle tue domande o a goderti gli ultimi scampoli del tuo vero sogno di vita.

venerdì, agosto 19, 2011

mi manchi

domenica, giugno 12, 2011

... non ho paura del dolore. non posso averne più. ma ho paura del tempo che passa. ho una fottutissima paura del tempo che va e che perdo e che non dico...e di tutto ciò che mi toglie l'aria. senza ridarmela.

venerdì, giugno 10, 2011

Ci sono giorni senza tempo e c’è un tempo che non trascorre.

Ci sono dolori senza tempo e c’è un tempo che assorbe il dolore.

Ci sono segmenti di tempo che ti si ritagliano addosso, pezzi di mosaico che si affiancano e si incollano e creano un quadro immutabile ..sul tuo cuore, fino a spezzarlo. Ancora.

Ancora una volta basta un calendario. E due numeri sono la chiave di uno scrigno pronto ogni volta ad esplodere, lasciato lì sotto la sabbia di una clessidra che incessantemente termina e si rigira.

In silenzio scorrono e passano i secondi . lenti o accelerati. come il battito del cuore. Tic…… tac….. tic….. tac.

E ti ritrovi a cadere. E a ricordare. E ti ritrovi immagini che speravi di aver perso e volti che speri di non perdere mai. Ritrovi voci urla e silenzi. Squarci di silenzi. Quelli che annientano le voci sottostanti e sembrano più forti dei rumori intorno che crei per sentir la vita.
Ci sono momenti in cui niente ha senso. Niente. Perché sei ubriaco di dolore nonostante gli anni continuino a passare… incessanti.. incuranti.. inevitabili.
10 giugno 2005.
Sei anni. Sei mesi. Sei giorni. Sei minuti. Sei secondi. Sei pugnalate .
Sei. Qui. Con Me.

lunedì, aprile 18, 2011

due cuori e una capanna


Ci sono dei piccoli miracoli che a volte si avverano. Semplici momenti del quotidiano. Eppure… miracoli.
Come un affitto da pagare e mobili da spostare. Una casetta da sistemare.
Un nuovo inizio, una speranza.
Un sogno racchiuso in pochi metri quadri che fanno la felicità. Come addormentarsi e trovarti accanto a me, tra le mie braccia. Come risvegliarsi e trovarti di nuovo accanto a me, tra le mie braccia .. e sentirti ridere e illuminarmi pensando che la vita è lì.
Come svegliarsi presto per far colazione insieme e vedere l’alba da un terrazzino sul mare e vedere che la bellezza è tutta lì, racchiusa in quel piccolo spazio infinito.

..

martedì, febbraio 22, 2011

ogni tanto un pensiero..

Non mi fermo da un po’ . non ho tempo di fermarmi e pensare. E per fortuna è per me un periodo sereno e non ho malesseri da scacciare, ansie da sconfiggere, angosce da debellare.
Almeno non mie.
Forse per questo non scrivo da un po’.
E poi invece arriva il dolore degli altri a sfiorarmi, a prendermi l’anima in mano …
Offro la mia voce e il mio ascolto a chi ha bisogno di urlare, offro quel po’ che ho, quel po’ che riesco a trasmettere. Ascolto e a volte rivivo. Quando si è vissuto un’esperienza è più facile esprimere il proprio punto di vista .. eppure non si hanno soluzioni. No chiavi in mano. Nessun rimedio . vorrei aver tra le mani litri di acqua ragia per scrostare la ruggine dei cuori altrui e strappare le paure che annodano il respiro.
Ma non mi è dato questo potere .
Squilibri. Disequilibri. Bisogno di razionalizzare e non lasciarsi destabilizzare. Dovrebbero lasciarsi andare invece, e farsi prendere in pieno dalle cose . aggirare l’ostacolo può a volte render più difficile il sorpasso.
Sono qui, un altro giorno pronta ad assorbire.. succhiatemi tutte le energie se può aiutarvi ad esser e felice.

mercoledì, luglio 21, 2010

ciao...

mi sento catapultata in una realtà parallela in cui tutto è ovattato e c'è vento, un vento fortissimo e non si odono altri suoni, si sente solo lo stridore delle lacrime contro i vetri come la pioggia che batte e le voci, tutte le voci tranne una.

ciao umberto..


