martedì, marzo 06, 2007

in scena..

Bene.. questo mese estenuante sta per finire.. forse dalla prox settimana riuscirò ad organizzar le mie giornate in modo più sereno .. le prove son quasi giunte al termine, così come i miei lunghi pomeriggi persi ad attendere il mio turno tra una battuta e l'altra, un caffè e una grappa, una rottura di scatole e una risata.. ora siamo in cartellone.. e speriamo vada tutto bene.. :D tanto stavolta sono pochissimo in scena quindi no problem almeno per me! i costumi sono fantastici...sarà quella l'emozione!
questo il primo degli eventi...

http://www.molanet.it/index.php?option=com_eventlist&Itemid=42&func=details&did=3

"Ma poi che pretendi? Che uno si leghi alla prima che l’innamora e, facendo per lei rinuncia al mondo, non abbia occhi per nessun’altra? No, mio caro, tutte le belle donne hanno il diritto di farci innamorare, e il privilegio di esser state incontrare prima non deve togliere alle altre le giuste pretese al nostro amore. E’ un diritto di tutte. Ma quelle signore...Voglio tentare la mia sorte!"

have a good day..
f.

sabato, marzo 03, 2007

oggi 3 marzo 2007 ore 23.36 ..a casa..




notte di eclissi di luna.
è la mia notte.
la notte di buio e desideri. notte di tristezze. notte di nodi in gola e stracci arrotolati al petto. notte di emblemi dispersi nel mare. notte di icone senza cornice. notte di note sanremesi e messaggi non giunti. notte di vecchie instabilità tremanti. notte di luna piena e agitazioni allo stomaco. notte di sudori freddi e di silenzi. notte tra le mie lenzuola fredde da sola. notte senza sonno, un'altra notte senza sonno. notte rossa di sangue nel cielo. notte nera di mascara sciolto. notte di tremori senza terremoto. notte di insicurezze e fortezze che crollano. notte di vaniglia sulla schiena e notte di perle d'acqua. è la mia notte. che non ha nome, che non ha volto, che non ha giorno. è la mia eclissi rossa di lunablu che riaccende il suo lato nascosto. è la mia notte delle solitudini, la mia notte delle assenze, la mia notte delle presenze. notte di consapevolezze inacettabili. notte di crisi da licantropo.

notte di me.

una notte le cui stelle son solo questi occhi che brillano e si chiedono ancora e sempre perché.

venerdì, marzo 02, 2007

zia fatina official

È nata Nicole. Ed è bellissima. Ha gli occhi da cinesina come la mamma ed è lunga come il papà. Ha un viso dolce e simpatico. Un piccolo miracolo fragile come vetro, delicato come un lenzuolo di seta.. Stanotte faccio il turno in ospedale al suo fianco..
Una mia amica sul letto di ospedale ammira sua figlia con occhi dell’amore. E freno a stento le lacrime.

Zio Gigi, ti prometto che le darò tutto il calore del mondo. Tuo fratello ieri ti avrebbe voluto ancora qui tra noi ad abbracciar il suo cucciolo..Manchi a tutti da morire..

sabato, febbraio 24, 2007

senza toccarsi.

Come scavare a mani nude nella terra Per sentire il sangue mescolarsi con la pioggia
Cauterizzare le ferite vivere per il solo senso che ha
Come nuotare in un oceano congelato Per sentire il cuore che ti esplode dentro ilpetto
Vivere per immaginare per percepire il solo senso che ha
Ma io lascio che le cose passino e mi sfiorino Perché non sono in grado di comprenderle
Essere deboli in un mare verticale Sentire quanto i rischi possano aumentare
E odiare per sentirsi vivi Per percepire il solo senso che ha
E improvvisamente ritornare primitivi Essere comici e tornare primitivi
E bere il sangue del nemico solo per gustarne la diversità
Ma io lascio chele cose passino e mi sfiorino Perché non sono in grado di comprenderle ...

Io lascio che le cose passino e si sfiorino senza toccarsi...

http://www.youtube.com/watch?v=ny4CA4DUlQU

si come sempre non comprendere. o comprendere e non accettare le diversità abissali. Lasciarsi sfiorare dalle cose ma restarne comunque segnati. Passare avanti come ad un semaforo saltando l'incrocio .. il bivio. Percepire e accanirsi. dire e non dire, chiarire cose che non posson esser chiarite. il silenzio resta ma non serve a niente. Perchè il limite della comunicazione sta proprio nella parola, fautrice di incomprensioni e mancate chiarezze. Perchè la percezione ha porte così diverse e lontane? perchè la diversità oggi mi sembra un limite invalicabile? Non sopporto più tutta questa Babele di immagini e pensieri.. non voglio lasciarti passare e sfiorarmi.. perchè non sono in grado di comprenderti!! ma le cose continuano a sfiorarsi senza toccarsi..
Oggi non mi sopporto.

