domenica, gennaio 27, 2008

pensiero del giorno

Oggi sono nervosa, incazzata, infastidita, arrabbiata, delusa, amareggiata, distante, abbandonata, disillusa, consapevole, ansiosa, irritabile, isterica, triste, rassegnata, cosciente, agitata, elettrica, tachicardica, avvelenata..e mille altri aggettivi che non conosco. ma di quelli che ti portano a stare buona buona in camera tua per non pensare e chiuderti nel lavoro.
le cose sono tanto cambiate. e solitamente cambiano in peggio. forse è il momento di averne davvero coscienza.
Vaffanculo a quello che sento oggi.

mercoledì, gennaio 23, 2008

nessuno può realmente capire..

È come un sentire leggero. Una silenziosa certezza che alberga dentro. Una cosa che mi fa sorridere, con una dolcezza commossa. Di quelle che ti tolgono l’aria e ti fanno pensare “sarà così”.. Di quelle consapevolezze silenti che ti fanno vedere il futuro. Come un’epifania. Come un sogno che si realizza. All’interno di una lacrima che cade pesante perché ha dentro il peso di tutte le parole non dette, di tutte le paure nascoste, di tutte le gioie non vissute, di tutte le emozioni condivise nella distanza, di tutta questa consapevolezza inspiegabile. All’interno di un respiro profondo, perché inspira tutti i fiati mozzati, gli affanni irregolari, i sospiri taciuti. Mi fanno ridere le discussioni ancora e sempre aperte, mi fanno ridere anche tutte le pretese, tutte le differenze di opinioni.. Mi fa sorridere che si pensi che la vita vissuta di ciascuno sia vita che separa. Per me è vita che unisce. Perché ha già unito. L’individualità e la libertà sono il modo per preservare il sé dall’annullamento. È come se sapessi che da un momento in poi, quando sarà il momento, quello giusto, magari lontano non importa più, come fosse l’ultimo, quando si sarà liberi...lo si saprà, e sarà tutto così spontaneamente vita divisa.

Qualcuno una volta mi diceva “io già lo sapevo..”
f.

lunedì, gennaio 14, 2008

non toccatemi le ali...



Non toccatemi le ali.
Non tarpatele, vi prego.
Non strappate via le piume
Non annebbiatele di catrame.
Non toccatemi le ali,
Non strappatele, vi prego.
Non sfilacciate i tendini
Non recideteli a morsi.
Non toccate queste ali,
che già a fatica spingono l’aria
e mi tengono a galla
in un cielo cupo e vigliacco
in un aere di sopravvivenza.
Lasciatemi le ali,
per chiudere gli occhi e toccare l’inferno
e risalire verso nuovi arcobaleni.
Lasciatemi queste mie ali,
stanche, ruvide, affaticate.
Lasciatemele intatte
perché sono io, e senza ali
non v'è respiro, non v'è suono..
Sono un mondo senza musica.

