mi sento catapultata in una realtà parallela in cui tutto è ovattato e c'è vento, un vento fortissimo e non si odono altri suoni, si sente solo lo stridore delle lacrime contro i vetri come la pioggia che batte e le voci, tutte le voci tranne una.
ciao umberto..
The wind has taken you
You're free finally at peace
So still you lie
Leaving your cares behind
The pain is gone
Gone with the spirits in your eyes
Now you're wandering around
Above us
Looking downward
As we cry
You've flown into the wind
Escaping all the hurt within
Took to the sky
Leaving the world behind
So young to die
How could you let it all pass you by
And to the wind go so many dreams
That you had inside
Now you're just a memory
Burning in my mind
So young to die
How could you let life pass you by
And now you'll never know I loved you
And now you'll never know I cared
I really loved you
And now you'll never know
You'll only fade
Into the wind
mercoledì, luglio 21, 2010
preghiera di rabbia
Ci sono giorni in cui una telefonata ti devasta.
Non riesci neanche a immaginare quel sorriso che si spegne, un amico che sta per andar via.
Non riesci neanche a ricordare la sua voce e ti fa rabbia.
Non riesci a dire più nulla, il silenzio cala come un sipario e sai che neppure le preghiere potranno aiutare.
Inerme. Non puoi far nulla. Il male si estende si amplia, i farmaci non fanno più nulla. Nessuno può niente.
Come ci si aggrappa alla vita in questi momenti.. quanti propositi .. quanta voglia di essere invincibili .. la voglia di stringere delle mani e vederle eterne per sempre.
Il compito ingrato di avvisare altre persone, di sentir la loro voce spezzata, di dover comunicare qualcosa che in fondo non sai.
Perché fino a ieri non lo sapevi neanche tu . perché il male è una cosa troppo intima, che si nasconde nella speranza di non suscitare pietà..e compassione. Fino a che non è necessario..per prepararsi ad accettare ..
Cum patire. È quello che ora facciamo in silenzio, a mille km di distanza..uniti da un’amarezza senza fine e da ricordi spezzati dal tempo.
Io non pensavo che bastasse un'ora
il tempo scorre in una parola
su un pentagramma vive un'emozione
la porta è chiusa senza una ragione
...colori che muoiono...
Come in un vecchio film in bianco e nero
sono fotografie, solo fotografie
sfregiate dal tempo
...colori che muoiono,
colori che esplodono.
(Timoria)..
Non riesci neanche a immaginare quel sorriso che si spegne, un amico che sta per andar via.
Non riesci neanche a ricordare la sua voce e ti fa rabbia.
Non riesci a dire più nulla, il silenzio cala come un sipario e sai che neppure le preghiere potranno aiutare.
Inerme. Non puoi far nulla. Il male si estende si amplia, i farmaci non fanno più nulla. Nessuno può niente.
Come ci si aggrappa alla vita in questi momenti.. quanti propositi .. quanta voglia di essere invincibili .. la voglia di stringere delle mani e vederle eterne per sempre.
Il compito ingrato di avvisare altre persone, di sentir la loro voce spezzata, di dover comunicare qualcosa che in fondo non sai.
Perché fino a ieri non lo sapevi neanche tu . perché il male è una cosa troppo intima, che si nasconde nella speranza di non suscitare pietà..e compassione. Fino a che non è necessario..per prepararsi ad accettare ..
Cum patire. È quello che ora facciamo in silenzio, a mille km di distanza..uniti da un’amarezza senza fine e da ricordi spezzati dal tempo.
Io non pensavo che bastasse un'ora
il tempo scorre in una parola
su un pentagramma vive un'emozione
la porta è chiusa senza una ragione
...colori che muoiono...
Come in un vecchio film in bianco e nero
sono fotografie, solo fotografie
sfregiate dal tempo
...colori che muoiono,
colori che esplodono.
(Timoria)..
venerdì, aprile 02, 2010
ricordi.
con lo sguardo che implode la donna ascolta vecchie canzoni...
che potere hanno alcuni suoni...
salti temporali come buchi neri. salti temporali come dolci carezze. salti temporali come spine.
oggi è uno di quei giorni in cui adoro ricordare. e commuovermi . e in quella commozione magari persino soffrire come in un momento e provare tenerezza per il mio essere di allora. che bello aver nostalgia di alcune cose... non per riaverle ma per averle vissute. per averle provate, con diverse persone, in diversi momenti, con diversi significati. la stessa dolcezza dell'amore, la stessa forza di alcune litigate, gli stessi colori di alcuni tramanti, gli stessi sorrisi di alcuni viaggi, le stesse vibrazioni di alcuni desideri.
il potere della memoria emotiva. ricolorare le tinte.
ci sono persone e gesti che proprio mi mancano.
un viaggio sola in treno, un aereo per sentir un concerto. chiacchiere seduti sul letto fino a notte fonda. viaggi con un amico. telefonate con un'amica. incontri di occhi. piccoli segreti da tenere. corse in auto ridendo con le nostre canzoni. luoghi da scoprire e desideri da condividere.
come si acuisce la solitudine crescendo.. come si acuisce la consapevolezza. e la delusiove. e anche quando stai bene, quando sei felice sei consapevole di aver spento un po' quella luce che emetteva l'energia del tutto possibile..o di aver perso il tempo che fu. ogni giorno un giorno nuovo con nuove meraviglie. ogni giorno un giorno nuovo con nuovi ricordi e istanti che non tornano.