lunedì, febbraio 19, 2007

...


ogni cosa e il suo contrario. sentirsi e non udirsi. parlare e pensare altro. ogni cosa al suo rovescio come le monete più preziose. spina che mi punge e mi fa ingoiare il sangue. l'incubo del mattino di fronte alla realtà. immaginare il contrario e saperlo impossibile. voler esser in un modo ma non riuscirsi davvero. capire di aver delle predisposizioni e non poterne parlare. piacere. attendere con le finestre chiuse che il vento passi. vedere la pioggia sui vetri battere come viandanti ad un portone. strappare sottobicchieri per calmare l'ansia. grida un tavolo da biliardo il mancato gesto. palle rotolano senza un senso. come sui piani inclinati e un po' contorti. le foglie si piegano sotto il peso delle gocce. come la coscienza infangata da scene di ordinaria follia.


giovedì, febbraio 15, 2007

processo a me stessa.

''Spuntava la primizia dei tuoi seni
come in mare due punte di scoglio
li hai messi nelle mani di chi afferra
concessi come l'uva nella bocca.
Tu sei il limite di chi cerca la terra
tu sei il limite di chi ti tocca
tu sei l'antipatica e la bella
sei quasi nuda ossia vestita quasi
ma spogliata diventi un quesito
per chi ti abbraccia come un suo vestito
e 'non ho niente' dici 'non ho niente'
tutti pensano che non hai niente addosso
dici 'vero ma quel che posso
il mio sentimento niente addosso'
Tu sei il tuo processo ad ogni passo
ad ogni passo come se ballassi.Tu sei la confessione ad ogni canto
e geme il godimento e gode il pianto.
Crediamo di creare i sentimenti
li leghiamo ai piaceri e ai tormenti
li diciamo coi sospiri e coi lamenti
li giuriamo come se non fosse vero
che noi proviamo quello che proviamo.
Li vogliamo assurdi come fantasie
li vogliamo credibili ma li diciamo
con parole incredibili e gli diamo una ragione col cuore in mano
li vogliamo capire e non li capiamo e cosi' li soffochiamo con quelli che noi crediamo sentimenti.

Spuntava la primizia dei miei seni
come in mare due punte di scoglio
li ho messi nelle mani di chi afferra, concessi come l'uva nella bocca.

Io sono il limite di chi cerca la terra
io sono il limite di chi mi tocca
io sono l'antipatica e la bella
io sono il mio processo ad ogni passo
la confessione di un mio gesto e' un ballo
io sono il mio processo ad alta voce
e, se confesso che respiro, io canto
facciamo un gioco bello come il mare
sono io mi faccio attraversare.
Il corpo nudo un limite del mondo si muove come l'acqua con i fianchi si muove da vicino all'infinito
il tempo come leggere la sabbia
e noi pensiamo ai passi che lasciamo ma l'orma dell'amore la ignoriamo
ci solleviamo, andiamo via di la' lasciando un vuoto di felicita'''

http://www.youtube.com/watch?v=2C2eRMTphko

martedì, febbraio 13, 2007

...

L’amore letterario brucia i sensi. Come alone sul vetro. Un attimo e poi pian piano svanisce, lasciando la traccia .. Invisibile ad occhi nudo. L’amore letterario è passione inespressa, è un calore che si sprigiona dal corpo e non ha voce perché non può parlare. Come vento del Sahara si muove dentro e crea vortici e fughe concentriche di umori e odori. È un vizio da divano a occhi chiusi. È un sudore che ti imperla le mani. È un altro modo di essere me. È un te che non deve esistere. Più. Ma esiste.. e pulsa…
...

sabato, febbraio 10, 2007

lacera il ventre

Prendo la strada con i suoi confini vedo i confini di questa corsa e poco m'importa
e poco m'importa se tu ci sei
chiedimi, chiedimi, chiedimi cosa ne penso
ti lascerò scavare.. lacera il ventre il tuo vento e poi..
da questa voragine ti lascerò passare...
...metti il tuo sguardo ghiacciato sul detonatore,
dai riduci in polvere tutto così potrò ricominciare.
.......
Ricominciare come araba fenice ogni volta. sorgere dalle proprie ceneri del fuoco e del nulla. ardere come fiamma senza ossigeno e poi respirare nel buio al silenzio lontana da tutto ciò che sembra solito e reale. come cullarsi in una danza sufi dall'ipnosi del cerchio, così è questo vivere precario in cui mi chiedo se i pensieri siano il tangibile o l'irreale. cosa concedere ai miei sogni stanchi ? le membra doloranti e percosse, gli sguardi lussuriosi ma spenti, in alternante passaggio da un'immagine all'altra come sovrapposizioni di scene di morte e vita. crear universi paralleli è ciò che faccio da sempre. quei mondi inesplorati dove i satelliti non arrivano a spiare ciò che partorisco. il ventre compiaciuto e assetato brama carezze e ricaccia l'insulto ma il disordine qui è il sintomo di patologie non diagnosticate perchè è l'evidenza la cura. Immersa nei miei spazi affollati sbatto contro pareti come falena cieca e attendo qualcosa che non si presenta perchè non cerco. Adagio signori a bussar alla porta, in balia d'umori variabili cambia la risposta e al diplomatico s'alterna sguardo di compassione rivolto al mediocre. La severità oggi è bruciante rinsecchimento del sorriso. Non accetto più di trascinar ombre attaccate ai miei piedi.

