lunedì, settembre 24, 2007

Cristina e le sue stagioni


Conosci i miei occhi se guardano lontano da te
le mani che non so curare,
conosci le stanze poco illuminate dov'è
possibile arrivare bendati.
Pronunciare una ferita
quando è appena ricucita
non è semplice.
Arginare la tensione
contenere un'emozione
è più nobile.
Ecco un'ombra che mi lega
la certezza di qualcosa che poi cambia.
Scavare o tralasciare il senso
voltarsi e non guardare dentro.
Ammettere o tacere, avvicinarsi e rimanere.
Conosci i miei occhi quando guardano verso di te,
i giorni normali senza un gesto da ricordare.
Conosci i colori e la parte più scura di me
difficile da raccontare.
Conosci i miei occhi quando guardano lontano da te,
i particolari delle mani che non so curare,
conosci i ricordi e la parte più scura di me
difficile da raccontare.


Un album meditato, preciso, curato nel dettaglio. non chitarre isteriche, non elettroniche sognanti...La quinta stagione l'ha voluto chiamare. Il termine esatto è "ordine". l'ordine e il rock forse non sono mai andati d'accordo, ecco perchè questo album al primo ascolto non mi è piaciuto. Per niente. ed ero delusa...Poi mi son detta come al solito.. aspetta.. metti in loop.. arriverà a colpirti qualcosa.. Non c'è la violenza e la rabbia, non c'è il gioco burlesco, non c'è la sperimentazione, ma c'è una forza diversa.. una consapevolezza diversa.. e infatti... I testi sono minuscoli cammei per il cuore. da leggere in determinati stati d'animo..Migrazioni... i suoni decisi e puliti.. con cadenza regolare.. Come le lacrime... un senso di armonia nell'aria e di positività.

Questo album mi ricorda l'aria..Mi ricorda il respiro.. La speranza.. L'universo. è il cambiamento, la rigenerazione..

Non vedo l'ora di capire dal vivo come tutto sarà...


Buon ascolto...

martedì, settembre 11, 2007

falling like a bird.. open shooting.

(please guardate il video prima durante e mentre leggete)
http://video.google.com/videoplay?docid=-6709385551270436855

I lay, looking at my hands
I search in these lines
I`ve not the answer
I`m crying and I don`t know
watching the sky
I search an answer
I`m free, free to be
I`m not another liar
I just want to be myself… myself
And now the beat inside of me is a sort of a cold breeze
and I`ve never any feeling inside
ruining me…bring my body
carry it into another world
I know I live… but like a stone I`m falling down [.......…to the end.]

L.C.


Egoismo. Come palla rimbalza. Il foglio ondeggia sulla scrivania pieno di caratteri incomprensibili. Cosa altro vuoi ? ci sarà un giorno in cui tutto sarà limpido come il cielo in Alaska? Datemi un bostik per incollare le due metà del mio cervello.. o quelle del cuore? Non so.. la dicotomia mi rende da sempre instabile. E inaffidabile. Stanotte ho sognato woody allen.. forse che il suo umorismo non voglia esser un’inconscia e beffarda attenzione del mio io contro di me… ridi pagliaccio e tra la cena delle beffe e quella dei cretini magari ci mettiamo anche un buon surrogato di mc donald’s.. Veleno insomma. Come quello che ingerisco tutte le volte che cerco una risposta. Un’unica risposta a tanti uncini capovolti col puntino.. credevo che la crisi dei trenta fosse passata. Credo realmente stia iniziando. La necessità di aver una dimensione propria. Uno spazio proprio. Metri quadri in cui esser la regina. La mia camera arancio procede.. libreria montata e già stracarica.. ma manca il letto. Come se ancora disconoscessi questo luogo che mi ha cresciuto. Rifiuto di tenerlo ancora come nido.. dichiarare che in fondo non è cambiato niente. Butto giù i muri col piccone e mi creo una casa nuova. Non posso. Sfondare cementi che non mi appartengono..o non più. ho un limitato spazio d’azione. Non posso essere egoista. Lascio gli spazi ai vicini. Basta che non vengano a chiedermi il limone per il tè, io bevo earl grey e pure senza latte quindi.. a ciascuno il suo. Tanto questo territorio non può essere comunque toccato. Sono stata dal notaio e mi appartiene. Anche se non lo sa nessuno. Non ho messo il nome sul citofono, non mi interessa.. anche il postino non lo sa che sarebbe quello il portone giusto.. ancora si affida ad andar dall’altro lato e io sorrido. Doppio anche il portone, così come il cancello, così come il cervello, così come ogni angolo di cielo che vedo, così come ogni sogno che soppeso. Nuvole di nebbia attraverso a piedi.. temo di aver perso qualche grado se la vista si confonde e diffonde confusi segnali di fumo. Gli indiani mi manderebbero un telegramma per chiedere spiegazioni. O il risarcimento danni. Pessima figura. Il problema come al solito è nei codici. Di comunicazione o di cifratura. Chi vuol dire e chi vuol nascondere. Che banali gli esseri umani nel cercar chiavi d’accesso .. gli hacker dell’anima sarebbero miliardari qui se riuscissero a capire quanta ricchezza nascosta c’è. Niente egoismo. Mai stato. Né prima né dopo ma si è sempre fraintesi quando si cerca di migliorare.. allora ho deciso che voglio peggiorare, così forse sarà più easy comprendermi al volo.. o prendermi in volo. Un colpo ad un piccione. Fucile a canne mozze tanto per divertirsi. Il wwf non vuole ma qui la caccia è già aperta.