Ci son cose che voglio riprovare a fare. e altre a cui dovrò rinunciare che non torneranno, come alcune persone, come il giorno della mia laurea.. ieri di qualche anno fa..
è venerdi santo. e come ogni anno, come sempre, non so perchè io mi sento triste. e un buco di malinconia. meravigliosa malinconia. che bello piangere per tutta la tua vita passata....
che potere hanno alcuni suoni...
salti temporali come buchi neri. salti temporali come dolci carezze. salti temporali come spine.
oggi è uno di quei giorni in cui adoro ricordare. e commuovermi . e in quella commozione magari persino soffrire come in un momento e provare tenerezza per il mio essere di allora. che bello aver nostalgia di alcune cose... non per riaverle ma per averle vissute. per averle provate, con diverse persone, in diversi momenti, con diversi significati. la stessa dolcezza dell'amore, la stessa forza di alcune litigate, gli stessi colori di alcuni tramanti, gli stessi sorrisi di alcuni viaggi, le stesse vibrazioni di alcuni desideri.
il potere della memoria emotiva. ricolorare le tinte.
ci sono persone e gesti che proprio mi mancano.
un viaggio sola in treno, un aereo per sentir un concerto. chiacchiere seduti sul letto fino a notte fonda. viaggi con un amico. telefonate con un'amica. incontri di occhi. piccoli segreti da tenere. corse in auto ridendo con le nostre canzoni. luoghi da scoprire e desideri da condividere.
come si acuisce la solitudine crescendo.. come si acuisce la consapevolezza. e la delusiove. e anche quando stai bene, quando sei felice sei consapevole di aver spento un po' quella luce che emetteva l'energia del tutto possibile..o di aver perso il tempo che fu. ogni giorno un giorno nuovo con nuove meraviglie. ogni giorno un giorno nuovo con nuovi ricordi e istanti che non tornano.
Ci son cose che voglio riprovare a fare. e altre a cui dovrò rinunciare che non torneranno, come alcune persone, come il giorno della mia laurea.. ieri di qualche anno fa..
è venerdi santo. e come ogni anno, come sempre, non so perchè io mi sento triste. e un buco di malinconia. meravigliosa malinconia. che bello piangere per tutta la tua vita passata....
mercoledì, marzo 17, 2010
lettera al mio giudice

Un uomo , una vita, uno sfogo.
Una lunga confessione, il bisogno di dire, di urlare la propria verità. Quella vissuta nel cuore e nella mente. Quella che supera le convenzioni e i pregiudizi e la legge e la morale comune. Quella che comprende l’amore. E la morte. Nell’indefinito spazio del battito improvviso.
Una lettera come voce del bisogno, un quadro di Munch lungo una vita, tratteggiato a tinte forti delineando volti, paesaggi, spazi, interni, silenzi. Abbozzando vite, approfondendone altre.
Una vita in una lettera espressa nel bisogno violento e disperato di esser compresi… senza giudizio. Solo come uomo. Solo uomo con uomo. Uomo solo uomo.
Un romanzo in cui il climax ascendente va di pari passo all’ansia della lettura, all’autoanalisi psicologica ..
Intenso, aspro. A tratti crudo. A tratti malinconico.
il suo giudice...
... a giudicare Alavoine, oltre la corte, oltre il lettore, nonostante tutto, sarà soltanto lui... la sua testa, la sua coscienza, le sue scuse.
E nell’immancabile dramma del tradimento, Simenon non tradisce mai..
lunedì, marzo 15, 2010
inno alla serenità

È raro che si scriva quando si è sereni…
Quando la felice serenità ti invade, è come se non si avesse il tempo, né tanto meno la voglia, di rinchiudersi un po’ per scrivere . Ci si dedica ad altro, si rubano i secondi per sorridere ancora di più, si limita il tempo della propria solitudine.
Eppure non è giusto . si dovrebbe cantare la propria serenità, si dovrebbero lasciare tracce di questi passaggi di vita.. per darci un’occhiata magari più grandi e ricordare i dettagli, i sospiri che, se impressi con parole, restano più facilmente non dimenticati.
