venerdì, novembre 30, 2012

la solita rosa

30 novembre.
il mio legame con la memoria. una promessa a me stessa. un futuro chissà..
la mia rosa sempre per te.

giovedì, marzo 08, 2012

Le parole – J.Saramago

Le parole – J.Saramago

Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, negli slogan pubblicitari, nelle didascalie dei film, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quello che pensano, credendo di pensare quel che fanno. Ci sono molte parole.

E ci sono i discorsi, che sono parole accostate le une alle altre, in equilibrio instabile grazie ad una sintassi precaria, fino alla conclusione del “dissi” o “ho detto”. Con i discorsi si commemora, si inaugura, si aprono e chiudono riunioni, si lanciano cortine fumogene o si dispongono tende di velluto. Sono brindisi, orazioni, conferenze, dissertazioni. Attraveso i discorsi si trasmettono lodi, ringraziamenti, programmi e fantasie. E poi le parole dei discorsi appaiono allineate su dei fogli, dipinte con inchiostro tipografico – per questa via entrano nell’immortalità del Verbo. Accanto a Socrate, il presidente dell’assemblea affigge il discorso che ha aperto il rubinetto della fontana. E le parole scorrono fluide come il “prezioso liquido”. Scorrono interminabili, allagano il pavimento, salgono alle ginocchia, arrivano alla vita, alle spalle, al collo. E’ il diluvio universale, un coro stonato che sgorga da milioni di bocche.

La terra prosegue il suo cammino avvolta in un clamore di pazzi che gridano, che urlano, avvolta anche in un mormorio docile, sereno e conciliatore. C’è di tutto nel coro: tenori e tenori leggeri, bassi, soprani dal do di petto facile, baritoni trasbordanti, mezzocontralti. Negli intervelli, si ode il suggeritore. E tutto ciò stordisce le stelle e perturba le comunicazioni, come le tempeste solari. Perchè le parole hanno cessato di comunicare. Ogni parola è detta perchè non se ne oda un’altra. La parola, anche quando non afferma, si afferma. La parola non risponde nè domanda: accumula. La parola è l’erba fresca e verde che copre la superficie dello stagno. La parola è polvere negli occhi e occhi bucati. La parola non mostra. La parola dissimula.

Per questo urge mondare le parole perchè la semina si muti in raccolto. Perchè le parole siano strtumenti di morte – o di salvezza. Perchè la parola valga solo ciò che vale il silenzio dell’atto.

C’è anche il silenzio. Il silenzio, per definizione, è ciò che non si ode. Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza. Il silenzio è fecondo. Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare. Cadono su di esso le parole. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive. Il grano e il loglio. Ma solo il grano dà il pane.

Di questo mondo e degli altri

venerdì, marzo 02, 2012

anno bisestile.

Nessun 28 febbraio quest'anno per me. E quattro anni dopo il 29 ha un odore diverso..
niente da festeggiare. niente se non dei ricordi.
le corde non sono più incastrate, di certo non sono fisse. anzi si avviluppano attorno al mio collo e stringono stringono stringono.
eri aria.
sei aria.
qui si soffoca.
sto imparando l'apnea.

martedì, dicembre 27, 2011

2 giorni dopo

e ti ritrovi all’improvviso con un buco dentro.
e ti ritrovi senza sogni, senza giorni, senza scopi. anzi no, non ti ritrovi, ti perdi. e perdi tutto. e ti rubano tutto. sorriso presente futuro. e ti vuoi aggrappare a un passato che era il tuo tutto e che si è trasformato nel tuo niente. o in una speranza di veder cambiare tutto di nuovo, con la stessa velocità . e il freddo dentro ti paralizza la mente lo stomaco la gola. hai nodi dappertutto hai voglia di gridare ma nella morte che avvolge i tuoi sogni muoiono anche le parole. e quel silenzio diventa violenza. entrare in una casa vuota e silente mi stupra il cuore. e la mente non si ferma .e quando si ferma piango. scendono lacrime nei solchi delle rughe, scendono come lamento eterno come le anime racchiuse nel limbo.
sto galleggiando sono sospesa sono come nel liquido amniotico prima di nascere quando non hai ancora un futuro. o no, li ce l’hai tutto da costruire. qui te l’hanno già distrutto.
e non credi sia successo a te, non ci credi tu come non ci crede chi ti circonda . destino beffardo bastardo. tutto all’improvviso tutto inaspettato tutto come doccia fredda tutto come colpo di pistola ..
tutto va avanti anche il mio tempo che mi traveste con foga. tutto va avanti, anche io che trascorro giornate. ma non ho più un obiettivo. se non una speranza. che è già rubata però. e una preghiera.. mi aggrappo all’immagine di te, a 4 mani giunte in una foto nella nostra stanza, ora solo mia… e voglio solo addormentarmi e svegliarmi non più da sola, girarmi e accorgermi che c’è ancora la stessa radio….che canta la stessa musica…

