venerdì, agosto 19, 2011
domenica, giugno 12, 2011
venerdì, giugno 10, 2011
Ci sono giorni senza tempo e c’è un tempo che non trascorre.
Ci sono dolori senza tempo e c’è un tempo che assorbe il dolore.
Ci sono segmenti di tempo che ti si ritagliano addosso, pezzi di mosaico che si affiancano e si incollano e creano un quadro immutabile ..sul tuo cuore, fino a spezzarlo. Ancora.
Ancora una volta basta un calendario. E due numeri sono la chiave di uno scrigno pronto ogni volta ad esplodere, lasciato lì sotto la sabbia di una clessidra che incessantemente termina e si rigira.
In silenzio scorrono e passano i secondi . lenti o accelerati. come il battito del cuore. Tic…… tac….. tic….. tac.
E ti ritrovi a cadere. E a ricordare. E ti ritrovi immagini che speravi di aver perso e volti che speri di non perdere mai. Ritrovi voci urla e silenzi. Squarci di silenzi. Quelli che annientano le voci sottostanti e sembrano più forti dei rumori intorno che crei per sentir la vita.
Ci sono momenti in cui niente ha senso. Niente. Perché sei ubriaco di dolore nonostante gli anni continuino a passare… incessanti.. incuranti.. inevitabili.
10 giugno 2005.
Sei anni. Sei mesi. Sei giorni. Sei minuti. Sei secondi. Sei pugnalate .
Sei. Qui. Con Me.
Ci sono dolori senza tempo e c’è un tempo che assorbe il dolore.
Ci sono segmenti di tempo che ti si ritagliano addosso, pezzi di mosaico che si affiancano e si incollano e creano un quadro immutabile ..sul tuo cuore, fino a spezzarlo. Ancora.
Ancora una volta basta un calendario. E due numeri sono la chiave di uno scrigno pronto ogni volta ad esplodere, lasciato lì sotto la sabbia di una clessidra che incessantemente termina e si rigira.
In silenzio scorrono e passano i secondi . lenti o accelerati. come il battito del cuore. Tic…… tac….. tic….. tac.
E ti ritrovi a cadere. E a ricordare. E ti ritrovi immagini che speravi di aver perso e volti che speri di non perdere mai. Ritrovi voci urla e silenzi. Squarci di silenzi. Quelli che annientano le voci sottostanti e sembrano più forti dei rumori intorno che crei per sentir la vita.
Ci sono momenti in cui niente ha senso. Niente. Perché sei ubriaco di dolore nonostante gli anni continuino a passare… incessanti.. incuranti.. inevitabili.
10 giugno 2005.
Sei anni. Sei mesi. Sei giorni. Sei minuti. Sei secondi. Sei pugnalate .
Sei. Qui. Con Me.
lunedì, aprile 18, 2011
due cuori e una capanna

Ci sono dei piccoli miracoli che a volte si avverano. Semplici momenti del quotidiano. Eppure… miracoli.
Come un affitto da pagare e mobili da spostare. Una casetta da sistemare.
Un nuovo inizio, una speranza.
Un sogno racchiuso in pochi metri quadri che fanno la felicità. Come addormentarsi e trovarti accanto a me, tra le mie braccia. Come risvegliarsi e trovarti di nuovo accanto a me, tra le mie braccia .. e sentirti ridere e illuminarmi pensando che la vita è lì.
Come svegliarsi presto per far colazione insieme e vedere l’alba da un terrazzino sul mare e vedere che la bellezza è tutta lì, racchiusa in quel piccolo spazio infinito.
..
venerdì, marzo 04, 2011
oggi. attendendo la primavera..
Oggi ho il mare dentro.
E i sorrisi nel cuore.
In questi giorni mi son nutrita di emozioni, le ho risucchiate, le ho assorbite, le ho percepite.
Le ho vissute, le ho rivissute, le ho elaborate, le ho lucidate.
Cambiamenti nella mia vita. Grandi eventi, gioie nuove.
Un terrazzino verso la cattedrale aspetta una bottiglia di champagne.
Un’amica aspetta un abbraccio.
Un’altra aspetta la serenità.
Io aspetto la primavera..
Vite che si intrecciano, sogni che si materializzano, parole dette. Ogni giorno, come sempre, nel suo naturale trascorrere è come un nuovo tragitto, come una epifania..
È bellissimo accorgersi di quanto possano essere grandi dei giorni normali.