mercoledì, settembre 05, 2007

serious...


NON sono una persona seria. sono un buffone di corte che sottilmente fa dell'amara ironia al proprio re. e da solo nel camerino si toglie i campanelli.
NON sono una persona seria. sono l'animatore da villaggio che inventa scenette che ammaliano e fanno passare il tempo, ma poi torna in stanza e spesso si sente vuoto.
NON sono una persona seria. sono il pagliaccio del circo con mille numeri magici e occhi colorati, ma muto e con il trucco nero.
NON sono una persona seria. sono un politico nella mia testa, incoerente e ridicolmente voltabandiera.
NON sono una persona seria. sono una amante del gioco, del piacere, della risata, che poi sotto la doccia canta summertime.
NON sono una persona seria. sono un saltimbanco da piazza, mangiafuoco e giocoliere con nuovi elisir curativi, che poi toglie il cilindro e sotto non ha più capelli.
NON sono una persona seria. sono un neonato che piange di notte senza sapere il perchè e poi ride se qualcuno lo prende in braccio.
NON sono una persona seria. sono il mio riflesso nell'acqua, narciso e boccadoro, ombra di velluto, bustino allacciato stretto, coppa di champagne, souvenir del passato, insonnia di torpore, immagine sfumata, menzogna presagita.. sono l'essenza della mia testa, gioco di specchi. sono e non sono..


a volte è meglio spegnere la luce.


f.
ps..going to Bologna..

giovedì, agosto 23, 2007

in questo preciso momento

ora, alle 17.07, diluvia.. il cielo è viola, urla si squarcia. paesaggio irreale il vento impazzito sbatte l'acqua ovunque. sembra una gara di forze. la finestra spalancata, non posso farne a meno. Entra l'odore di terra e humus. Entrano gocce. Entra la voce. Non posso continuare a lavorare, non riesco a distogliere lo sguardo da questo spettacolo. Altre persone come me dietro i vetri o sui balconi. Spaventate e affascinate.
una piccola parentesi..non potevo non scrivere ..
adoro i temporali estivi.
f.

Emotions recollected in tranquillity (parte II)


Mi tocca ancora rievocare emozioni passate.. quasi un mese fa..


c'erano i suoni e i colori... sorrisi che si incrociavano e sguardi miei estasiati..






c'era la voce che vibrava sul pianoforte, un ray charles con gli occhialetti rossi e il jazz improvvisato..







C'era ivan con la band, il pubblico, c'era harlock, sofia, fabri, sandman e altre persone.. e c'ero io..


e "c'era" Benjamin.. evocato dal cameriere, direttamente da Tivoli, così buffo quell'ometto che diceva "ben, ben, le signore ti aspettano" e io e sofia giù a ridere.. era un modo di averlo con noi..

e c'erano emozioni. quelle semplici dietro una birra e dentro un gelato. quelle che ti illuminano come il tungsteno dietro due stelline. quelle che anche se sei in ritardo ridi e corri. quelle che ti fanno sentire un po' deluso per non aver ascoltato tutte le altre note assenti. quelle che ti fanno sentire in galleria anche se sei seduto su un marciapiede vicino alla fogna..