venerdì, gennaio 11, 2008


Mi stupisco ogni volta che penso a come mio cuore vivi la tua realtà. Mi stupisco ogni volta che mi ritrovo a giocare a guardia e ladri dentro di me e pulsa batte corre si ferma. Ricorda e annienta. Annienta ricorda nonostante tutto nonostante il tempo. Ci sono persone che albergano dentro di me come un condominio e litigano. E urlano straziano sorridono. emozioni che vaneggiano. Parole che riecheggiano. Timori che riemergono. I miei i tuoi i suoi. Situazioni che si ripetono. Situazioni che si ribaltano. Alle volte ho la consapevolezza che non ci sarà mai una tregua. Alle volte vorrei che tutto fosse semplice. Ma sono certa che nulla di quello che mi riguarda è semplice. C'era un'anima che speravo fosse intatta. Nonostante tutto. Ma poi si scontra con la mia, ed intatto non resta nulla. Poche parole che lanciano coltelli poche parole che disilludono quella flebile forza che cercava di sperare che tra dieci anni ce l'avrei fatta. Tra gli scherzi e le risate l'amara realtà è un'altra. Fa paura mettersi davvero in gioco. Fa paura fare anche le cose semplici. E non è mio questa volta il coraggio non è solo mio. Io non sopporto l'ansia che sale io non sopporto gli scontri e io non sopporto le lacrime soprattutto queste lacrime ogni volta spontanee troppo spontanee per far finta che non esistano. lacrime di emozione lacrime di dolore . Ma camminare sui vetri rotti è difficile e fa male quando si è troppo stanchi. Noi siamo stanchi. E vedere che non sono io che vacillo è come trovarsi di fronte un dirupo. Io lo so che in fondo non è cambiato niente ma so che quando si dice sono diverso è un'altra barriera posta all'emozione. Io lo so che domani non sarà così e che dopo domani sarà ancora diverso. ma dentro è tutto così uguale. Si è solo incapaci di capirlo davvero. Credevo che qualcuno avesse mantenuto la promessa, qualcuno più forte di me .. Ma non l’ha mantenuta.. Questo ci rende uguali. Ma questa è un'arma a doppio taglio perché potremmo impugnarla dal lato sbagliato. Attendere è ciò che in fondo facciamo da secoli. Ed in questa attesa passerà altro tempo, passeranno altre mani, altri timori e forse ci si perderà o forse no chi può dirlo. Ma non voglio più l'ansia che sale né versare lacrime senza motivo apparente che mi fanno solo salire la rabbia. quando leggo qualcosa, quando ascolto qualcosa. Che ne sai tu di quello che io ho dentro. Che ne sai del posto che occupi. Che ne sai delle cose non dette. Che ne sai del balconcino fiorito. E io che ne so di come mi sveglierò domani. E di quanto ti odierò e di quanto ti amerò e di quanto ti caccerò e di quanto di cercherò. Se ci saremo ancora. Di nuovo o mai più. "è già tardi e fuori è buio". Devo solo accettare l'idea che nonostante il tempo e lo spazio e la testa e la mente e i suoi giochi perversi tu sei e sarai ancora qui, a modo tuo, a modo mio, finché non smetteremo la rea danza del cercarsi e finché non accetteremo davvero il fatto che o il filo si spezza o si riannoda la matassa.

giovedì, gennaio 10, 2008

Hamlet Act3, Scene1 Soliloquy

To be, or not to be: that is the question:
Whether 'tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing end them? To die: to sleep;
No more; and by a sleep to say we end
The heart-ache and the thousand natural shocks
That flesh is heir to, 'tis a consummation
Devoutly to be wish'd. To die, to sleep;
To sleep: perchance to dream: ay, there's the rub;
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil,
Must give us pause: there's the respect
That makes calamity of so long life;
For who would bear the whips and scorns of time,
The oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of despised love, the law's delay,
The insolence of office and the spurns
That patient merit of the unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin? who would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscover'd country from whose bourn
No traveller returns, puzzles the will
And makes us rather bear those ills we have
Than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make cowards of us all;
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o'er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pith and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action. - Soft you now!
The fair Ophelia! Nymph, in thy orisons
Be all my sins remember'd.

domenica, dicembre 16, 2007

Le date come tatuaggi


Lo spettacolo di neve è diventato un grosso limite oggi. è il suo gelo che mi paralizza il cuore e non mi riscalda. è il suo gelo che riassume e concentra la rabbia. l'immobilità. l'impotenza.

Oggi avrei voluto la strada libera, senza ghiaccio, senza neve, senza ostacoli per prender l'auto e correre. Solo per darti un abbraccio. Che significa tutto quello che già tu sai. Solo per proteggerti con lo sguardo, per mantenerti il cuore, che da troppo resiste e si difende. Solo per una carezza, che asciughi tutte le lacrime trattenute.

Oggi questo giorno è per te. nella distanza.

ci sono date che non potremo mai dimenticare. mai cancellare. come scadenze saranno per un rinnovato dolore, ogni anno. ci sono date che ci segnano la vita per sempre. avrei voluto che per te questa data non arrivasse mai. Ma la vita è anche questo. E ne siam consapevoli dalla nascita.

amico mio, spero di riuscire a venir presto per quell'abbraccio.