E i sorrisi nel cuore.
In questi giorni mi son nutrita di emozioni, le ho risucchiate, le ho assorbite, le ho percepite.
Le ho vissute, le ho rivissute, le ho elaborate, le ho lucidate.
Cambiamenti nella mia vita. Grandi eventi, gioie nuove.
Un terrazzino verso la cattedrale aspetta una bottiglia di champagne.
Un’amica aspetta un abbraccio.
Un’altra aspetta la serenità.
Io aspetto la primavera..
Vite che si intrecciano, sogni che si materializzano, parole dette. Ogni giorno, come sempre, nel suo naturale trascorrere è come un nuovo tragitto, come una epifania..
È bellissimo accorgersi di quanto possano essere grandi dei giorni normali.
giovedì, marzo 03, 2011
la lettera che non scriverò mai..
Il tempo scorre e sta venendo sera
ti sto cercando con la fantasia
con una specie di felicità
sto già pensando a te.
Tra le diverse direzioni prese
verso paesi irraggiungibili
ed io nascosta tra le mie difese
sto ricordando te.
E se l'immagine è confusa
il tuo colore non sbiadisce
e sta parlandomi di te
questa giornata che finisce qui.
Domani cambiano l'arredamento
e forse cambio lentamente io
ma dentro a questo nuovo mutamento
ho già nascosto te.
Oggetti qui disordinatamente
dovrei decidermi a buttarli via
ma qualche cosa misteriosamente
mi riporta a te.
Una finestra che si chiude
ma sto guardando tra le tende
e mi sorprende la città
che ti cerca come faccio io;
e se il cervello prende il sopravvento
nasconde voci da buttare via
ma tira un vento che conosco già
mi sembra nostalgia
Il tempo scorre e sta venendo sera
ti sto cercando con la fantasia
con una specie di felicità
sto già pensando a te.
Tra le diverse direzioni prese
verso paesi irraggiungibili
ed io nascosta tra le mie difese
sto ricordando te.
E se l'immagine è confusa
il tuo colore non sbiadisce
e sta parlandomi di te
questa giornata che finisce qui.
Domani cambiano l'arredamento
e forse cambio lentamente io
ma dentro a questo nuovo mutamento
ho già nascosto te.
Oggetti qui disordinatamente
dovrei decidermi a buttarli via
ma qualche cosa misteriosamente
mi riporta a te.
Una finestra che si chiude
ma sto guardando tra le tende
e mi sorprende la città
che ti cerca come faccio io;
e se il cervello prende il sopravvento
nasconde voci da buttare via
ma tira un vento che conosco già
mi sembra nostalgia
mercoledì, febbraio 23, 2011
appunti di sera.
Hai scarabocchiato la sera con tratti di parole spuntate. Nell’aria, son rimaste sospese bozze di racconti incompiuti e l’ingarbugliata rete dei tuoi rapporti si è sbrogliata in una destabilizzazione frustrante. Non aver paura di non aver un centro . non aver paura di riordinare le cose . Henry Adams scriveva che “Il caos spesso genera la vita, laddove l'ordine spesso genera l'abitudine.“ … datti vita .. e non affannarti a inseguire una bussola.. ogni tanto il magnetismo fa impazzire i magneti.
È nella natura delle cose. Lucrezio ne sapeva più di noi .. o forse solo non abbiamo più tempo per dedicarci a sfrondare a ripulire a ritrovare l’essenza .
È nella natura umana.
..
È nella natura delle cose. Lucrezio ne sapeva più di noi .. o forse solo non abbiamo più tempo per dedicarci a sfrondare a ripulire a ritrovare l’essenza .
È nella natura umana.
..
martedì, febbraio 22, 2011
ogni tanto un pensiero..
Non mi fermo da un po’ . non ho tempo di fermarmi e pensare. E per fortuna è per me un periodo sereno e non ho malesseri da scacciare, ansie da sconfiggere, angosce da debellare.
Almeno non mie.
Forse per questo non scrivo da un po’.
E poi invece arriva il dolore degli altri a sfiorarmi, a prendermi l’anima in mano …
Offro la mia voce e il mio ascolto a chi ha bisogno di urlare, offro quel po’ che ho, quel po’ che riesco a trasmettere. Ascolto e a volte rivivo. Quando si è vissuto un’esperienza è più facile esprimere il proprio punto di vista .. eppure non si hanno soluzioni. No chiavi in mano. Nessun rimedio . vorrei aver tra le mani litri di acqua ragia per scrostare la ruggine dei cuori altrui e strappare le paure che annodano il respiro.