E allora scrivo queste poche righe…
Questo è un periodo felice, sereno .. è come se avessi posto finalmente dei chiari obiettivi di condivisione e le mie folli disperate lacrime siano così distanti .. è bello ritrovarsi lontani dalle crisi adolescenziali e sorridere delle banali piccole cose del quotidiano.. non voler più scappare da niente, al massimo voler cambiare piccole cose, voler costruire, voler migliorare.. Non so se arriveranno dei momenti cupi ma non mi interessa. Non ora. E del resto so che ci sarà una maturità diversa ad affrontarli. So che faremo in modo di superarli insieme… E si ora parlo al plurale… e un po’ sorrido. Io l’individualista per eccellenza, quella che metteva IO prima di NOI si trova finalmente a racchiudere un ideale di famiglia nella sua testa e a pensare a unioni piuttosto che a divisioni. È vero che ci sono dei momenti in cui si cresce e i sogni diventano altri e i progetti cambiano … e le cose assumono dei colori diversi.. ed è davvero bello così. Trovare in altri occhi la propria gioia, sentire che le soddisfazioni dell’altro son le tue, più grandi delle tue , più necessarie delle tue…
E allora.. un inno a questa serena felicità , che prego sia per sempre... un inno al sole che fuori brilla e alla luce che c’è in questi occhi anche se fuori diluvia. Un inno a marzo e a un 28 febbraio appena trascorso, sempre il nostro 28 febbraio… ancora giorni di meraviglia.. ancora e ancora e ancora….
domenica, febbraio 07, 2010
ci son dei mattini in cui..

..apri gli occhi e ti svegli.
vedi accanto il tuo uomo e comprendi il segreto del giorno.
e capisci da quel sorriso commosso che la vita è lì.
in quel secondo, proprio in quel misero secondo, quando apri gli occhi, in quell'epifania domenicale.
e i respiri cambiano, e gli incubi non hanno presa.
puoi alzarti o riaddormentarti. con la certezza che lui è lì..
..e già ti stringe le mani.
giovedì, gennaio 21, 2010
...
un pensiero a te, mio blog.
mi manchi.
mi manca il tempo da dedicarti, gli sfoghi, le riflessioni, i pensieri.
mi manca descriverti ciò che vedo e ciò che invento, ciò che sento e ciò che immagino.
riprenderò il tuo cammino lo prometto.
ci son cose che hanno bisogno di tempo.
e il tuo tempo è sempre.
f.
mi manchi.
mi manca il tempo da dedicarti, gli sfoghi, le riflessioni, i pensieri.
mi manca descriverti ciò che vedo e ciò che invento, ciò che sento e ciò che immagino.
riprenderò il tuo cammino lo prometto.
ci son cose che hanno bisogno di tempo.
e il tuo tempo è sempre.
f.
mercoledì, novembre 04, 2009
donne sull'orlo di un sabato qualunque
Ci sono mattine in cui mi sento estranea da tutto e mi guardo intorno come se fossi un occhio lontano e distante. Spesso mi trovo a sorridere di fronte alle scene della quotidianità. A dire il vero è una vita che amo guardarmi intorno furtiva e cogliere come fossi una macchina fotografica piccole scene d’autore. Il realismo. Quello vero, quello delle strade impolverate e dei treni dei pendolari…
A proposito di treni… stamattina, nel solito treno delle 8.19 che mi porta in ufficio, solitamente affollato, stando come al solito in piedi ammassata ad altri soliti pendolari già innervositi, ho assistito ad una solita normale chiacchierata tra donne che si organizzavano per andare dal parrucchiere tutte insieme:
- Allora sabato vai…
- Si si per forza .. te ne vieni?
- Ma si…Andiamo nel pomeriggio.
- No è troppo tardi lì è stracolmo e poi ho da fare troppe cose..
- Vuoi andar di mattina?
- Sarebbe meglio così poi si ha il pomeriggio libero per lo shopping..(ammiccante) vieni anche tu?
- Ma la mattina vorrei alzarmi più tardi..
- Facciamo le 14..
- Troppo tardi..c’è troppa gente, lui è fantastico.. l’ora migliore è l’una.. mentre la gente è a pranzo.. così siamo solo noi..
- Io faccio le meches
- Si così ti danno un po’ di colore..
- Tu ?
- Li stiro forse e poi la piega..
- Io la tintura ..
- Ma come ? l’hai fatta da poco! Puoi stare così..
- Ah si.. tu dici ? allora faccio solo la piega
- Infatti dai .. …… ma li fa lui?
- No ormai ci sono le ragazze
- Lui non fa più nulla
- No .. però a me li ha tagliati lui l’ultima volta ..
- Davvero ? (nel frattempo pensavo.. e manco fosse d’artagnan col fioretto..)
- Vabbè ma son bravissimi..
- e tu vuoi venire?
Attimo di panico, di ritorno alla realtà.
Si perché la domanda era rivolta a ME. Io ero la quarta del gruppo che ascoltava in silenzio, allibita e alquanto divertita, lo scambio di battute. Da premettere che cinque minuti prima parlavano di persone che taggavano e addavano su facebook, di amici di una che chiedevano l’amicizia all’altra.. e già ero in fase osservatrice dell’ “o mio dio ma gli esseri umani son fatti a stampo..” figurati post discussione estetica tricologica quanto fossi scossa.
son stata costretta a tornar immediatamente alla realtà
- si devo andare a tagliarli ma vado solo dal mio solito parrucchiere che mi vede una volta l’anno quando son costretta al taglio. Persino la tintura blu me la faccio da sola figuriamoci se metto i miei capelli in mano a un altro! è bravissimo lo so ma grazie, preferisco evitare....