...e spero di riveder presto questo tuo sorriso..
oggi ogni musica tace. tranne quelle maledette campane...

sabato, dicembre 15, 2007




Mi sono alzata presto.. i miei alunni avevano gli esami.. ho aperto le tende e..


ora .. per chi è nato in trentino o in abbruzzo una visione del genere è solita, convenzionale, banale e persino noiosa.. ma per me che abito a 100 metri dal mare è stato uno spettacolo inconsueto, fiabesco, a dir poco incredibile. in trent'anni non ha mai nevicato così qui...


impossibile prendere la macchina dal garage... impossibile raggiungere la scuola fuori paese.. a meno che non monti le catene o prenda la mia tavola da snow..

cerco di capire se smetterà.. ma ...



le strade sono piene.. il cielo non accenna a cambiare.. questo sabato si prevede una clausura in casa con fuori un mondo innevato.


chissà come faranno i miei alunni..

chissà come si attrezzeranno le persone che non hanno mai visto tanta neve..


chissà dove si è riparato il gatto che ogni mattina sale a rubare del latte dal nostro balcone...

venerdì, dicembre 14, 2007

è tempo di ascoltare davvero.



Settembre
Migrazioni
I duellanti
L'ultima giornata di sole
Stelle buone
The Truman show
Dove sei tu
Non sempre rispondo
Universo
Nido
L'eclisse
Niente di particolare
Ogni sera
Triathlon
Nel mio giardino
Raso e chiome bionde
Goccia
Invisibile
Ho sempre me




Indescrivibile.

sei strumentisti. bellissimi arrangiamenti. lei sempre più viva sul palco, sempre più divertente, buffa e appassionata. Gran concerto, anche se iniziato tardi.. vecchi amici presenti, come anni fa, in un tacito assenso (dome, salva, clà, dani..) , nuovi amici assenti, purtroppo, quando sarebbe stato un bel momento da condividere (sosò, simo).

Canzoni nuove e canzoni già entrate nell'anima. di quelle che appena le senti ti lasciano un solco..di quelle che ti riportano indietro, che ti fanno pensare, che ti fanno sorridere..

Due ore intense. Rock, chitarre, voci. Dolcezza e forza. Col sorriso e la meraviglia negli occhi.

E come tradizione, in prima fila.


godetevi lo spettacolo se potete.
"Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore.Basta solo farlo guarire, basta solo lasciarlo entrare."

domenica, dicembre 02, 2007

non so odiare ma alle volte

Come le lacrime
precipito in un angolo,
raccolgo l'ultima carezza che mi fa sentire viva.
Sopra le foglie verdi e sotto i piedi fragili,
un canto per la tua partenza ed un saluto dalla riva.

Oggi rinasce una parte di te,
quella più vera,
libera di andare dove non c'è più paura.
Oggi rinasce una parte di me
che non conosceva
il buio stretto intorno al cuore,
buio che non vuol sbiadire.

Ma il cuore lo sa dove può cercarti,
Il cuore lo sa dove può cercarti.

Come le navi che sfidano le rapide
lascerai ogni certezza per sentirti ancora vivo.
Oggi rinasce una parte di te
quella più vera
libera di andare dove non c'è più paura

Il cuore lo sa dove può cercarti
(C.Donà)


Odio chi non reagisce.
Odio chi lascia che le cose gli sfuggano come fossero olio nell’acqua
Odio chi resta inerme a guardare
Odio chi non sente il peso del tempo
Odio chi attende che gli altri cambino le cose
Odio chi non dà un valore alle cose.
Odio chi non ha entusiasmo.
Odio chi non ci prova.
Odio chi non parla, chi non condivide.

Odio perché mi suscita rabbia. Odio perché è così incomprensibile per me. Odio perché viene dalle persone che amo. Odio perché di fronte a questo, dopo mille tentativi, non c’è niente da fare.. e resto inerme io a mia volta, alzo le mani, scusate mi arrendo. Combattere coi muri è come una partita a squash da soli .. la palla rimbalza. E torna indietro. E a volte non riesci più ad afferrarla. Puoi impazzire con lunghi monologhi, o partite contro la volontà di vincere. Disillusioni. E mi viene il mal di stomaco. E piove sul viso.
Odio tutto ciò perché mi suscita rabbia.