martedì, dicembre 06, 2011

tutto ti crolla addosso

e mi ritrovo in ginocchio a pregare.
come non avessi trovato la felicità. o come quando te la strappano via. e ancora resti incredula e ti chiedi perchè.
e ti aggrappi al giorno che viene con la speranza che sia sempre migliore. e ti aggrappi ad un sorriso sperando ne seguano mille altri. e ti aggrappi alla speranza. qualunque essa sia perchè è l'unico modo per restar a galla e non farsi trascinare nello stesso fango.
la verità però già la conosco.
ho il terrore di sapere già come andrà a finire. di fronte alle paure degli altri non puoi sempre combattere. non puoi addossarti ogni volta le loro debolezze le loro frustrazioni le loro incapacità...non puoi farlo sempre e non puoi reggere a lungo. e sentirmi forte quasi mi disgusta. vorrei potermi adagiare io a qualcuno una volta.. o semplicemente affidarmi. HO BISOGNO DI AFFIDARMI A QUALCUNO E SAPERE CHE CI SARà SEMPRE. e invece da un momento all'altro ti cambiano il mondo le prospettive la fiducia l'appoggio i sogni e non sai nemmeno il perchè. hai fatto tutto quello che potevi, fai ogni giorno più di quello che pensavi di poter fare. aspetti. l'attesa è un veleno che si insinua . e ti ritrovi seduta ad aspettare.. godot o il grande cocomero ? nulla di straordinario.. solo ad aspettare la risposta alle tue domande o a goderti gli ultimi scampoli del tuo vero sogno di vita.

venerdì, novembre 04, 2011

La ragazza dello Sputnik

ultimamente ho ripreso a leggere... e ho ripreso a leggere ogni tanto autori nipponici, quasi a cercare una calma interiore che ho perso...
troppo bello passare del tempo a esser felici.. e quando si perde quella serenità si ha bisogno di sognare..

eccomi su un satellite intorno al mondo..

romanzo delicato e sospeso.
qui la mia recensione :

http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-murakami_haruki/sku-978138/la_ragazza_dello_sputnik_.htm

buona lettura.
f.

nessuno si salva da solo

un libro durissimo. vero.
qui la mia recensione :

http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-mazzantini_margaret/isbn-9788804608653/nessuno_si_salva_da_solo_.htm#commenti

salviamoci.

venerdì, agosto 19, 2011

mi manchi

domenica, giugno 12, 2011

... non ho paura del dolore. non posso averne più. ma ho paura del tempo che passa. ho una fottutissima paura del tempo che va e che perdo e che non dico...e di tutto ciò che mi toglie l'aria. senza ridarmela.

venerdì, giugno 10, 2011

Ci sono giorni senza tempo e c’è un tempo che non trascorre.

Ci sono dolori senza tempo e c’è un tempo che assorbe il dolore.

Ci sono segmenti di tempo che ti si ritagliano addosso, pezzi di mosaico che si affiancano e si incollano e creano un quadro immutabile ..sul tuo cuore, fino a spezzarlo. Ancora.

Ancora una volta basta un calendario. E due numeri sono la chiave di uno scrigno pronto ogni volta ad esplodere, lasciato lì sotto la sabbia di una clessidra che incessantemente termina e si rigira.

In silenzio scorrono e passano i secondi . lenti o accelerati. come il battito del cuore. Tic…… tac….. tic….. tac.