…………. e poi io all’una mangio…!!!
A proposito di treni… stamattina, nel solito treno delle 8.19 che mi porta in ufficio, solitamente affollato, stando come al solito in piedi ammassata ad altri soliti pendolari già innervositi, ho assistito ad una solita normale chiacchierata tra donne che si organizzavano per andare dal parrucchiere tutte insieme:
- Allora sabato vai…
- Si si per forza .. te ne vieni?
- Ma si…Andiamo nel pomeriggio.
- No è troppo tardi lì è stracolmo e poi ho da fare troppe cose..
- Vuoi andar di mattina?
- Sarebbe meglio così poi si ha il pomeriggio libero per lo shopping..(ammiccante) vieni anche tu?
- Ma la mattina vorrei alzarmi più tardi..
- Facciamo le 14..
- Troppo tardi..c’è troppa gente, lui è fantastico.. l’ora migliore è l’una.. mentre la gente è a pranzo.. così siamo solo noi..
- Io faccio le meches
- Si così ti danno un po’ di colore..
- Tu ?
- Li stiro forse e poi la piega..
- Io la tintura ..
- Ma come ? l’hai fatta da poco! Puoi stare così..
- Ah si.. tu dici ? allora faccio solo la piega
- Infatti dai .. …… ma li fa lui?
- No ormai ci sono le ragazze
- Lui non fa più nulla
- No .. però a me li ha tagliati lui l’ultima volta ..
- Davvero ? (nel frattempo pensavo.. e manco fosse d’artagnan col fioretto..)
- Vabbè ma son bravissimi..
- e tu vuoi venire?
Attimo di panico, di ritorno alla realtà.
Si perché la domanda era rivolta a ME. Io ero la quarta del gruppo che ascoltava in silenzio, allibita e alquanto divertita, lo scambio di battute. Da premettere che cinque minuti prima parlavano di persone che taggavano e addavano su facebook, di amici di una che chiedevano l’amicizia all’altra.. e già ero in fase osservatrice dell’ “o mio dio ma gli esseri umani son fatti a stampo..” figurati post discussione estetica tricologica quanto fossi scossa.
son stata costretta a tornar immediatamente alla realtà
- si devo andare a tagliarli ma vado solo dal mio solito parrucchiere che mi vede una volta l’anno quando son costretta al taglio. Persino la tintura blu me la faccio da sola figuriamoci se metto i miei capelli in mano a un altro! è bravissimo lo so ma grazie, preferisco evitare....
…………. e poi io all’una mangio…!!!
giovedì, ottobre 15, 2009
walk like an Egyptian...
è sempre strana l'atmosfera quando rientro da un viaggio..
L'odore di casa e di nido si combina al profumo di festa e di esotico che già ci si lascia alle spalle.
Svuotare le valigie, mettere tutto a posto è un rito di iniziazione. Ricominciare con la routine, che non è poi così male. Ricominciare a desiderare le pause, gli stacchi, altri viaggi e altri bagagli. quel fremere nell'attesa, la frenesia organizzativa, il senso di libertà che giunge sempre più anelato..
Ma tornare ha la malinconica fragranza del pane appena sfornato. il naturale trascorrere dei giorni.
Poi, la sera, sul balcone davanti alla luna, tornano in mente immagini già lontane. Si ripercorrono strade, si riascoltano suoni e musiche. Si rivive l'emozione della scoperta, della novità, del desiderio appagato, della condivisione dell'altrove..
E questa volta sono i colori e i rumori d'Egitto a riempirmi gli occhi. Ancora una volta il deserto mi affascina.. quel giallo oro di sabbia sottile si trasforma man mano in roccia grigia e aggressiva.. la natura è così, come dire.. accogliente, ecco. e magica. come se vi fosse qualche incantesimo che attira gli occhi e che allo stesso tempo spaventa. è il moto ondoso delle dune, che cambiano al vento, come frivole ragazzine adultere.
E poi c'è il Nilo. Il Nilo non si può descrivere. è origine e fine. nutrimento e morte. culla e bara. è acqua e terra. Un serpente infinito che divide e unisce. collega e separa. sponde di civiltà avanzata e africa nuda.
Il Nilo incarna il suo paese: l'egitto è terra di contraddizioni, di eccessi, di fame e di cultura. terra bruciata dalla bramosia, dal "traffico", dall'imbroglio. e dall'altro lato gli occhi dei bambini nubiani, già cresciuti a 5 anni e il velo delle madri pudiche e lo sguardo accusatore di anziani tradizionalisti puntati sui costumi occidentali.
Quando un egiziano ti guarda, ti spoglia. sempre e comunque. ti denuda l'uomo eccitato, ti denuda la donna offesa, ti denuda il vecchio conservatore, ti denuda il bambino povero. Mi denuda il paese, così diverso, spogliandomi degli abiti, della mia sfrontatezza, della mia cultura, delle mie convinzioni, dei miei colori.