E io odio la rabbia.





2 dicembre


Buon compleanno papà.


sai, anche quest'anno, a Berlino, andrea ha avuto la sua rosa...

lunedì, novembre 26, 2007

il vuoto



Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".
E il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.
Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.
E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.
Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.
(Neruda)
Mancano gli occhi limpidi, i sorrisi imbarazzati. Mi mancano le mani sottili e delicate, i jeans larghi che tanto odiavo. Le smorfie e le carezze. La sincerità e la purezza. La semplicità e la serenità. La y10 appiccicosa, e i film. Mi manca metter la macchina in garage e farti mangiare i peperoni. Mi mancano le telefonate del mattino e gli squilli la notte. Mi manca il calore e il silenzio. Gli abbracci e la tua fronte, occhi negli occhi. La birra e le partite a poker. Le mani strette ..Mi mancano mille cose.. quando la frenesia del giorno finisce e i miei diecimila impegni smettono di ingannarmi e di intrappolarmi il cervello.. e mi rendo conto che non siamo più vicini.. E il cuscino è una pistola con silenziatore per il dolore..
Ogni cosa che finisce fa male. Ma qualcuna fa più male.
E la tua assenza è come un chiodo nel petto. Necessario ma tetanico.
Meno male che domani parto per qualche giorno.. altra illusione, altro posticcio..
Voglio che tu sia felice.
Ci sono anime così belle che si impadroniscono di un pezzo del tuo cuore. E resteranno inviolate e intoccabili. nulla potrà mai cancellarle.
Oggi è un'altra giornata triste.. il tempo a volte aiuta, a volte devasta.

mercoledì, novembre 21, 2007

.. e allora ha un senso anche Milano..

Milano mi affascina. Milano è una signora un po' austera e un po' popolare. attrazione e distanza.Milano è come un gatto che ti fa le fusa e poi ti graffia, come una sconosciuta che ti sorride per strada e un nemico dietro la schiena. Al mattino milano ha un sole pallido e timido.. così discreto da temere di accarezzarti.. in una settimana a Milano c'è sempre stato questo sole e i palazzi brillavano nel freddo come rugiada della prima alba. Milano ti sfianca, ti sfibra, ti svuota e ti riempie. Milano ha gli occhi assenti della gente, le mani gelide e i pensieri distanti.. Milano perde umanità per le strade e la riacquista nel caldo di un ascensore, si affolla di idee silenti nel vagone di una metro e si esprime nei teatri.. Milano ti spersonalizza e ti restituisce tutto nell'intimità domestica. Milano ti ruba il tempo e un po' di soldi.. è un'attrice avara ed egoista. e un po' vanesia. Ma quanto ti regala se la sai corteggiare, ammirare, maneggiare.. Milano poi sa farti piccoli doni insperati..incontri..e con un sorriso sul volto, camminando nella magica metropoli, da essere un nulla puoi sentirti fulcro... e ridi ridi da sola perchè nessuno intorno può capire ..


Questa Milano non lo so
è vero strana ti dirò
è immagine
Sono straniero e ancor di più
se proprio a dirmelo sei tu
mi sento fragile
c'è un movimento che non ha più così tanto senso
Ma son strano io
sono strano io
sono strano io
Questa piazza così piena mi lascia un vuoto che fa pena
inno alla pubblicità
stuprare il cuore alle città
renderle solo vanità
mi fa confondere
ma per fortuna ci sei tu
ed è per questo che son qui
e allora ha un senso anche Milano.....