The wind has taken you
You're free finally at peace
So still you lie
Leaving your cares behind

The pain is gone
Gone with the spirits in your eyes
Now you're wandering around
Above us
Looking downward
As we cry

You've flown into the wind
Escaping all the hurt within
Took to the sky
Leaving the world behind

So young to die
How could you let it all pass you by

And to the wind go so many dreams
That you had inside
Now you're just a memory
Burning in my mind

So young to die
How could you let life pass you by
And now you'll never know I loved you
And now you'll never know I cared

I really loved you
And now you'll never know

You'll only fade
Into the wind

preghiera di rabbia

Ci sono giorni in cui una telefonata ti devasta.
Non riesci neanche a immaginare quel sorriso che si spegne, un amico che sta per andar via.
Non riesci neanche a ricordare la sua voce e ti fa rabbia.
Non riesci a dire più nulla, il silenzio cala come un sipario e sai che neppure le preghiere potranno aiutare.
Inerme. Non puoi far nulla. Il male si estende si amplia, i farmaci non fanno più nulla. Nessuno può niente.
Come ci si aggrappa alla vita in questi momenti.. quanti propositi .. quanta voglia di essere invincibili .. la voglia di stringere delle mani e vederle eterne per sempre.
Il compito ingrato di avvisare altre persone, di sentir la loro voce spezzata, di dover comunicare qualcosa che in fondo non sai.
Perché fino a ieri non lo sapevi neanche tu . perché il male è una cosa troppo intima, che si nasconde nella speranza di non suscitare pietà..e compassione. Fino a che non è necessario..per prepararsi ad accettare ..
Cum patire. È quello che ora facciamo in silenzio, a mille km di distanza..uniti da un’amarezza senza fine e da ricordi spezzati dal tempo.

Io non pensavo che bastasse un'ora
il tempo scorre in una parola
su un pentagramma vive un'emozione
la porta è chiusa senza una ragione
...colori che muoiono...
Come in un vecchio film in bianco e nero
sono fotografie, solo fotografie
sfregiate dal tempo
...colori che muoiono,
colori che esplodono.


(Timoria)..

lunedì, marzo 15, 2010

inno alla serenità


È raro che si scriva quando si è sereni…
Quando la felice serenità ti invade, è come se non si avesse il tempo, né tanto meno la voglia, di rinchiudersi un po’ per scrivere . Ci si dedica ad altro, si rubano i secondi per sorridere ancora di più, si limita il tempo della propria solitudine.
Eppure non è giusto . si dovrebbe cantare la propria serenità, si dovrebbero lasciare tracce di questi passaggi di vita.. per darci un’occhiata magari più grandi e ricordare i dettagli, i sospiri che, se impressi con parole, restano più facilmente non dimenticati.
E allora scrivo queste poche righe…

Questo è un periodo felice, sereno .. è come se avessi posto finalmente dei chiari obiettivi di condivisione e le mie folli disperate lacrime siano così distanti .. è bello ritrovarsi lontani dalle crisi adolescenziali e sorridere delle banali piccole cose del quotidiano.. non voler più scappare da niente, al massimo voler cambiare piccole cose, voler costruire, voler migliorare.. Non so se arriveranno dei momenti cupi ma non mi interessa. Non ora. E del resto so che ci sarà una maturità diversa ad affrontarli. So che faremo in modo di superarli insieme… E si ora parlo al plurale… e un po’ sorrido. Io l’individualista per eccellenza, quella che metteva IO prima di NOI si trova finalmente a racchiudere un ideale di famiglia nella sua testa e a pensare a unioni piuttosto che a divisioni. È vero che ci sono dei momenti in cui si cresce e i sogni diventano altri e i progetti cambiano … e le cose assumono dei colori diversi.. ed è davvero bello così. Trovare in altri occhi la propria gioia, sentire che le soddisfazioni dell’altro son le tue, più grandi delle tue , più necessarie delle tue…

E allora.. un inno a questa serena felicità , che prego sia per sempre... un inno al sole che fuori brilla e alla luce che c’è in questi occhi anche se fuori diluvia. Un inno a marzo e a un 28 febbraio appena trascorso, sempre il nostro 28 febbraio… ancora giorni di meraviglia.. ancora e ancora e ancora….

venerdì, agosto 21, 2009

ma che ti stupisci a fare?!