Mettiti il velo e china il capo. il passato è davvero troppo più grande e incomprensibile per esser guardato dritto negli occhi.
venerdì, agosto 21, 2009
ma che ti stupisci a fare?!
Mi stupisco ancora del comportamento degli esseri umani.
Mi stupisco ma in fondo non mi stupisco.
Mi stupisco piuttosto del fatto che ancora mi stupiscano le meschinità e le piccolezze della gente. Ma forse mi stupisce il fatto che le botte più grandi si ricevono dalle persone da cui mai te lo aspetteresti. Soprattutto quando si aggregano, si impecoriscono, sentono l’assoluto bisogno di condividere le brutture. Sarà una necessità di appartenenza, una specie di senso di protezione, come aggregazione politica o massoneria o mafia dei sentimenti all’incontrario. Forse si deve pagare il pizzo per avere rispetto. E così le mandrie confabulano, elaborano, tacciono, macchinano, scacciano. Credono di gestire e invece si lasciano gestire.
Parole al vento di autoesaltazione . credersi migliori degli altri . nel nome di un ideale superiore. Peccato che quell’ideale l’hanno sporcato proprio loro. Com’è facile corrompere la verità quando a delinquere son proprio i padroni. Facile professare giustizia rispetto uguaglianza e fratellanza quando si diventa Robespierre. w la ghigliottina. Il problema resta sempre lo stesso. Coerenza e dialogo . se le persone si fermassero 5 minuti di più a pensare forse alla soluzione più comoda, alle necessità degli altri e di conseguenza ai proprio errori tutto sarebbe più facile . ma le mandrie non pensano, seguono cane e bastone . e si nutrono d’erba. Finchè conviene. del resto psicologicamente aiuta svuotar la propria merda in un campo dove ce n'è già tanta, si confonde e non si può esser giudicati troppo sbagliati......
Peccato che nessuno mai si ricordi che la lana delle pecore nere è più pregiata.
Mi stupisco ma in fondo non mi stupisco.
Mi stupisco piuttosto del fatto che ancora mi stupiscano le meschinità e le piccolezze della gente. Ma forse mi stupisce il fatto che le botte più grandi si ricevono dalle persone da cui mai te lo aspetteresti. Soprattutto quando si aggregano, si impecoriscono, sentono l’assoluto bisogno di condividere le brutture. Sarà una necessità di appartenenza, una specie di senso di protezione, come aggregazione politica o massoneria o mafia dei sentimenti all’incontrario. Forse si deve pagare il pizzo per avere rispetto. E così le mandrie confabulano, elaborano, tacciono, macchinano, scacciano. Credono di gestire e invece si lasciano gestire.
Parole al vento di autoesaltazione . credersi migliori degli altri . nel nome di un ideale superiore. Peccato che quell’ideale l’hanno sporcato proprio loro. Com’è facile corrompere la verità quando a delinquere son proprio i padroni. Facile professare giustizia rispetto uguaglianza e fratellanza quando si diventa Robespierre. w la ghigliottina. Il problema resta sempre lo stesso. Coerenza e dialogo . se le persone si fermassero 5 minuti di più a pensare forse alla soluzione più comoda, alle necessità degli altri e di conseguenza ai proprio errori tutto sarebbe più facile . ma le mandrie non pensano, seguono cane e bastone . e si nutrono d’erba. Finchè conviene. del resto psicologicamente aiuta svuotar la propria merda in un campo dove ce n'è già tanta, si confonde e non si può esser giudicati troppo sbagliati......
Peccato che nessuno mai si ricordi che la lana delle pecore nere è più pregiata.
lunedì, luglio 20, 2009
quando mi emozioni
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.
In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l’Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore”.
(Nazim Hikmet, Parigi, 1958)
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.
In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l’Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore”.
(Nazim Hikmet, Parigi, 1958)
mercoledì, luglio 08, 2009
dedicata in un giorno di nervi
Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.
(Machado)
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.
(Machado)
giovedì, giugno 11, 2009
per il 10 giugno
Quest’anno, per il 10 giugno, non ho scritto nulla. Non perché non volessi ma perché questo maledetto tempo che non gestisco mi taglia anche i pensieri. E la forza di costruirli e di esprimerli.
Gli occhi versavano inchiostro. Come sempre le immagini ritornano più violente in una ricorrenza. Come un appuntamento. Che cosa sciocca.. come se un dolore non esistesse negli altri 364 giorni . e invece c’è, in sordina. Ma la data, la data è pungente. Volente o nolente come marea fa risalire tutto e in un’ondata porta a galla le cose represse, i flash che volevi rimuovere, le assenze profonde degli abissi del sé.
E ancora un altro anno è passato. E ancora è un anno senza di te.
A te. Uomo che non pretendeva.
Gli occhi versavano inchiostro. Come sempre le immagini ritornano più violente in una ricorrenza. Come un appuntamento. Che cosa sciocca.. come se un dolore non esistesse negli altri 364 giorni . e invece c’è, in sordina. Ma la data, la data è pungente. Volente o nolente come marea fa risalire tutto e in un’ondata porta a galla le cose represse, i flash che volevi rimuovere, le assenze profonde degli abissi del sé.