Si. c'erano. e nel ricordo ci sono ancora. dolcemente.

Emotions recollected in tranquillity.

Merci à vous tous.

f.

lunedì, agosto 20, 2007

back from mental paradise














Uno squarcio sui miei giorni passati, un'occhiata rapida ai colori, alla pace, un colpo d'occhio sulla luce, sul mare..









"Ammalandosi, in viaggio i sogni vagano, sospesi in una landa desolata". Haiku








"vivi come se il paradiso fosse sulla terra" ..
... e poi l'amore.
I'm back.
f.




mercoledì, agosto 01, 2007

...on holiday..

... poi vi racconto di ivan segreto.. di chi c'era e di chi c'è stato comunque...poi vi racconto delle altre emozioni...
sono qui un solo attimo.. per salutarvi..
finalmente le vacanze.
finalmente due settimane lontana da qui.
finalmente la sardegna.
a presto amici e sconosciuti.
f.

sabato, luglio 28, 2007

"emotions recollected in tranquillity"

Emozioni, in questo ultimo periodo ce ne sono state. poche. ma buone. quella che non riesco a scacciare ancora è solo una però...

ho smesso di ballare a 19 anni per un problema al ginocchio.. e quanto mi è mancato danzare in questi anni e far esprimere al corpo un vibrating mood... poi il teatro mi ha riportato sul palco in modo diverso... e quest'anno è successo l'incontro...

la mia vecchia scuola di danza stava preparando un balletto di repertorio, Giselle... e lì c'è un ruolo mimico un po' danzato, breve, brevissimo ma molto intenso... mi hanno chiamato.. mi hanno chiesto di partecipare.. di aiutare la protagonista nella mimica e di interpretare la mamma di Giselle... l'ultimo balletto che ho visto all'ei fu Petruzzelli con la Fracci e Nurejev .. ho immediatamente accettato...

... e allora lì, la musica, le prove, gli altri con le punte, io scalza, le risate dietro le quinte, il trucco, gli abiti, il tuppo, e un ruolo mimico pieno di dolore.. una madre che assiste alla morte della figlia.. il 18 giugno in scena..il silenzio in teatro, tensione nell'aria.. la mia Giselle e il suo ballerino bellissimi e bravissimi, eleganti, leggeri.. e poi lei impazzisce tra le mie braccia.. la gente si è commossa, io versavo lacrime in scena.. come spiegare che lì, tra quelle gocce, c'era non solo il personaggio interpretato ma anche tutta la mia emozione di essere ancora lì come venti anni prima, con alcune delle stesse persone di allora, di nuovo insieme, ancora insieme, a recitare col corpo, col viso e senza parole... ? come spiegare il pulsare del cuore rapido e insistente, che ripercorreva una vita tra applausi e sensazioni private?

non ci riesco.

fine primo atto.

... e poi scappar nel camerino per svuotar l'anima. E cercare di tornare normale.

Ma non è più possibile..

Le foto e il dvd sono molto belli.. anche l'articolo apparso sul giornale..

Si replica il 5 settembre. E io già non vedo l'ora..


tu chiamale se vuoi emozioni.


lunedì, luglio 23, 2007

un giorno .. di un mese.. di un anno..