E ti ritrovi a cadere. E a ricordare. E ti ritrovi immagini che speravi di aver perso e volti che speri di non perdere mai. Ritrovi voci urla e silenzi. Squarci di silenzi. Quelli che annientano le voci sottostanti e sembrano più forti dei rumori intorno che crei per sentir la vita.
Ci sono momenti in cui niente ha senso. Niente. Perché sei ubriaco di dolore nonostante gli anni continuino a passare… incessanti.. incuranti.. inevitabili.
10 giugno 2005.
Sei anni. Sei mesi. Sei giorni. Sei minuti. Sei secondi. Sei pugnalate .
Sei. Qui. Con Me.

lunedì, aprile 18, 2011

due cuori e una capanna


Ci sono dei piccoli miracoli che a volte si avverano. Semplici momenti del quotidiano. Eppure… miracoli.
Come un affitto da pagare e mobili da spostare. Una casetta da sistemare.
Un nuovo inizio, una speranza.
Un sogno racchiuso in pochi metri quadri che fanno la felicità. Come addormentarsi e trovarti accanto a me, tra le mie braccia. Come risvegliarsi e trovarti di nuovo accanto a me, tra le mie braccia .. e sentirti ridere e illuminarmi pensando che la vita è lì.
Come svegliarsi presto per far colazione insieme e vedere l’alba da un terrazzino sul mare e vedere che la bellezza è tutta lì, racchiusa in quel piccolo spazio infinito.

..

venerdì, marzo 04, 2011

oggi. attendendo la primavera..

Oggi ho il mare dentro.
E i sorrisi nel cuore.
In questi giorni mi son nutrita di emozioni, le ho risucchiate, le ho assorbite, le ho percepite.
Le ho vissute, le ho rivissute, le ho elaborate, le ho lucidate.

Cambiamenti nella mia vita. Grandi eventi, gioie nuove.

Un terrazzino verso la cattedrale aspetta una bottiglia di champagne.

Un’amica aspetta un abbraccio.

Un’altra aspetta la serenità.

Io aspetto la primavera..

Vite che si intrecciano, sogni che si materializzano, parole dette. Ogni giorno, come sempre, nel suo naturale trascorrere è come un nuovo tragitto, come una epifania..

È bellissimo accorgersi di quanto possano essere grandi dei giorni normali.


giovedì, marzo 03, 2011

la lettera che non scriverò mai..

Il tempo scorre e sta venendo sera
ti sto cercando con la fantasia
con una specie di felicità
sto già pensando a te.
Tra le diverse direzioni prese
verso paesi irraggiungibili
ed io nascosta tra le mie difese
sto ricordando te.
E se l'immagine è confusa
il tuo colore non sbiadisce
e sta parlandomi di te
questa giornata che finisce qui.
Domani cambiano l'arredamento
e forse cambio lentamente io
ma dentro a questo nuovo mutamento
ho già nascosto te.
Oggetti qui disordinatamente
dovrei decidermi a buttarli via
ma qualche cosa misteriosamente
mi riporta a te.
Una finestra che si chiude
ma sto guardando tra le tende
e mi sorprende la città
che ti cerca come faccio io;
e se il cervello prende il sopravvento
nasconde voci da buttare via
ma tira un vento che conosco già
mi sembra nostalgia

mercoledì, febbraio 23, 2011

appunti di sera.

Hai scarabocchiato la sera con tratti di parole spuntate. Nell’aria, son rimaste sospese bozze di racconti incompiuti e l’ingarbugliata rete dei tuoi rapporti si è sbrogliata in una destabilizzazione frustrante. Non aver paura di non aver un centro . non aver paura di riordinare le cose . Henry Adams scriveva che “Il caos spesso genera la vita, laddove l'ordine spesso genera l'abitudine.“ … datti vita .. e non affannarti a inseguire una bussola.. ogni tanto il magnetismo fa impazzire i magneti.

È nella natura delle cose. Lucrezio ne sapeva più di noi .. o forse solo non abbiamo più tempo per dedicarci a sfrondare a ripulire a ritrovare l’essenza .

È nella natura umana.

..

martedì, febbraio 22, 2011

ogni tanto un pensiero..