giovedì, febbraio 08, 2007

pensieri da scrivania


rotolo grotolo sempre non inciampo in parole sfuse e confuse nello spazio anelo ad aria e vuoti indifesi di parole non dette, frasi non spinte sputate dal polmone offuscato da nebbie di catrame fumoso. giro mi rigiro nel letto nella testa un testacoda improvvisato con la macchina dei miei ingranaggi un po' arrugginiti, scricchiolano stridono i metalli e si graffiano. spalmo risparmio azioni del lato oscuro e sto ferma fuori immobile manichino in vetrina sotto gli occhi di tutti ma cosa pensa non lo sa nessuno. nudo pronto ad indossare abiti che vetrinisti incapaci gli ficcano smontandolo a pezzi. mai nessuno gli ha chiesto se avesse freddo o caldo. piccoli inespressivi calchi di plastica addosso. ascolto mi riascolto come se non fosse passato quel treno addosso indosso pensieri miei non miei sorbisco immagini assorbo emozioni e il grasso cola come in un macchinario dai muscoli bloccati. blocco il flusso come diga che frena frana brama liquidi da succhiare spalmare analizzare in laboratori di vetro e fango e argilla tra le mani. smonto monto cavalli da corsa per saltar ostacoli e vincere gare e mi premio in silenzio dei bivi presi intrapresi seguiti inseguiti nei labirinti della testa. sempre lì il vortice. la testa. rotolo srotolo cartaigienica colorata 3 veli non graffiano come le unghie sulla schiena i segni rossi lividi di grandine schiaffi del reale immaginario del tempo che fu.

venerdì, febbraio 02, 2007

Concerto

Il 15 Febbraio a Bari presso lo Zenzero Club, come accennavo tempo fa in qualche commento, ci sarà il concerto di Niccolò Fabi... chissà che io non riesca a vederlo finalmente dal vivo.. Il Prezzo è di € 12 e si prevede un inizio concerto alle 22:30... (per chi conosce lo Zenzero.. la puntualità non è mai garantita!!!) ..
Chi viene??? dai dai dai! potrebbe esser occasione di incontri...
buona giornata in attesa dei soffioni..
fabi

Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente
Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinata mia mente
Sono solo e non mi sento neanche un poco di parlare e tanto meno di spiegare cosa è capitato ci fosse poi qualcosa da spiegare sembra tutto così assurdo quasi che qualcuno si sia divertito a farmi un dispetto non c’è mai una chiara ragione quando due persone si ritrovano distanti sempre meno amanti ma compagni di una storia in cui si è tralasciato o forse dimenticato il motivo reale per il quale si sta insieme e si finisce per farsi male Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinata mia mente Non c’è rabbia non c’è dolore c’è soltanto una tristezza così grande che mi sfonda il cuore chiedo venia per questa nenia ripetitiva e ostinata ma c’è un unico pensiero che ossessivamente segue ogni mio respiro da te dipendo mia eroina e metadone e lascio a queste note il compito di toccarti così che ciò che non faccio io possa farlo una canzone Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a te penso solo a te ostinatamente Penso solo a te penso solo a te penso solo a te penso a tepenso solo a te ostinata mia mente

giovedì, febbraio 01, 2007

possibilità...