Ma non mi è dato questo potere .
Squilibri. Disequilibri. Bisogno di razionalizzare e non lasciarsi destabilizzare. Dovrebbero lasciarsi andare invece, e farsi prendere in pieno dalle cose . aggirare l’ostacolo può a volte render più difficile il sorpasso.
Sono qui, un altro giorno pronta ad assorbire.. succhiatemi tutte le energie se può aiutarvi ad esser e felice.
Almeno non mie.
Forse per questo non scrivo da un po’.
E poi invece arriva il dolore degli altri a sfiorarmi, a prendermi l’anima in mano …
Offro la mia voce e il mio ascolto a chi ha bisogno di urlare, offro quel po’ che ho, quel po’ che riesco a trasmettere. Ascolto e a volte rivivo. Quando si è vissuto un’esperienza è più facile esprimere il proprio punto di vista .. eppure non si hanno soluzioni. No chiavi in mano. Nessun rimedio . vorrei aver tra le mani litri di acqua ragia per scrostare la ruggine dei cuori altrui e strappare le paure che annodano il respiro.
Ma non mi è dato questo potere .
Squilibri. Disequilibri. Bisogno di razionalizzare e non lasciarsi destabilizzare. Dovrebbero lasciarsi andare invece, e farsi prendere in pieno dalle cose . aggirare l’ostacolo può a volte render più difficile il sorpasso.
Sono qui, un altro giorno pronta ad assorbire.. succhiatemi tutte le energie se può aiutarvi ad esser e felice.
mercoledì, luglio 21, 2010
ciao...
mi sento catapultata in una realtà parallela in cui tutto è ovattato e c'è vento, un vento fortissimo e non si odono altri suoni, si sente solo lo stridore delle lacrime contro i vetri come la pioggia che batte e le voci, tutte le voci tranne una.
ciao umberto..
The wind has taken you
You're free finally at peace
So still you lie
Leaving your cares behind
The pain is gone
Gone with the spirits in your eyes
Now you're wandering around
Above us
Looking downward
As we cry
You've flown into the wind
Escaping all the hurt within
Took to the sky
Leaving the world behind
So young to die
How could you let it all pass you by
And to the wind go so many dreams
That you had inside
Now you're just a memory
Burning in my mind
So young to die
How could you let life pass you by
And now you'll never know I loved you
And now you'll never know I cared
I really loved you
And now you'll never know
You'll only fade
Into the wind
ciao umberto..
The wind has taken you
You're free finally at peace
So still you lie
Leaving your cares behind
The pain is gone
Gone with the spirits in your eyes
Now you're wandering around
Above us
Looking downward
As we cry
You've flown into the wind
Escaping all the hurt within
Took to the sky
Leaving the world behind
So young to die
How could you let it all pass you by
And to the wind go so many dreams
That you had inside
Now you're just a memory
Burning in my mind
So young to die
How could you let life pass you by
And now you'll never know I loved you
And now you'll never know I cared
I really loved you
And now you'll never know
You'll only fade
Into the wind
preghiera di rabbia
Ci sono giorni in cui una telefonata ti devasta.
Non riesci neanche a immaginare quel sorriso che si spegne, un amico che sta per andar via.
Non riesci neanche a ricordare la sua voce e ti fa rabbia.
Non riesci a dire più nulla, il silenzio cala come un sipario e sai che neppure le preghiere potranno aiutare.
Inerme. Non puoi far nulla. Il male si estende si amplia, i farmaci non fanno più nulla. Nessuno può niente.
Come ci si aggrappa alla vita in questi momenti.. quanti propositi .. quanta voglia di essere invincibili .. la voglia di stringere delle mani e vederle eterne per sempre.
Il compito ingrato di avvisare altre persone, di sentir la loro voce spezzata, di dover comunicare qualcosa che in fondo non sai.
Perché fino a ieri non lo sapevi neanche tu . perché il male è una cosa troppo intima, che si nasconde nella speranza di non suscitare pietà..e compassione. Fino a che non è necessario..per prepararsi ad accettare ..
Cum patire. È quello che ora facciamo in silenzio, a mille km di distanza..uniti da un’amarezza senza fine e da ricordi spezzati dal tempo.