(lacrus)

mercoledì, novembre 07, 2007

La terza verità



Vi invito ad ascoltare tutti i telegiornali di oggi. Vi invito a leggere con attenzione cosa scrivono le “grandi” testate giornalistiche.
Sono schifata.
Hanno ucciso una ragazza inglese a Perugia. Bastardi. Hanno arrestato tre ragazzi. È il lavoro delle forze dell’ordine. Uno dei fermati è del mio paese. Mai visto, mai conosciuto. Un ragazzo di 24 con un blog, come miliardi di ragazzi come noi.
Ora.. io non entro nel merito dell’omicidio ovviamente.. non si sa cosa sia successo, né come, né perché. Né trancio giudizi così, “a sensazione”. Ci sono polizia e giudici per questo.
Eppure i giornalisti hanno come sempre già presentato la loro condanna. E la gente ci ha messo del suo. L’opinione pubblica ha già bollato. Giovani compresi. Per il gusto di puntare il dito, o per un reale sdegno...
Ma se fossero innocenti? O meglio.. se il loro coinvolgimento fosse solo marginale, come quello di ragazzi per errore trovatisi in una situazione terribile? Avrebbero la vita già distrutta. Già segnata. La cosa più orribile di questo delitto non è solo il delitto, quanto il fango che sputano sulle persone indagate (come fecero per il padre di Tommy, o per Youssef Marzouk prima di scoprire che non erano stati loro)… Ho sentito cosa hanno detto di questi tre fermati. Ho sentito come hanno delineato le loro figure. Come si sono attaccati a frasi scritte o foto buffe per farne uscire un’immagine obliqua, incrinata, sporca. Insinuare odio. Ho spulciato quel blog.. non mi è sembrato così da “pazzo” come hanno voluto far credere.. ma pensieri di un ragazzo dei nostri giorni, con i suoi momenti. Se invece in tv al posto di dire che il suo blog è pieno di commenti di gente che lo chiama assassino o di frasi da matto, leggessero anche i commenti belli degli amici che lo conoscevano, e le parole di chi ha spiegato perchè esiste una foto in cui ha la mannaia in mano… se dessero una versione più distaccata dei fatti, se evitassero di fare i razzisti anche nei confronti di uno che è italiano già da dieci anni e ha solo un colore della pelle diverso, se evitassero di parlare di violenza sessuale quando non si è ancora saputo niente di quella sera, ..se pensassero prima.. forse si eviterebbe di straziare sempre l’anima di tutti.
Colpevoli o innocenti.
Chi non è qualche volta un po’ pazzo ? Ha detto pazzo, no assassino.
Chi non si diverte a scrivere sul proprio blog a volte con frasi ad effetto? Era il suo spazio, lo facciamo tutti.
Quando la smetteranno di infiorettare tutto? …..
Sdegno.
Impotenza.
Che sia colpevole o innocente non cambia la mia vita ma spero che Raffaele Sollecito sia innocente, e non solo perché è un giovane studente del mio paese, ma perché vorrei proprio vedere i tentativi di scuse della stampa, i dietrofront… ma temo che finirebbe tutto in silenzi di vergogna che non appagano..

venerdì, novembre 02, 2007

e-incontri


un'immagine, un viso e due occhi sconosciuti. commuoversi di fronte a una bellezza. sentire un tuffo allo stomaco, quel famoso nodo che ti toglie l'aria, il respiro. quasi tremare, di fronte a qualcosa che non ci appartiene, a cui non apparteniamo. sentirci distanti e sentir attrazione insensata, come ad essere vicini. vicini a chi poi.. a cosa.. a un'immagine su un monitor. a un'anima che non conosci, a due occhi che ti entrano e ti scavano. un volto mai incontrato. è come quando per la strada incontri una persona sconosciuta e vi fissate negli occhi.. e poi svanisce.. e sai che ti ha comunicato qualcosa. ti ha lasciato qualcosa. messaggi da decifrare. a volte belli, a volte chiari, a volte confusi, altre volte terribili. ti chiedi della sua vita. ti chiedi se mai ne saprai di più. ma per strada uno lo puoi sempre rincontrare e cogliere altre sfumature.. un viso su uno schermo no.. ti fissa e quell'immagine è immobile, sempre la stessa. e quegli occhi sai che non sono per te eppure.. come una monnalisa ti seguono e un po' ti perforano. cosa vogliono dirmi? cosa vorrei che mi dicessero? . ci sono immagini che percepiamo in base al nostro modo di essere precisamente in quell'attimo. e poi svaniscono. Ci sono immagini che percepiamo in base al nostro modo di essere precisamente in quell'attimo. e restano. per sempre. o fintanto che non siamo pronti a sostituirle.
abbiamo sempre bisogno di una magia segreta.
adoro le coincidenze.