Fuckin’ hell mi verrebbe da dire ..
Come inferno batte il sole in questa stanza . brucia brucia . stoppie scoppiettanti le mie carte sulla scrivania.
Mi avevano detto. No, avevo creduto volessero dirmi. No, forse mi hanno detto ma non ho sentito bene.. faceva caldo, la testa girava, pressione sotto i piedi e niente acqua. E poi era buio. Ho sentito dire scusa e poi un urlo, in silenzio. Era nella mia testa mi dicono . come??? Non è possibile.. qualcuno deve averlo sentito.. io ho visto le macchie, ho visto i fari lontani , una macchina che sgommava e via di corsa.. no la targa no non l’ho letta. Hai sognato tutto mi dicono. Basta stai zitta. Mi vogliono mettere a tacere. O forse no, io ho sbagliato a sentire. Ho creduto di sentir urlare, l’ho solo creduto, il caldo dà alla testa e tu hai avuto allucinazioni. Forse hanno ragione loro, io ho sognato .. ma no l’urlo c’era. Quella donna ha urlato davvero. l’hanno portata via, era con me, sono certa fosse alla fermata dell’autobus vicino a me, aveva i tacchi, ricordo il rumore sordo sull’asfalto ormai ridotto a poltiglia dal caldo. E qualcuno deve averla portata via. No, tu vaneggi mi hanno detto. Lobotomia, questo vorrebbero farmi. Non posso permetterlo, io.. lei.. la devo trovare. Io so che le stanno facendo del male, so che lei piange.. posso sentirlo nella testa, ancora si ripete il suo grido spezzato, silente. Aiuto . no no la testa mi scoppia, sudore giù dalle tempie e gocce gocce cadono anche sugli occhi. Non sento, non vedo. Lasciatemi urlare però. No no mi hanno detto e ho sentito bene. Mi hanno detto di tacere e mi hanno pure chiesto scusa. Ma lei l’hanno portata via. E ora hanno rinchiuso anche me. Non ricordo più quando. Quando ero ad attendere quel bus di notte? È successo mai.. io non .. io non .. mi ricordo.. io.. ecco..io.. non mi.. ricordo esattamente.. ma un giorno, in uno stramaledetto mese di uno stramaledetto anno… si ecco… un qualunque giorno passato.. non so se ero alla fermata del bus in stazione o in aeroporto.. o forse ero si ferma.. ecco si ferma all’angolo di casa… e l’urlo c’è stato. Lacerazione.
L’hanno
portata
via.
Era
la
mia
Libertà.

venerdì, luglio 20, 2007

oggi.

avrei mille cose da raccontare.. tante cose ed emozioni di cui parlare.. ma non ho tempo nè voglia oggi. volevo solo dirvi che oggi sono davvero di ottimo umore. ho cantato nella mia auto al tramonto a squarciagola. ho cantato ivan, ho riso .. da sola .. come è bello sentirsi a volte di nuovo un po' come a 20 anni... liberi ...

ampia visione.....

mercoledì, luglio 11, 2007

mad rhythm..

radici si impiantano nel ritmo, l'asfalto è bollente sotto i piedi ruvidi e tagliati. crepe nel terreno e sui muri corrosi da graffiti ignoti. chiama un jazzista a farmi compagnia nelle sere di vento. voglio perdere il contatto col reale per un po' smetterla di calcolare i secondi come se la vita fosse una continua olimpiade. dammi sabbia fresca su cui rotolarmi e ore di risate incontrollate. voglio stupirmi degli istanti e passare la notte fuori in attesa dell'alba. chiedete alle onde di intonare un canto per la mia mente stanca e fatemi tornare a sentire leggera. battono le lancette ancora, trappola con maglie invisibili, intessute di capelli bianchi. sottili. come gli sguardi ad occhi socchiusi delle sirene d'ulisse. stimolate il mio giorno assopito che perde la luce delle stelle d'estate. Scadenze. Solo scadenze. Datemi posti ignoti da scoprire, angoli inesplorati da osservare con stupore. Ho ancora bisogno di regalare ai miei occhi la gioia dell'ignota meraviglia. E non lasciare al tempo bastardo i miei respiri di aria contraffatta e inquinata. la solitudine si incorona ed è una certezza amara che rinforza. Anime di cemento che si colorano delle presenze altrui. Forse un po' di arancio, come tutto qui intorno.

venerdì, luglio 06, 2007

traspare in segreto

Traspare dagli occhi, la tua aspirazione.
Traspare affiorando, da un abissoso mare.
Si asciuga ogni solco, riaffiora il mio volto.
Affiora ignorando qualsiasi espressione.
Trapare e Riappare, Traspare e Scompare.
Traspare Scompare Riappare
Traspare la vera intenzione,
Traspare evitando qualsiasi rimando.
E solo un incanto,
miserrimo incanto,
mirabile errore,
è pura ispirazione...
Questo è uno di quegli spettacoli che non si possono perdere... la cornice è fantastica, il concerto molto intimo.. la musica coinvolgente.. chi verrà con me?? (ben....su su.. )