Io non pensavo che bastasse un'ora
il tempo scorre in una parola
su un pentagramma vive un'emozione
la porta è chiusa senza una ragione
...colori che muoiono...
Come in un vecchio film in bianco e nero
sono fotografie, solo fotografie
sfregiate dal tempo
...colori che muoiono,
colori che esplodono.
(Timoria)..
Non riesci neanche a immaginare quel sorriso che si spegne, un amico che sta per andar via.
Non riesci neanche a ricordare la sua voce e ti fa rabbia.
Non riesci a dire più nulla, il silenzio cala come un sipario e sai che neppure le preghiere potranno aiutare.
Inerme. Non puoi far nulla. Il male si estende si amplia, i farmaci non fanno più nulla. Nessuno può niente.
Come ci si aggrappa alla vita in questi momenti.. quanti propositi .. quanta voglia di essere invincibili .. la voglia di stringere delle mani e vederle eterne per sempre.
Il compito ingrato di avvisare altre persone, di sentir la loro voce spezzata, di dover comunicare qualcosa che in fondo non sai.
Perché fino a ieri non lo sapevi neanche tu . perché il male è una cosa troppo intima, che si nasconde nella speranza di non suscitare pietà..e compassione. Fino a che non è necessario..per prepararsi ad accettare ..
Cum patire. È quello che ora facciamo in silenzio, a mille km di distanza..uniti da un’amarezza senza fine e da ricordi spezzati dal tempo.
Io non pensavo che bastasse un'ora
il tempo scorre in una parola
su un pentagramma vive un'emozione
la porta è chiusa senza una ragione
...colori che muoiono...
Come in un vecchio film in bianco e nero
sono fotografie, solo fotografie
sfregiate dal tempo
...colori che muoiono,
colori che esplodono.
(Timoria)..
venerdì, aprile 02, 2010
ricordi.
con lo sguardo che implode la donna ascolta vecchie canzoni...
che potere hanno alcuni suoni...
salti temporali come buchi neri. salti temporali come dolci carezze. salti temporali come spine.
oggi è uno di quei giorni in cui adoro ricordare. e commuovermi . e in quella commozione magari persino soffrire come in un momento e provare tenerezza per il mio essere di allora. che bello aver nostalgia di alcune cose... non per riaverle ma per averle vissute. per averle provate, con diverse persone, in diversi momenti, con diversi significati. la stessa dolcezza dell'amore, la stessa forza di alcune litigate, gli stessi colori di alcuni tramanti, gli stessi sorrisi di alcuni viaggi, le stesse vibrazioni di alcuni desideri.
il potere della memoria emotiva. ricolorare le tinte.
ci sono persone e gesti che proprio mi mancano.
un viaggio sola in treno, un aereo per sentir un concerto. chiacchiere seduti sul letto fino a notte fonda. viaggi con un amico. telefonate con un'amica. incontri di occhi. piccoli segreti da tenere. corse in auto ridendo con le nostre canzoni. luoghi da scoprire e desideri da condividere.
come si acuisce la solitudine crescendo.. come si acuisce la consapevolezza. e la delusiove. e anche quando stai bene, quando sei felice sei consapevole di aver spento un po' quella luce che emetteva l'energia del tutto possibile..o di aver perso il tempo che fu. ogni giorno un giorno nuovo con nuove meraviglie. ogni giorno un giorno nuovo con nuovi ricordi e istanti che non tornano.
Ci son cose che voglio riprovare a fare. e altre a cui dovrò rinunciare che non torneranno, come alcune persone, come il giorno della mia laurea.. ieri di qualche anno fa..
è venerdi santo. e come ogni anno, come sempre, non so perchè io mi sento triste. e un buco di malinconia. meravigliosa malinconia. che bello piangere per tutta la tua vita passata....
che potere hanno alcuni suoni...
salti temporali come buchi neri. salti temporali come dolci carezze. salti temporali come spine.
oggi è uno di quei giorni in cui adoro ricordare. e commuovermi . e in quella commozione magari persino soffrire come in un momento e provare tenerezza per il mio essere di allora. che bello aver nostalgia di alcune cose... non per riaverle ma per averle vissute. per averle provate, con diverse persone, in diversi momenti, con diversi significati. la stessa dolcezza dell'amore, la stessa forza di alcune litigate, gli stessi colori di alcuni tramanti, gli stessi sorrisi di alcuni viaggi, le stesse vibrazioni di alcuni desideri.