E ancora un altro anno è passato. E ancora è un anno senza di te.
A te. Uomo che non pretendeva.
domenica, marzo 01, 2009
28 febbraio
il mio 28 febbraio.
il nostro 28 febbraio.
gli stessi colori, la corda invisibile ma ancora presente, incastratafissa nei nostri pensieri. nei nostri occhi.
il mio 28 febbraio, raggiunto a fatica ma con una consapevolezza e una forza e un amore dirompente.
il nostro 28 febbraio, voluto con pazienza, con attesa, con speranza, con paura, con fiducia, con i sogni di una vita.
un giorno apparentemente qualunque che ti cambia le esistenze.
voglio che ogni giorno sia un 28 febbraio. lo voglio intensamente.
il nostro 28 febbraio.
gli stessi colori, la corda invisibile ma ancora presente, incastratafissa nei nostri pensieri. nei nostri occhi.
il mio 28 febbraio, raggiunto a fatica ma con una consapevolezza e una forza e un amore dirompente.
il nostro 28 febbraio, voluto con pazienza, con attesa, con speranza, con paura, con fiducia, con i sogni di una vita.
un giorno apparentemente qualunque che ti cambia le esistenze.
voglio che ogni giorno sia un 28 febbraio. lo voglio intensamente.
lunedì, febbraio 16, 2009
Silenzio.
Ci si abitua alla voce del silenzio.
soprattutto quando nel giorno mille voci si accavallano, suoni, rumori e ti inquinano di inutilità. Ci si riempie di chiacchiere sciocche e vuote, si sentono parole e discorsi di cui in fondo non ci importa nulla. E il resto diventano pensieri. che non trovano forma. Quando nella confusione non si riesce a dar loro un ordine tanto vale il silenzio. Poi le cose si rivelano. Magari sotto una nevicata. Magari per un'epifania. Magari per una meravigliosa coincidenza. Magari per stanchezza. E allora all'improvviso magari si ritrovano le parole.. o sono loro a ritrovare te. E ad impossessarsi di te in notti buie di calore riempiendoti le mani e il petto e gli occhi e la bocca. L'esigenza di dire. A tratti anche di scrivere.. ritrovare espressioni per riemergere, saltare dal baratro in cui si era sprofondati e dare alle parole il significato di luce. il "finalmente basta". srotolare le matasse che avviluppavano i protagonisti degli incubi e riprendersi la libertà. almeno quella di essere felici.
Ci si abitua alla voce del silenzio.
soprattutto quando nel giorno mille voci si accavallano, suoni, rumori e ti inquinano di inutilità. Ci si riempie di chiacchiere sciocche e vuote, si sentono parole e discorsi di cui in fondo non ci importa nulla. E il resto diventano pensieri. che non trovano forma. Quando nella confusione non si riesce a dar loro un ordine tanto vale il silenzio. Poi le cose si rivelano. Magari sotto una nevicata. Magari per un'epifania. Magari per una meravigliosa coincidenza. Magari per stanchezza. E allora all'improvviso magari si ritrovano le parole.. o sono loro a ritrovare te. E ad impossessarsi di te in notti buie di calore riempiendoti le mani e il petto e gli occhi e la bocca. L'esigenza di dire. A tratti anche di scrivere.. ritrovare espressioni per riemergere, saltare dal baratro in cui si era sprofondati e dare alle parole il significato di luce. il "finalmente basta". srotolare le matasse che avviluppavano i protagonisti degli incubi e riprendersi la libertà. almeno quella di essere felici.
mercoledì, dicembre 17, 2008
simmetrie asimmetriche
I am the ocean
The sky is my shelter
I am the ocean
The wind is my mother
I am the water
And I am the foam
Coming and leaving
Caressing your bones
Caressing your bones
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me hope
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me love
The storm makes me call out
Thousands of cries
The sun makes me roll back
And you watch the sky
And you watch the sky
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me hope
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me love
un concerto. bellissimo sarebbe anche stato.. a sentirlo bene..a condividerlo. che dolcezza l'inizio.. e poi.. una lunga mezz'ora interminabile, forse di più forse di meno.. ho sentito ogni parola come lama, note come unghie sulla schiena.un vuoto insospettabile. la mia una reazione inaspettata, violenta. asfissia, senso di mancanza. e poi di nuovo la pace. che stupida sono stata.. il respiro riprende leggero..eppure.. il tempo stringe, la clessidra è a rovescio. dove andrai dove andrò. le solite coincidenze.. ci si alza su "simmetrie". chilometri.. si ritorna su "la distanza".. non voglio più seguire i segni . le coincidenze.
.. .. ..... ... ..... .. .... ... ....
puntini...
"nostalgici, ansiogeni"... puntini. segni inespressi su foglio, che racchiudono pensieri, immagini lontane, proiezioni.
...
puntini..
che lasciano sospese emozioni, che le rifuggono.
puntini.
che accarezzano che addolciscono
che sfiorano, come la punta delle dita tremanti su una guancia .....