domenica, ottobre 28, 2007

frasi d'autore

"Per mantenere intatta un'amicizia siamo disposti a fare di tutto. Sorprendiamo l'amico nell'atto più sconveniente, ma il nostro giudizio si appanna, la nostra indulgenza ci benda gli occhi, e l'amicizia ne esce intatta, e anzi si accresce, come se ad alimentarla valessero, dell'amico, più i difetti che i pregi. Che cos'è l'amicizia, in fondo, se non una vicendevole, tacita assoluzione protratta nel tempo?"


"è da sciocchi parlare delle possibilità mancate, quando si sa che la vita ha una sola strada: quella che abbiamo scelto."


da Canone inverso. Maurensig. Un libro bellissimo letto tanti anni fa in ritorno da un viaggio...

giovedì, ottobre 25, 2007

negli occhi

Incontentabile insoddisfazione negli occhi di chi ha studiato e capito che non basta imparare per diventare o soltanto essere qualcuno.

lunedì, ottobre 22, 2007

nell'aria..

l'odore della pizza e dello strudel nel forno mi risvegliano dal torpore del mal di testa. La pigrizia si scuote e il mio corpo emerge dai due maglioni e dalla coperta di cui è rivestito e si dirige verso il tavolo. Stasera non vado in palestra. chi me lo fa fare. divano, coperta e distretto di polizia. non è neanche finito ottobre e qua è già inverno pieno.

martedì, ottobre 16, 2007

Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano.

Estragone in Aspettando Godot

mercoledì, ottobre 10, 2007

i sogni a volte si realizzano




Che valore ha il tempo?
Solo poco più di un anno fa..il 22 settembre 2006 avevo scritto qui un post per te, presa ancora dal dolore della tua assenza, dalla speranza di un tuo ritorno.

Basta un’ora di telefonata per ritrovarti?
Forse mi bastavano anche le prime due righe di quella email..
O forse mi è bastato sentire che ridevi ancora allo stesso modo..
Strano quasi non riconoscere la tua voce e poi pian piano cominciare a distinguere i suoni. E associarli a delle espressioni del viso, al movimento degli occhi, alle smorfie con le labbra. E accorgermi che stavamo parlando di cosa hai fatto oggi e come va il lavoro.. come se non ci sentissimo da ieri.. e poi “sei felice?”
Sei una preghiera che si realizza, un sogno che si avvera, una fatalità del caso? Non lo so non mi importa.. io sto ancora cercando di credere che sia tutto vero..

Nessuno riesce a capire. Nessuno forse può capire.
È così difficile solo condividere in silenzio il fatto che io oggi sia così felice al punto di piangere?

Non trovo ancora le parole per raccontare. È tutto chiuso dentro di me.
Non trovo il modo di ritornare da questo stato di stupore e assenza . da questo volo nel tempo, nello spazio e nel ricordo. Non trovo la via per spiegare.. tanto.. nessuno capirebbe realmente.
Ma io oggi sono felice anche se ho il trucco che si scioglie lungo le guance.

Questa era una delle nostre canzoni:
http://www.youtube.com/watch?v=PVXEPecVke0&mode=related&search=

Bentornato amico mio. Anche solo per oggi. ma almeno ti ho potuto vivere ancora..

I sogni a volte si realizzano.




giovedì, ottobre 04, 2007

cercasi antitarme 2

... mi ero dimenticata di averti lasciato il pass tanti anni fa.. credevo l'avessi buttato.. avevo sperato di dimenticare e invece.. back in a few lines.. hai superato i miei controlli.
colpita e affondata.
cosa succederà?