il potere della memoria emotiva. ricolorare le tinte.
ci sono persone e gesti che proprio mi mancano.
un viaggio sola in treno, un aereo per sentir un concerto. chiacchiere seduti sul letto fino a notte fonda. viaggi con un amico. telefonate con un'amica. incontri di occhi. piccoli segreti da tenere. corse in auto ridendo con le nostre canzoni. luoghi da scoprire e desideri da condividere.
come si acuisce la solitudine crescendo.. come si acuisce la consapevolezza. e la delusiove. e anche quando stai bene, quando sei felice sei consapevole di aver spento un po' quella luce che emetteva l'energia del tutto possibile..o di aver perso il tempo che fu. ogni giorno un giorno nuovo con nuove meraviglie. ogni giorno un giorno nuovo con nuovi ricordi e istanti che non tornano.
Ci son cose che voglio riprovare a fare. e altre a cui dovrò rinunciare che non torneranno, come alcune persone, come il giorno della mia laurea.. ieri di qualche anno fa..
è venerdi santo. e come ogni anno, come sempre, non so perchè io mi sento triste. e un buco di malinconia. meravigliosa malinconia. che bello piangere per tutta la tua vita passata....
mercoledì, marzo 17, 2010
lettera al mio giudice

Un uomo , una vita, uno sfogo.
Una lunga confessione, il bisogno di dire, di urlare la propria verità. Quella vissuta nel cuore e nella mente. Quella che supera le convenzioni e i pregiudizi e la legge e la morale comune. Quella che comprende l’amore. E la morte. Nell’indefinito spazio del battito improvviso.
Una lettera come voce del bisogno, un quadro di Munch lungo una vita, tratteggiato a tinte forti delineando volti, paesaggi, spazi, interni, silenzi. Abbozzando vite, approfondendone altre.
Una vita in una lettera espressa nel bisogno violento e disperato di esser compresi… senza giudizio. Solo come uomo. Solo uomo con uomo. Uomo solo uomo.
Un romanzo in cui il climax ascendente va di pari passo all’ansia della lettura, all’autoanalisi psicologica ..
Intenso, aspro. A tratti crudo. A tratti malinconico.
il suo giudice...
... a giudicare Alavoine, oltre la corte, oltre il lettore, nonostante tutto, sarà soltanto lui... la sua testa, la sua coscienza, le sue scuse.
E nell’immancabile dramma del tradimento, Simenon non tradisce mai..
lunedì, marzo 15, 2010
inno alla serenità

È raro che si scriva quando si è sereni…
Quando la felice serenità ti invade, è come se non si avesse il tempo, né tanto meno la voglia, di rinchiudersi un po’ per scrivere . Ci si dedica ad altro, si rubano i secondi per sorridere ancora di più, si limita il tempo della propria solitudine.
Eppure non è giusto . si dovrebbe cantare la propria serenità, si dovrebbero lasciare tracce di questi passaggi di vita.. per darci un’occhiata magari più grandi e ricordare i dettagli, i sospiri che, se impressi con parole, restano più facilmente non dimenticati.
E allora scrivo queste poche righe…
Questo è un periodo felice, sereno .. è come se avessi posto finalmente dei chiari obiettivi di condivisione e le mie folli disperate lacrime siano così distanti .. è bello ritrovarsi lontani dalle crisi adolescenziali e sorridere delle banali piccole cose del quotidiano.. non voler più scappare da niente, al massimo voler cambiare piccole cose, voler costruire, voler migliorare.. Non so se arriveranno dei momenti cupi ma non mi interessa. Non ora. E del resto so che ci sarà una maturità diversa ad affrontarli. So che faremo in modo di superarli insieme… E si ora parlo al plurale… e un po’ sorrido. Io l’individualista per eccellenza, quella che metteva IO prima di NOI si trova finalmente a racchiudere un ideale di famiglia nella sua testa e a pensare a unioni piuttosto che a divisioni. È vero che ci sono dei momenti in cui si cresce e i sogni diventano altri e i progetti cambiano … e le cose assumono dei colori diversi.. ed è davvero bello così. Trovare in altri occhi la propria gioia, sentire che le soddisfazioni dell’altro son le tue, più grandi delle tue , più necessarie delle tue…
E allora.. un inno a questa serena felicità , che prego sia per sempre... un inno al sole che fuori brilla e alla luce che c’è in questi occhi anche se fuori diluvia. Un inno a marzo e a un 28 febbraio appena trascorso, sempre il nostro 28 febbraio… ancora giorni di meraviglia.. ancora e ancora e ancora….
domenica, febbraio 07, 2010
ci son dei mattini in cui..