Mi stupisco ancora del comportamento degli esseri umani.
Mi stupisco ma in fondo non mi stupisco.
Mi stupisco piuttosto del fatto che ancora mi stupiscano le meschinità e le piccolezze della gente. Ma forse mi stupisce il fatto che le botte più grandi si ricevono dalle persone da cui mai te lo aspetteresti. Soprattutto quando si aggregano, si impecoriscono, sentono l’assoluto bisogno di condividere le brutture. Sarà una necessità di appartenenza, una specie di senso di protezione, come aggregazione politica o massoneria o mafia dei sentimenti all’incontrario. Forse si deve pagare il pizzo per avere rispetto. E così le mandrie confabulano, elaborano, tacciono, macchinano, scacciano. Credono di gestire e invece si lasciano gestire.
Parole al vento di autoesaltazione . credersi migliori degli altri . nel nome di un ideale superiore. Peccato che quell’ideale l’hanno sporcato proprio loro. Com’è facile corrompere la verità quando a delinquere son proprio i padroni. Facile professare giustizia rispetto uguaglianza e fratellanza quando si diventa Robespierre. w la ghigliottina. Il problema resta sempre lo stesso. Coerenza e dialogo . se le persone si fermassero 5 minuti di più a pensare forse alla soluzione più comoda, alle necessità degli altri e di conseguenza ai proprio errori tutto sarebbe più facile . ma le mandrie non pensano, seguono cane e bastone . e si nutrono d’erba. Finchè conviene. del resto psicologicamente aiuta svuotar la propria merda in un campo dove ce n'è già tanta, si confonde e non si può esser giudicati troppo sbagliati......

Peccato che nessuno mai si ricordi che la lana delle pecore nere è più pregiata.

lunedì, luglio 20, 2009

quando mi emozioni

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l’Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore”.

(Nazim Hikmet, Parigi, 1958)

mercoledì, luglio 08, 2009

dedicata in un giorno di nervi

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…

Era la buona voce, amata voce.

- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…

Una carezza mi raggiunse il cuore.

- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno

per una lunga, spoglia galleria;

sentii sfiorarmi la sua veste pura

e il palpito soave della mano amica.

(Machado)

giovedì, giugno 11, 2009

per il 10 giugno

Quest’anno, per il 10 giugno, non ho scritto nulla. Non perché non volessi ma perché questo maledetto tempo che non gestisco mi taglia anche i pensieri. E la forza di costruirli e di esprimerli.
Gli occhi versavano inchiostro. Come sempre le immagini ritornano più violente in una ricorrenza. Come un appuntamento. Che cosa sciocca.. come se un dolore non esistesse negli altri 364 giorni . e invece c’è, in sordina. Ma la data, la data è pungente. Volente o nolente come marea fa risalire tutto e in un’ondata porta a galla le cose represse, i flash che volevi rimuovere, le assenze profonde degli abissi del sé.
E ancora un altro anno è passato. E ancora è un anno senza di te.

A te. Uomo che non pretendeva.

domenica, marzo 01, 2009

28 febbraio

il mio 28 febbraio.
il nostro 28 febbraio.
gli stessi colori, la corda invisibile ma ancora presente, incastratafissa nei nostri pensieri. nei nostri occhi.
il mio 28 febbraio, raggiunto a fatica ma con una consapevolezza e una forza e un amore dirompente.
il nostro 28 febbraio, voluto con pazienza, con attesa, con speranza, con paura, con fiducia, con i sogni di una vita.
un giorno apparentemente qualunque che ti cambia le esistenze.
voglio che ogni giorno sia un 28 febbraio. lo voglio intensamente.