Domenica 29 Luglio - Piazza San Benedetto - Polignano a mare...
IVAN SEGRETO
Ingresso libero, inizio spettacoli ore 22


Il 22 giugno 2007 è uscito il suo terzo disco, "Ampia", per il quale Ivan ha lavorato in quartetto, con la stessa formazione che lo seguirà nei concerti. Ampia vanta la collaborazione di Franco Battiato, Giovanni Sollima e Paolo Fresu e conferma la personalità jazz di Ivan nell'esplosione gioiosa della sua apertura "ampia" alla musica ed alla vita.
Ivan Segreto - Voci e Pianoforte
Christian De Cicco - Chitarre
Daniele Camarda - Liuto, basso elettrico
Pino Li Trenta - Batteria

venerdì, giugno 29, 2007

paolo benvegnù a bari

Credimi.
Io non ti voglio più
Guardami. Che cosa vedi ancora?
Ma sento che ansimi
che tu vuoi me dentro al mio corpo ancora..
Le mani che stringono ciò che rimane di me nel buio si allentano..
Credimi non ti perdonerò
Lo sguardo fisso sopra al mio corpo ancora..
E sbavi scuotendomi il ventre
in equilibrio sopra al mio corpo ancora..
Non vedo che uomini, fuori e dentro di me.. ma non riesco a comprenderli
Perché è una lunga notte ma è più stupido il mattino
E non mi importa di restare qui
Non mi importa di restarmene ferma per sempre
Come se fossi un fiore e tu la pioggia e cadessi per me
Come se io fossi un fiore
E’ una lunga notte ma è più stupido il mattino
E non mi importa di restare qui
Non mi importa di restarmene ferma per sempre...

Concerto bellissimo. e a tratti divertente. noi sotto il palco..loro in quattro sul palco.. con loro un po' dietro le quinte. Ma prima i suoni, le emozioni, la voce un po' rotta, un po' urlata, un po' soffiata. parole come coltelli e parole come carezze.. sguardi di amici complici e il vento di notte. Canzoni note, qualche inedito, una cover, qualche ricordo degli scisma.. Ricordi che riaffiorano, immagini che ritornano, domande senza risposta .. Quei concerti intimi che ti fanno sentire che stanno suonando solo per te.. momenti in cui ti appropri delle onde del suono, delle luci che si intrecciano, delle immagini su video, delle parole che acquistano un senso nel tuo vissuto.. e il tempo perde il tempo.
"tutti i respiri che ho.. sono per te, tutti i respiri che hai.. e così che ogni goccia di me scava la tua schiena lentamente. con un ritmo costante.. .. muovi le tue mani su di me il silenzio sembra indispensabile...per controllare le parole e dimostrare di sentirsi debole. tu da me non hai che l'assenza... ..Voglio respirare lentamente il tuo profumo e non so se risvegliarti.."


poi la finanza si è dimenticata che eravamo in duecento al terminal crociere a seguire il concerto.. e ha chiuso i cancelli del porto! le telefonate in caserma, chi riusciva è passato attraverso le sbarre, qualcuno ha scavalcato, qualcuno ha atteso un'ora che venissero a riaprire.. ed erano già le 2 e mezza di notte... da scrivere un articolo sulla gazzetta !

martedì, giugno 26, 2007

orange waves


onde di arancio sui muri. come in questo blog anche la mia stanza ha il colore del sole d'estate. sarà l'ispirazione dei 47 gradi di ieri. sarà che avevo bisogno di luce e sfumature. che strana la mia stanza semivuota. ancora senza letto, senza libri, solo con questa scrivania al centro.. che strano dopo tanti anni rivoluzionare tutto e poi immaginarselo simile a prima.. Vorrei aver il tempo di decorare la finestra..vorrei riuscire almeno ad andar a comprare la libreria ma nell'unico pomeriggio libero io sto qui a scrivere.. vorrei schioccare le dita e trovare tutto pronto e sistemato.. ma questo stato di cantiere sembra piacermi .. il work in progress mi ha sempre dato l'idea del percorso, del portare a termine un incompiuto in -ing. come nei viaggi, che mi è sempre piaciuto di più il percorso piuttosto che la destinazione. Come nello studio, che mi piaceva di più scoprire le cose piuttosto del 30 finale. Era la mia missione da trentenne quella di cambiare la mia stanzaufficionido. E sono a metà dell'opera.