..apri gli occhi e ti svegli.
vedi accanto il tuo uomo e comprendi il segreto del giorno.
e capisci da quel sorriso commosso che la vita è lì.
in quel secondo, proprio in quel misero secondo, quando apri gli occhi, in quell'epifania domenicale.
e i respiri cambiano, e gli incubi non hanno presa.
puoi alzarti o riaddormentarti. con la certezza che lui è lì..
..e già ti stringe le mani.
giovedì, gennaio 21, 2010
...
un pensiero a te, mio blog.
mi manchi.
mi manca il tempo da dedicarti, gli sfoghi, le riflessioni, i pensieri.
mi manca descriverti ciò che vedo e ciò che invento, ciò che sento e ciò che immagino.
riprenderò il tuo cammino lo prometto.
ci son cose che hanno bisogno di tempo.
e il tuo tempo è sempre.
f.
mi manchi.
mi manca il tempo da dedicarti, gli sfoghi, le riflessioni, i pensieri.
mi manca descriverti ciò che vedo e ciò che invento, ciò che sento e ciò che immagino.
riprenderò il tuo cammino lo prometto.
ci son cose che hanno bisogno di tempo.
e il tuo tempo è sempre.
f.
mercoledì, novembre 04, 2009
donne sull'orlo di un sabato qualunque
Ci sono mattine in cui mi sento estranea da tutto e mi guardo intorno come se fossi un occhio lontano e distante. Spesso mi trovo a sorridere di fronte alle scene della quotidianità. A dire il vero è una vita che amo guardarmi intorno furtiva e cogliere come fossi una macchina fotografica piccole scene d’autore. Il realismo. Quello vero, quello delle strade impolverate e dei treni dei pendolari…
A proposito di treni… stamattina, nel solito treno delle 8.19 che mi porta in ufficio, solitamente affollato, stando come al solito in piedi ammassata ad altri soliti pendolari già innervositi, ho assistito ad una solita normale chiacchierata tra donne che si organizzavano per andare dal parrucchiere tutte insieme:
- Allora sabato vai…
- Si si per forza .. te ne vieni?
- Ma si…Andiamo nel pomeriggio.
- No è troppo tardi lì è stracolmo e poi ho da fare troppe cose..
- Vuoi andar di mattina?
- Sarebbe meglio così poi si ha il pomeriggio libero per lo shopping..(ammiccante) vieni anche tu?
- Ma la mattina vorrei alzarmi più tardi..
- Facciamo le 14..
- Troppo tardi..c’è troppa gente, lui è fantastico.. l’ora migliore è l’una.. mentre la gente è a pranzo.. così siamo solo noi..
- Io faccio le meches
- Si così ti danno un po’ di colore..
- Tu ?
- Li stiro forse e poi la piega..
- Io la tintura ..
- Ma come ? l’hai fatta da poco! Puoi stare così..
- Ah si.. tu dici ? allora faccio solo la piega
- Infatti dai .. …… ma li fa lui?
- No ormai ci sono le ragazze
- Lui non fa più nulla
- No .. però a me li ha tagliati lui l’ultima volta ..
- Davvero ? (nel frattempo pensavo.. e manco fosse d’artagnan col fioretto..)
- Vabbè ma son bravissimi..
- e tu vuoi venire?
Attimo di panico, di ritorno alla realtà.
Si perché la domanda era rivolta a ME. Io ero la quarta del gruppo che ascoltava in silenzio, allibita e alquanto divertita, lo scambio di battute. Da premettere che cinque minuti prima parlavano di persone che taggavano e addavano su facebook, di amici di una che chiedevano l’amicizia all’altra.. e già ero in fase osservatrice dell’ “o mio dio ma gli esseri umani son fatti a stampo..” figurati post discussione estetica tricologica quanto fossi scossa.
son stata costretta a tornar immediatamente alla realtà
- si devo andare a tagliarli ma vado solo dal mio solito parrucchiere che mi vede una volta l’anno quando son costretta al taglio. Persino la tintura blu me la faccio da sola figuriamoci se metto i miei capelli in mano a un altro! è bravissimo lo so ma grazie, preferisco evitare....
…………. e poi io all’una mangio…!!!