The sky is my shelter
I am the ocean
The wind is my mother
I am the water
And I am the foam
Coming and leaving
Caressing your bones
Caressing your bones
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me hope
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me love
The storm makes me call out
Thousands of cries
The sun makes me roll back
And you watch the sky
And you watch the sky
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me hope
I will make you breath
You will make me howl
I will kiss your knees
You will bring me love
un concerto. bellissimo sarebbe anche stato.. a sentirlo bene..a condividerlo. che dolcezza l'inizio.. e poi.. una lunga mezz'ora interminabile, forse di più forse di meno.. ho sentito ogni parola come lama, note come unghie sulla schiena.un vuoto insospettabile. la mia una reazione inaspettata, violenta. asfissia, senso di mancanza. e poi di nuovo la pace. che stupida sono stata.. il respiro riprende leggero..eppure.. il tempo stringe, la clessidra è a rovescio. dove andrai dove andrò. le solite coincidenze.. ci si alza su "simmetrie". chilometri.. si ritorna su "la distanza".. non voglio più seguire i segni . le coincidenze.
.. .. ..... ... ..... .. .... ... ....
puntini...
"nostalgici, ansiogeni"... puntini. segni inespressi su foglio, che racchiudono pensieri, immagini lontane, proiezioni.
...
puntini..
che lasciano sospese emozioni, che le rifuggono.
puntini.
che accarezzano che addolciscono
che sfiorano, come la punta delle dita tremanti su una guancia .....
sabato, dicembre 13, 2008
la differenza
Voi non capirete mai
però io capisco e sto male
voi non lo vivrete mai
però io lo vivo e non so
giudicare la differenza
tra un dolore e un premio speciale
voi non vi spezzate mai
però siete sempre più chini
voi non vi fermate mai
però io mi fermo e non ho
che una rosa di sconfitte
da infilare nelle vostre fitte
d’un sottile sgualcito episodio
ho investito una vita nell’odio
mentre gli altri gridavano “grazie”
io dicevo “mbeh”
nella mia piccola e dolce assenza
ho trovato una fragile essenza
voi non vi ferite mai
però non avete che lame
voi non sverrete mai
però se svenite non so
consolare la mia distanza
dal patibolo di essere normale
negli umori più neri del cuore
ho cucito il mio dolce splendore
dove gli altri osavano troppo
io venivo colliso
nella mia piccola e dolce assenza
mi son dato alla mia differenza
A volte la differenza pesa. altre volte è un marchio. altre una benedizione. un segno di riconoscimento importante, di distinzione dalla banalità. non una superiorità ma un distacco a volte da benedire. altre da odiare.
nell'umanità degli esseri annuso differenze e sorrido.
sarà la stessa mano che ti accende e ti spegne?
lunedì, dicembre 08, 2008
una giornata di libertà
Una giornata di sole. una giornata fuori con due amici. una giornata di libertà in cui niente altro ti sembra importante se non "liberare la mente da ogni forma perversa" . Per la prima volta il tempo è stato "collaborativo".. siamo riusciti a fare così tante cose senza noia, senza ansia, senza caos, con la meraviglia di un giorno ozioso ricco di arte.
Prima di tutto la voce di Giannini, così calda così intensa così penetrante e un ritratto di un Mozart uomo dissacrante, divertente, scaltro e intelligente.. ambientazione una basilica di campagna..
Poi castel del monte di notte illuminato, che si erge spavaldo accarezzato da una mezza luna e da costellazioni eterne ormai amiche..giusto un giro per vederlo, come fosse un appuntamento preso da tempo.. sua maestà mi inchino a cotanta grandezza..
Altri chilometri dopo, tra una chiacchiera, una risata e un ricordo, tra due birre e del vino rosso, tra le pietre bianche di trani e un freddo pungente, festivo..
E infine quel concerto, la mandola.. ancora trani.. ancora rewind, flashback e déjàvu.. parole straniere per riassumere uno stato d'animo inesplicabile del sentirsi bene e male . Tra tante persone sentirsi di nuovo isolata, persa nelle immagini che conosco solo io, nelle percezioni trasmesse e, chissà, condivise in silenzio.. o semplicemente vissute da sola nell'unica cosa libera che ancora mi è concessa: il cuore. o forse la mente. o forse chissà non v'è uno spazio ove collocare quel turbinio di sensazioni accavallate che si arrampicano come edera fino a coprir il vero volto delle cose.Odio non riuscire ad essere davvero egoista.
E un viaggio di ritorno verso casa in silenzio.. godendo della strada, della notte clemente senza pioggia, della compagnia di due amici cari, di due occhi incrociati di nascosto, di un abbraccio mancato, di un telefono che non suona, di un senso di appartenenza che non va più neanche spiegato.
oggi torna la routine. domani torna l'ufficio. da oggi taglio di nuovo le mie percezioni e le emozioni. anche se senza di loro non sono io.
buonagiornata di sole.