lunedì, febbraio 16, 2009

Silenzio.
Ci si abitua alla voce del silenzio.
soprattutto quando nel giorno mille voci si accavallano, suoni, rumori e ti inquinano di inutilità. Ci si riempie di chiacchiere sciocche e vuote, si sentono parole e discorsi di cui in fondo non ci importa nulla. E il resto diventano pensieri. che non trovano forma. Quando nella confusione non si riesce a dar loro un ordine tanto vale il silenzio. Poi le cose si rivelano. Magari sotto una nevicata. Magari per un'epifania. Magari per una meravigliosa coincidenza. Magari per stanchezza. E allora all'improvviso magari si ritrovano le parole.. o sono loro a ritrovare te. E ad impossessarsi di te in notti buie di calore riempiendoti le mani e il petto e gli occhi e la bocca. L'esigenza di dire. A tratti anche di scrivere.. ritrovare espressioni per riemergere, saltare dal baratro in cui si era sprofondati e dare alle parole il significato di luce. il "finalmente basta". srotolare le matasse che avviluppavano i protagonisti degli incubi e riprendersi la libertà. almeno quella di essere felici.

lunedì, dicembre 08, 2008

una giornata di libertà

Una giornata di sole. una giornata fuori con due amici. una giornata di libertà in cui niente altro ti sembra importante se non "liberare la mente da ogni forma perversa" . Per la prima volta il tempo è stato "collaborativo".. siamo riusciti a fare così tante cose senza noia, senza ansia, senza caos, con la meraviglia di un giorno ozioso ricco di arte.
Prima di tutto la voce di Giannini, così calda così intensa così penetrante e un ritratto di un Mozart uomo dissacrante, divertente, scaltro e intelligente.. ambientazione una basilica di campagna..
Poi castel del monte di notte illuminato, che si erge spavaldo accarezzato da una mezza luna e da costellazioni eterne ormai amiche..giusto un giro per vederlo, come fosse un appuntamento preso da tempo.. sua maestà mi inchino a cotanta grandezza..
Altri chilometri dopo, tra una chiacchiera, una risata e un ricordo, tra due birre e del vino rosso, tra le pietre bianche di trani e un freddo pungente, festivo..
E infine quel concerto, la mandola.. ancora trani.. ancora rewind, flashback e déjàvu.. parole straniere per riassumere uno stato d'animo inesplicabile del sentirsi bene e male . Tra tante persone sentirsi di nuovo isolata, persa nelle immagini che conosco solo io, nelle percezioni trasmesse e, chissà, condivise in silenzio.. o semplicemente vissute da sola nell'unica cosa libera che ancora mi è concessa: il cuore. o forse la mente. o forse chissà non v'è uno spazio ove collocare quel turbinio di sensazioni accavallate che si arrampicano come edera fino a coprir il vero volto delle cose.Odio non riuscire ad essere davvero egoista.
E un viaggio di ritorno verso casa in silenzio.. godendo della strada, della notte clemente senza pioggia, della compagnia di due amici cari, di due occhi incrociati di nascosto, di un abbraccio mancato, di un telefono che non suona, di un senso di appartenenza che non va più neanche spiegato.
oggi torna la routine. domani torna l'ufficio. da oggi taglio di nuovo le mie percezioni e le emozioni. anche se senza di loro non sono io.
buonagiornata di sole.

Non piu’ le stelle dei tuoi occhi tornero’ a vedere
Forse in un sogno di notte mentre non dormo
Forse di giorno tra un pensiero e un altro
Non piu’ le stelle del mio cuore tornero’ a baciare
Non piu’ le note della voce tua mi accarezzeranno
Audioricordi me la riporteranno
Quanto vorrei poter dimenticare
Ma la memoria del mio cuore non si puo’asportare
Mai piu’ il tuo amore saro’ il tuo nome diro’
Lo pronuncero’ piano tra la terra e il cielo
Mai piu’ il tuo amore saro’ il tuo nome diro’
Lo pronuncero’ piano quando soffia il vento
(Meg)

martedì, dicembre 02, 2008

un altro oggi

la rabbia sale. monta. si inoltra. ti ingobla. ti infuria.
la rabbia non trova motivi. non li esplica. non li cerca. li realizza.
la rabbia ti disorienta. ti incastra. ti rivolta.
ci sono giorni che pesano come macigni di lava sul cuore.
ci sono momenti che perdono la dimensione del tempo.
e ti lasciano in preda ai venti. e alla tachicardia.
urlo al mare che torni la bonaccia..