A proposito di treni… stamattina, nel solito treno delle 8.19 che mi porta in ufficio, solitamente affollato, stando come al solito in piedi ammassata ad altri soliti pendolari già innervositi, ho assistito ad una solita normale chiacchierata tra donne che si organizzavano per andare dal parrucchiere tutte insieme:
- Allora sabato vai…
- Si si per forza .. te ne vieni?
- Ma si…Andiamo nel pomeriggio.
- No è troppo tardi lì è stracolmo e poi ho da fare troppe cose..
- Vuoi andar di mattina?
- Sarebbe meglio così poi si ha il pomeriggio libero per lo shopping..(ammiccante) vieni anche tu?
- Ma la mattina vorrei alzarmi più tardi..
- Facciamo le 14..
- Troppo tardi..c’è troppa gente, lui è fantastico.. l’ora migliore è l’una.. mentre la gente è a pranzo.. così siamo solo noi..
- Io faccio le meches
- Si così ti danno un po’ di colore..
- Tu ?
- Li stiro forse e poi la piega..
- Io la tintura ..
- Ma come ? l’hai fatta da poco! Puoi stare così..
- Ah si.. tu dici ? allora faccio solo la piega
- Infatti dai .. …… ma li fa lui?
- No ormai ci sono le ragazze
- Lui non fa più nulla
- No .. però a me li ha tagliati lui l’ultima volta ..
- Davvero ? (nel frattempo pensavo.. e manco fosse d’artagnan col fioretto..)
- Vabbè ma son bravissimi..
- e tu vuoi venire?
Attimo di panico, di ritorno alla realtà.
Si perché la domanda era rivolta a ME. Io ero la quarta del gruppo che ascoltava in silenzio, allibita e alquanto divertita, lo scambio di battute. Da premettere che cinque minuti prima parlavano di persone che taggavano e addavano su facebook, di amici di una che chiedevano l’amicizia all’altra.. e già ero in fase osservatrice dell’ “o mio dio ma gli esseri umani son fatti a stampo..” figurati post discussione estetica tricologica quanto fossi scossa.
son stata costretta a tornar immediatamente alla realtà
- si devo andare a tagliarli ma vado solo dal mio solito parrucchiere che mi vede una volta l’anno quando son costretta al taglio. Persino la tintura blu me la faccio da sola figuriamoci se metto i miei capelli in mano a un altro! è bravissimo lo so ma grazie, preferisco evitare....
…………. e poi io all’una mangio…!!!
giovedì, ottobre 15, 2009
walk like an Egyptian...
è sempre strana l'atmosfera quando rientro da un viaggio..
L'odore di casa e di nido si combina al profumo di festa e di esotico che già ci si lascia alle spalle.
Svuotare le valigie, mettere tutto a posto è un rito di iniziazione. Ricominciare con la routine, che non è poi così male. Ricominciare a desiderare le pause, gli stacchi, altri viaggi e altri bagagli. quel fremere nell'attesa, la frenesia organizzativa, il senso di libertà che giunge sempre più anelato..
Ma tornare ha la malinconica fragranza del pane appena sfornato. il naturale trascorrere dei giorni.
Poi, la sera, sul balcone davanti alla luna, tornano in mente immagini già lontane. Si ripercorrono strade, si riascoltano suoni e musiche. Si rivive l'emozione della scoperta, della novità, del desiderio appagato, della condivisione dell'altrove..
E questa volta sono i colori e i rumori d'Egitto a riempirmi gli occhi. Ancora una volta il deserto mi affascina.. quel giallo oro di sabbia sottile si trasforma man mano in roccia grigia e aggressiva.. la natura è così, come dire.. accogliente, ecco. e magica. come se vi fosse qualche incantesimo che attira gli occhi e che allo stesso tempo spaventa. è il moto ondoso delle dune, che cambiano al vento, come frivole ragazzine adultere.
E poi c'è il Nilo. Il Nilo non si può descrivere. è origine e fine. nutrimento e morte. culla e bara. è acqua e terra. Un serpente infinito che divide e unisce. collega e separa. sponde di civiltà avanzata e africa nuda.
Il Nilo incarna il suo paese: l'egitto è terra di contraddizioni, di eccessi, di fame e di cultura. terra bruciata dalla bramosia, dal "traffico", dall'imbroglio. e dall'altro lato gli occhi dei bambini nubiani, già cresciuti a 5 anni e il velo delle madri pudiche e lo sguardo accusatore di anziani tradizionalisti puntati sui costumi occidentali.