E sorrido.

venerdì, giugno 15, 2007

happy birthday..

Ieri sera sul tardi avrei voluto essere a casa, e lasciare lo stesso identico post dell'anno scorso... e si..ieri sera questo mondo di soffioni e libellule ha compiuto un anno...un anno di pensieri, di dolori, di allegria, di commenti.. un anno di amore, di crescita, di musica. Già un anno. E ieri nell'aria lo stesso profumo di fiori di giugno.Chi ha scoperto questo luogo nel tempo forse non sa che all'inizio questo blog era tutto nero con le scritte bianche o arancio..proprio come lo vedete ora... oggi vorrei fosse di nuovo così, magari solo per qualche ora, magari no..Per ridare il benvenuto a tutti, si, perchè se questa virtual area continua ad esser sempre più importante per me è anche per i miei compagni di volo.. che ringrazio dal cuore. oggi è anche il vostro compleanno:)
vi ridedico il mio primo post.

http://ilsoffionelalibellula.blogspot.com/2006/06/vestita-di-pensieri.html

un abbraccio di donna.
f.

mercoledì, giugno 13, 2007

questa piccola notte

Piccoli rumori nella notte. Auto passano lontane.
I grilli cantano odi alle stelle. La ventola gira e dà voce alla mia stanza, con i tasti della tastiera.
Una lampada da tavolo e il buio tutt'intorno.
quanta intimità questa notte. quanto stare con me e il mio lavoro.
Quanti suoni attutiti dalle braccia dei cuscini. Respiri.
C'è vita qui accanto.
E riposa. shhh ...
Silenzio.

domenica, giugno 10, 2007

10 giugno 2''7

2 years have passed. already. and time is not a cure. it's just a way to ease off pain. it's just a way to fool you and let you try to live everyday life with no clear discomfort. Time is just a proof with a beating clock, and a renewed bell tower wakes me up .. continuously. A flashing overflow of images hangs over me. Please, silence. Today noone is allowed to claim.

http://www.youtube.com/watch?v=Jek6iP6AuAQ


..."All the times that I've cried
Keeping all the things
I knew inside
And it's hard, but it's harder"...

mercoledì, giugno 06, 2007

Asylum..

Eros e Thanatos camminano tenendosi la mano. ubriacandosi di gin.
L'aria è sotto la lucida lente perversa di uno psichiatra. è pesante. si respira dolore. si respira soffocamento. non si respira. Verrebbe voglia di chiedere aiuto.
Eppure Stella è lì, sprigionando su carta erotismo e passione, suscitanto odio e compassione, amore e ribrezzo, voglia e sdegno.
Eppure Edgard è lì, e lo immaginiamo col sorriso beffardo ed egoista, fanatico e spregiudicato. Pazzo. Pazzi. Bellissimi. Gioco di amore e morte, intreccio crudele, partita a scacchi con se stessi. Vittime e carnefici, e spettatori già vinti senza aver partecipato.Come può restare sulla pelle il brivido dopo aver letto la parola fine? Ricominciare a leggere, rivivere, riprovare emozioni. il romanzo trasuda emozioni.. percepite e analizzate come sul vetrino di un biologo, sudate e temute come sul lettino di un analista.. La parola descrive e tace. Illustra e lascia sospeso. Provoca e ferisce. Come un entomologo sul suo insetto ancora vivo. Un battito di ali. Vite spezzate da un gesto.

a volte li odi. a volte li ami.

E l'arte come sempre si fa complice. di un amore, di un delitto. La scultura, arte di creazione, diventa parte di un quadro di morte.. Il dolore trasuda come la passione.Stella è l'elegante, disinibito, contemporaneo specchio liberty di Emma Bovary.. Donne che bruciano dentro, che bruciano su carta, che dimenticano tutto in nome di quella passione morbosa. Che "scelgono" nel corso di tutta la vita la morte, perchè altro non è concesso ai loro occhi, alle loro mani, ai loro desideri.. Le voci si accavallano, eppure tutti i personaggi passano così in secondo piano, tipi umani che si svuotano di fronte all'intensità dei due tormentati angeli caduti.