Prima di tutto la voce di Giannini, così calda così intensa così penetrante e un ritratto di un Mozart uomo dissacrante, divertente, scaltro e intelligente.. ambientazione una basilica di campagna..
Poi castel del monte di notte illuminato, che si erge spavaldo accarezzato da una mezza luna e da costellazioni eterne ormai amiche..giusto un giro per vederlo, come fosse un appuntamento preso da tempo.. sua maestà mi inchino a cotanta grandezza..
Altri chilometri dopo, tra una chiacchiera, una risata e un ricordo, tra due birre e del vino rosso, tra le pietre bianche di trani e un freddo pungente, festivo..
E infine quel concerto, la mandola.. ancora trani.. ancora rewind, flashback e déjàvu.. parole straniere per riassumere uno stato d'animo inesplicabile del sentirsi bene e male . Tra tante persone sentirsi di nuovo isolata, persa nelle immagini che conosco solo io, nelle percezioni trasmesse e, chissà, condivise in silenzio.. o semplicemente vissute da sola nell'unica cosa libera che ancora mi è concessa: il cuore. o forse la mente. o forse chissà non v'è uno spazio ove collocare quel turbinio di sensazioni accavallate che si arrampicano come edera fino a coprir il vero volto delle cose.Odio non riuscire ad essere davvero egoista.
E un viaggio di ritorno verso casa in silenzio.. godendo della strada, della notte clemente senza pioggia, della compagnia di due amici cari, di due occhi incrociati di nascosto, di un abbraccio mancato, di un telefono che non suona, di un senso di appartenenza che non va più neanche spiegato.
oggi torna la routine. domani torna l'ufficio. da oggi taglio di nuovo le mie percezioni e le emozioni. anche se senza di loro non sono io.
buonagiornata di sole.
Non piu’ le stelle dei tuoi occhi tornero’ a vedere
Forse in un sogno di notte mentre non dormo
Forse di giorno tra un pensiero e un altro
Non piu’ le stelle del mio cuore tornero’ a baciare
Non piu’ le note della voce tua mi accarezzeranno
Audioricordi me la riporteranno
Quanto vorrei poter dimenticare
Ma la memoria del mio cuore non si puo’asportare
Mai piu’ il tuo amore saro’ il tuo nome diro’
Lo pronuncero’ piano tra la terra e il cielo
Mai piu’ il tuo amore saro’ il tuo nome diro’
Lo pronuncero’ piano quando soffia il vento
(Meg)
martedì, dicembre 02, 2008
un altro oggi
la rabbia sale. monta. si inoltra. ti ingobla. ti infuria.
la rabbia non trova motivi. non li esplica. non li cerca. li realizza.
la rabbia ti disorienta. ti incastra. ti rivolta.
ci sono giorni che pesano come macigni di lava sul cuore.
ci sono momenti che perdono la dimensione del tempo.
e ti lasciano in preda ai venti. e alla tachicardia.
urlo al mare che torni la bonaccia..
la rabbia non trova motivi. non li esplica. non li cerca. li realizza.
la rabbia ti disorienta. ti incastra. ti rivolta.
ci sono giorni che pesano come macigni di lava sul cuore.
ci sono momenti che perdono la dimensione del tempo.
e ti lasciano in preda ai venti. e alla tachicardia.
urlo al mare che torni la bonaccia..
la tua titti...
Come due canne sul calcio del fucile
come due promesse nello stesso Aprile
come due serenate alla stessa finestra
come due cappelli sulla stessa testa
Come due soldini sul palmo della mano
come due usignoli pioggia e piume sullo stesso ramo
Titti aveva due amori uno di cielo,
uno di terra
di segno contrario
uno di pace, uno di guerra
Titti aveva due amori
uno di terra, uno di cielo insomma,
di segno contrario
uno buono, uno vero
Come le lancette dello stesso orologio
come due cavalieri dentro il sortilegio
e furono i due legni che fecero la croce
e intorno due banditi con la stessa voce
Come due risposte con una parola
come due desideri per una stella sola
Titti aveva due amori
uno di cielo, uno di terra
di segno contrario
uno di pace, uno di guerra
Titti aveva due amori
uno di terra, uno di cielo insomma,
di segno contrario
uno buono, uno vero.
F.d.A.
Ti ricordi quando mi chiamavi titti ? ti ricordi quando sbuffavi perché tornavo tardi? Ti ricordi quando restavi sul divano sonnecchiando finchè non tornavo ? ti ricordi quando mi chiamavi per dirmi che avevate vinto un'altra partita? ti ricordi che non mi chiamavi quando perdevate per colpa dell'arbitro? ti ricordi quando volevi comprare le cose più tecnologiche anche se non sapevi usarle? ti ricordi quando mi hai portato tenendomi per mano a vedere per la prima volta la piazza del Bernini? ti ricordi quando mettevi sempre tanta acqua nel vino ? ti ricordi di titti?
ti ricordi.......?
non vorrei che tu fossi solo un ricordo.
non vorrei che non vi fosse futuro per non creare altri ricordi.
non vorrei dover festeggiare il tuo compleanno senza di te.
buon compleanno papà.
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