Quando un egiziano ti guarda, ti spoglia. sempre e comunque. ti denuda l'uomo eccitato, ti denuda la donna offesa, ti denuda il vecchio conservatore, ti denuda il bambino povero. Mi denuda il paese, così diverso, spogliandomi degli abiti, della mia sfrontatezza, della mia cultura, delle mie convinzioni, dei miei colori.
Mettiti il velo e china il capo. il passato è davvero troppo più grande e incomprensibile per esser guardato dritto negli occhi.
venerdì, agosto 21, 2009
ma che ti stupisci a fare?!
Mi stupisco ancora del comportamento degli esseri umani.
Mi stupisco ma in fondo non mi stupisco.
Mi stupisco piuttosto del fatto che ancora mi stupiscano le meschinità e le piccolezze della gente. Ma forse mi stupisce il fatto che le botte più grandi si ricevono dalle persone da cui mai te lo aspetteresti. Soprattutto quando si aggregano, si impecoriscono, sentono l’assoluto bisogno di condividere le brutture. Sarà una necessità di appartenenza, una specie di senso di protezione, come aggregazione politica o massoneria o mafia dei sentimenti all’incontrario. Forse si deve pagare il pizzo per avere rispetto. E così le mandrie confabulano, elaborano, tacciono, macchinano, scacciano. Credono di gestire e invece si lasciano gestire.
Parole al vento di autoesaltazione . credersi migliori degli altri . nel nome di un ideale superiore. Peccato che quell’ideale l’hanno sporcato proprio loro. Com’è facile corrompere la verità quando a delinquere son proprio i padroni. Facile professare giustizia rispetto uguaglianza e fratellanza quando si diventa Robespierre. w la ghigliottina. Il problema resta sempre lo stesso. Coerenza e dialogo . se le persone si fermassero 5 minuti di più a pensare forse alla soluzione più comoda, alle necessità degli altri e di conseguenza ai proprio errori tutto sarebbe più facile . ma le mandrie non pensano, seguono cane e bastone . e si nutrono d’erba. Finchè conviene. del resto psicologicamente aiuta svuotar la propria merda in un campo dove ce n'è già tanta, si confonde e non si può esser giudicati troppo sbagliati......
Peccato che nessuno mai si ricordi che la lana delle pecore nere è più pregiata.
Mi stupisco ma in fondo non mi stupisco.
Mi stupisco piuttosto del fatto che ancora mi stupiscano le meschinità e le piccolezze della gente. Ma forse mi stupisce il fatto che le botte più grandi si ricevono dalle persone da cui mai te lo aspetteresti. Soprattutto quando si aggregano, si impecoriscono, sentono l’assoluto bisogno di condividere le brutture. Sarà una necessità di appartenenza, una specie di senso di protezione, come aggregazione politica o massoneria o mafia dei sentimenti all’incontrario. Forse si deve pagare il pizzo per avere rispetto. E così le mandrie confabulano, elaborano, tacciono, macchinano, scacciano. Credono di gestire e invece si lasciano gestire.
Parole al vento di autoesaltazione . credersi migliori degli altri . nel nome di un ideale superiore. Peccato che quell’ideale l’hanno sporcato proprio loro. Com’è facile corrompere la verità quando a delinquere son proprio i padroni. Facile professare giustizia rispetto uguaglianza e fratellanza quando si diventa Robespierre. w la ghigliottina. Il problema resta sempre lo stesso. Coerenza e dialogo . se le persone si fermassero 5 minuti di più a pensare forse alla soluzione più comoda, alle necessità degli altri e di conseguenza ai proprio errori tutto sarebbe più facile . ma le mandrie non pensano, seguono cane e bastone . e si nutrono d’erba. Finchè conviene. del resto psicologicamente aiuta svuotar la propria merda in un campo dove ce n'è già tanta, si confonde e non si può esser giudicati troppo sbagliati......
Peccato che nessuno mai si ricordi che la lana delle pecore nere è più pregiata.
lunedì, luglio 20, 2009
quando mi emozioni
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.
In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l’Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore”.
(Nazim Hikmet, Parigi, 1958)
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.
In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l’Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.
Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore”.
(Nazim Hikmet, Parigi, 1958)
mercoledì, luglio 08, 2009
dedicata in un giorno di nervi
Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.
(Machado)
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.
(Machado)
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