Non mi fermo da un po’ . non ho tempo di fermarmi e pensare. E per fortuna è per me un periodo sereno e non ho malesseri da scacciare, ansie da sconfiggere, angosce da debellare.
Almeno non mie.
Forse per questo non scrivo da un po’.
E poi invece arriva il dolore degli altri a sfiorarmi, a prendermi l’anima in mano …
Offro la mia voce e il mio ascolto a chi ha bisogno di urlare, offro quel po’ che ho, quel po’ che riesco a trasmettere. Ascolto e a volte rivivo. Quando si è vissuto un’esperienza è più facile esprimere il proprio punto di vista .. eppure non si hanno soluzioni. No chiavi in mano. Nessun rimedio . vorrei aver tra le mani litri di acqua ragia per scrostare la ruggine dei cuori altrui e strappare le paure che annodano il respiro.
Ma non mi è dato questo potere .
Squilibri. Disequilibri. Bisogno di razionalizzare e non lasciarsi destabilizzare. Dovrebbero lasciarsi andare invece, e farsi prendere in pieno dalle cose . aggirare l’ostacolo può a volte render più difficile il sorpasso.
Sono qui, un altro giorno pronta ad assorbire.. succhiatemi tutte le energie se può aiutarvi ad esser e felice.

mercoledì, luglio 21, 2010

ciao...

mi sento catapultata in una realtà parallela in cui tutto è ovattato e c'è vento, un vento fortissimo e non si odono altri suoni, si sente solo lo stridore delle lacrime contro i vetri come la pioggia che batte e le voci, tutte le voci tranne una.

ciao umberto..


The wind has taken you
You're free finally at peace
So still you lie
Leaving your cares behind

The pain is gone
Gone with the spirits in your eyes
Now you're wandering around
Above us
Looking downward
As we cry

You've flown into the wind
Escaping all the hurt within
Took to the sky
Leaving the world behind

So young to die
How could you let it all pass you by

And to the wind go so many dreams
That you had inside
Now you're just a memory
Burning in my mind

So young to die
How could you let life pass you by
And now you'll never know I loved you
And now you'll never know I cared

I really loved you
And now you'll never know

You'll only fade
Into the wind

preghiera di rabbia

Ci sono giorni in cui una telefonata ti devasta.
Non riesci neanche a immaginare quel sorriso che si spegne, un amico che sta per andar via.
Non riesci neanche a ricordare la sua voce e ti fa rabbia.
Non riesci a dire più nulla, il silenzio cala come un sipario e sai che neppure le preghiere potranno aiutare.
Inerme. Non puoi far nulla. Il male si estende si amplia, i farmaci non fanno più nulla. Nessuno può niente.
Come ci si aggrappa alla vita in questi momenti.. quanti propositi .. quanta voglia di essere invincibili .. la voglia di stringere delle mani e vederle eterne per sempre.
Il compito ingrato di avvisare altre persone, di sentir la loro voce spezzata, di dover comunicare qualcosa che in fondo non sai.
Perché fino a ieri non lo sapevi neanche tu . perché il male è una cosa troppo intima, che si nasconde nella speranza di non suscitare pietà..e compassione. Fino a che non è necessario..per prepararsi ad accettare ..
Cum patire. È quello che ora facciamo in silenzio, a mille km di distanza..uniti da un’amarezza senza fine e da ricordi spezzati dal tempo.

Io non pensavo che bastasse un'ora
il tempo scorre in una parola
su un pentagramma vive un'emozione
la porta è chiusa senza una ragione
...colori che muoiono...
Come in un vecchio film in bianco e nero
sono fotografie, solo fotografie
sfregiate dal tempo
...colori che muoiono,
colori che esplodono.


(Timoria)..

venerdì, aprile 02, 2010

ricordi.

con lo sguardo che implode la donna ascolta vecchie canzoni...