Assassini.

Asylum...manicomio, prigione per la mente, per il cuore, per l'anima.. titolo inglese bellissimo.. così claustrofobico, così legato ai labirintici stretti vialetti della mente malata. E gli spazi aperti, la campagna inglese, i prati, il lago, la grande casa sono solo gli antagonisti beffardi e ignari di quello che è il bellissimo male in loro.. Il sesso il corpo la famiglia quasi perdono valore. Altrove se non in loro, tutto è una via di fuga.. fittizia..

Eros e Thanatos finiscono tenendosi la mano. E tenendosi il cuore di chi assapora il romanzo.
son passati quattro anni. voglio rileggerlo. (ma per ora lo impacchetto insieme a tutto quello che c'è in questa stanza)
Follia. Patrick Mc Grath.


ps. Ben avevo detto che ne avrei parlato..
ps2- dopo aver pubblicato questo post.. scopro un articolo.. io adoro le coincidenze.
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/spettacoli_e_cultura/follia/follia/follia.html

domenica, giugno 03, 2007

l'ascia.


lasciami la testa lasciami il cuore lasciami tornare a pensare e non confondere lasciami il passato e il presente e lasciami un futuro in cui esistere. lasciami le scarpe fuori dalla stanza e le mani fuori dalla schiena lasciami il sudore e lasciami dormire. lasciami i miei sogni lasciali respirare lasciami i nastri rossi e i libri di favole. lasciami il cinismo sul tavolo e la speranza negli occhi. lasciami il silenzio lontano spezzato e lasciami parole e gesti chiari. lasciami le paure sulle lenzuola e le angosce sotto il letto. lasciami le camicie che sanno di fresco e creme profumate. lasciami le lacrime tra le tue mani e lasciami ridere di gioia. lasciami stare e lasciami vivere. lasciami una esistenza piena che non si tormenti. lasciami credere in qualcosa di diverso. lasciami liberi i pensieri. lasciami capire e parlare. lasciati ascoltare.
lasciami trascinare le gocce di vino sul pavimento senza che si trasformino in sangue.
lasciami un fiore tra i capelli perchè possa correre ancora nel vento con gli occhi asciutti.
Oggi mi è toccata una guida nella fantastica alberobello..
Arrivo e chiedo.. "quanta gente ho nell'autobus?"
Risposta: "23. giapponesi"
Bene dico io... i giapponesi parlano inglese non benissimo quindi posso star più rilassata e parlare lentamente.. spero riescano a capire le cose più tecniche, male che va le rispiego in modo semplice...
Arrivano e, al mio Good morning! rispondono : A-rigatò... che per me continua ad essere un piatto di pasta... possibilmente col sugo...
Cominciamo bene ... dopo due minuti scopro che nessuno parlava inglese, a parte la relativa tour leader che mi ha detto "please speak slowly slowly slowly to me... I translate"
.. azz... Comincio a illustrare le cose del percorso e ad ogni mia frase di tre secondi lei traduce una frase che dura un minuto. O il giapponese è più lungo o chissà che diavolo si inventava..
Penso "ehm.. così ci mettiamo due ore!!".
Capisco l'andazzo. Devo dire poche cose ma buone. Già il tour parte con un'ora di ritardo, timing fatti male.. alla fine parlo solo in bus finchè lei dice "abbiamo poco poco tempo.. pel favole io dico storia di albelobello tanto la conosco così loro hanno tempo pel gilale e visitale il paese" ...insomma traducendo in italiano "fabbià stai zitta così facciamo prima" :D meglio per me ! e che fortuna... alla fine son stata solo a far presenza e a sorridere.. Un giro con 30 gradi all'ombra, un caffè e poi di nuovo in autobus. Loro mangiavano ciliegie e io in silenzio a chiacchierare con lei che chiedeva informazioni sui vari outlet..L'unica cosa che ho scoperto è che in Giappone una ciliegia, dico una, costa quasi tre euro. E che per loro da quando c'è l'euro l'Italia è diventata costosa... per loro...figuriamoci per noi!!!!!!

Buona domenica
f.