che potere hanno alcuni suoni...
salti temporali come buchi neri. salti temporali come dolci carezze. salti temporali come spine.
oggi è uno di quei giorni in cui adoro ricordare. e commuovermi . e in quella commozione magari persino soffrire come in un momento e provare tenerezza per il mio essere di allora. che bello aver nostalgia di alcune cose... non per riaverle ma per averle vissute. per averle provate, con diverse persone, in diversi momenti, con diversi significati. la stessa dolcezza dell'amore, la stessa forza di alcune litigate, gli stessi colori di alcuni tramanti, gli stessi sorrisi di alcuni viaggi, le stesse vibrazioni di alcuni desideri.
il potere della memoria emotiva. ricolorare le tinte.
ci sono persone e gesti che proprio mi mancano.
un viaggio sola in treno, un aereo per sentir un concerto. chiacchiere seduti sul letto fino a notte fonda. viaggi con un amico. telefonate con un'amica. incontri di occhi. piccoli segreti da tenere. corse in auto ridendo con le nostre canzoni. luoghi da scoprire e desideri da condividere.
come si acuisce la solitudine crescendo.. come si acuisce la consapevolezza. e la delusiove. e anche quando stai bene, quando sei felice sei consapevole di aver spento un po' quella luce che emetteva l'energia del tutto possibile..o di aver perso il tempo che fu. ogni giorno un giorno nuovo con nuove meraviglie. ogni giorno un giorno nuovo con nuovi ricordi e istanti che non tornano.
Ci son cose che voglio riprovare a fare. e altre a cui dovrò rinunciare che non torneranno, come alcune persone, come il giorno della mia laurea.. ieri di qualche anno fa..
è venerdi santo. e come ogni anno, come sempre, non so perchè io mi sento triste. e un buco di malinconia. meravigliosa malinconia. che bello piangere per tutta la tua vita passata....

mercoledì, marzo 17, 2010

lettera al mio giudice


Un uomo , una vita, uno sfogo.
Una lunga confessione, il bisogno di dire, di urlare la propria verità. Quella vissuta nel cuore e nella mente. Quella che supera le convenzioni e i pregiudizi e la legge e la morale comune. Quella che comprende l’amore. E la morte. Nell’indefinito spazio del battito improvviso.
Una lettera come voce del bisogno, un quadro di Munch lungo una vita, tratteggiato a tinte forti delineando volti, paesaggi, spazi, interni, silenzi. Abbozzando vite, approfondendone altre.
Una vita in una lettera espressa nel bisogno violento e disperato di esser compresi… senza giudizio. Solo come uomo. Solo uomo con uomo. Uomo solo uomo.
Un romanzo in cui il climax ascendente va di pari passo all’ansia della lettura, all’autoanalisi psicologica ..
Intenso, aspro. A tratti crudo. A tratti malinconico.

il suo giudice...
... a giudicare Alavoine, oltre la corte, oltre il lettore, nonostante tutto, sarà soltanto lui... la sua testa, la sua coscienza, le sue scuse.

E nell’immancabile dramma del tradimento, Simenon non tradisce mai..

lunedì, marzo 15, 2010

inno alla serenità


È raro che si scriva quando si è sereni…
Quando la felice serenità ti invade, è come se non si avesse il tempo, né tanto meno la voglia, di rinchiudersi un po’ per scrivere . Ci si dedica ad altro, si rubano i secondi per sorridere ancora di più, si limita il tempo della propria solitudine.
Eppure non è giusto . si dovrebbe cantare la propria serenità, si dovrebbero lasciare tracce di questi passaggi di vita.. per darci un’occhiata magari più grandi e ricordare i dettagli, i sospiri che, se impressi con parole, restano più facilmente non dimenticati.
E allora scrivo queste poche righe…

Questo è un periodo felice, sereno .. è come se avessi posto finalmente dei chiari obiettivi di condivisione e le mie folli disperate lacrime siano così distanti .. è bello ritrovarsi lontani dalle crisi adolescenziali e sorridere delle banali piccole cose del quotidiano.. non voler più scappare da niente, al massimo voler cambiare piccole cose, voler costruire, voler migliorare.. Non so se arriveranno dei momenti cupi ma non mi interessa. Non ora. E del resto so che ci sarà una maturità diversa ad affrontarli. So che faremo in modo di superarli insieme… E si ora parlo al plurale… e un po’ sorrido. Io l’individualista per eccellenza, quella che metteva IO prima di NOI si trova finalmente a racchiudere un ideale di famiglia nella sua testa e a pensare a unioni piuttosto che a divisioni. È vero che ci sono dei momenti in cui si cresce e i sogni diventano altri e i progetti cambiano … e le cose assumono dei colori diversi.. ed è davvero bello così. Trovare in altri occhi la propria gioia, sentire che le soddisfazioni dell’altro son le tue, più grandi delle tue , più necessarie delle tue…

E allora.. un inno a questa serena felicità , che prego sia per sempre... un inno al sole che fuori brilla e alla luce che c’è in questi occhi anche se fuori diluvia. Un inno a marzo e a un 28 febbraio appena trascorso, sempre il nostro 28 febbraio… ancora giorni di meraviglia.. ancora e ancora e ancora….