Lascio le finestre tutto il giorno spalancate l’aria è fresca qualche cosa mi farà, sembra tutto facile la sera quando devo addormentarmi la mattina poi chissà, soltanto il sogno ti dà infinite possibilità, ancora un attimo e poi ci risvegliamo proprio dentro noi, lascia pulite le stanze che ci voglio dormire ancora, vedo nel vetro le stelle cadere ogni ora anche senza di te lasciamoci senza parlare non ti accorgi che è tutto perduto? se chiudo gli occhi il tuo sangue si gela all’istante vedo il ghiaccio che cola, dentro la tua bocca ancora, dentro la tua bocca ancora.. seguo le mie inclinazioni e guardo troppo gli alberi d’inverno sono stupido, lo so sembra di restare un po’ più a galla se affoghiamo i dispiaceri dentro un po’ di oscurità è come avere magia e non saperla fare andare via il mondo gira con me sorrido senza chiedermi il perché, lascia pulite le stanze che ci voglio dormire ancora, vedo nel vetro le stelle cadere ogni ora anche senza di te.. lasciamoci senza parlare non ti accorgi che è tutto perduto? se chiudo gli occhi il tuo sangue si gela all’istante vedo il ghiaccio che cola dentro la tua bocca ancora dentro la tua bocca ancora.. sai, per quanto bello sia soffrire di un idea di te che non c’è più è controproducente è come piangere per niente eppure questa è la poesia.. ha ragione la città che fa rumore e dà la voglia di andar via è come avere dentro una marea che sale contro è come un onda nera che trasforma tutto in sera.. lascia pulite le stanze che ci voglio dormire ancora.. vedo nel vetro le stelle cadere ogni ora anche senza di te, lasciamoci senza parlare non ti accorgi che è tutto perduto? se chiudo gli occhi il tuo sangue si gela all’istante vedo il ghiaccio che cola dentro la tua bocca ancora dentro la tua bocca ancora ...

http://www.youtube.com/watch?v=vfYXcO1tQfM&mode=related&search=

da quanto tempo non li vedo dal vivo..

sabato, gennaio 27, 2007

MEMORIA...

"La Shoah - mot hébreu signifiant "catastrophe" - désigne spécifiquement l'organisation par l'Etat, par le régime nazi et ses collaborateurs, de la persécution et de l'extermination systématique, et bureaucratique, d'environ six millions de Juifs. "Holocauste", terme d'une acceptation plus large, est aussi utilisé. D'origine grecque, Holocauste signifit "sacrifice par le feu". Les nazis, qui arrivèrent au pouvoir en janvier 1933, avaient développé une idéologie raciale qui voyaient dans les Allemands les représentants d'une "race supérieure" et dans les Juifs, des êtres "inférieurs", "indignes de vivre". Pendant la Shoah, les nazis s'en prirent aussi à d'autres groupes parce qu'ils les considéraient comme étant "racialement inférieurs" : les Tsiganes, les handicapés et certains peuples slaves (Polonais, Russes, etc...). D'autres groupes de personnes, tels que les communistes, les socialistes, les Témoins de Jéhovah et les homosexuels, étaient persécutés pour des motifs politiques ou de comportement social............"


PER NON FAR FINTA CHE TUTTO QUELLO NON SIA MAI ESISTITO, PER NON PERMETTERE A NESSUNO DI DIRE CHE L'OLOCAUSTO E' UNA INVENZIONE, PER NON CONSENTIRE CHE POSSA ACCADERE ANCORA.......

giovedì, gennaio 25, 2007

il mare di casa mia ..


...e mi manca condividerlo con un vecchio amico, mi manca sedermi al tepore e veder mutare i colori.. mi manca la tranquillità del suoni d'estate.. mi manca la voce dei gabbiani e l'odore della spuma.. mi mancano le barche in movimento e l'aroma della salsedine..
Ma lui è sempre lì mutato e immutato. Quanta magia c'è nel mare. Quanta vita nelle gocce che si alternano da millenni a dargli voce. Come posso restare impassibile di fronte al suo incantesimo? per anni ha ascoltato le mie grida e i miei sussurri.. è stato maestro e confessore.. luogo nascosto delle mie fughe con le lacrime agli occhi e della musica nelle orecchie. Mano materna silente e discreta, e schiaffo violento nelle sere di rabbia. Onde, come mutamenti umorali, si scontrano sugli scogli ormai segnati dal tempo e dall'acqua, con piccoli nidi per granchi e alghe al sole brillanti. Non smetterò di amare il mare, nell'eterno ricordo dolceamaro delle parole strette nel petto condivise con lui nel silenzio di tutta la mia vita.

martedì, gennaio 23, 2007

la nostra odissea (Parte II)

…… E ora cosa facciamo? Cerchiamo qualunque altro volo ma non c’erano posti.. nessun volo ci avrebbe portato a Bari entro le 4.. e gli altri costavano anche una cifra indicibile.. e così, coda tra le gambe, accettiamo quel cambio volo al giorno dopo. Non eravam riusciti ad esserci. Frustrazione. Eravamo a Milano, erano le due, incazzati, addolorati, affamati. Decidiamo di andare a prendere un panino, mi metto in macchina e arrivo nella mia vecchia casetta nella provincia milanese.. trovo uno dei miei vecchi amici..Gis.. e andiamo a mangiar una cosa insieme.. nel frattempo dobbiam trovare dove dormire a Milano e ovviamente telefono a Giuseppe che chiama il portiere e mi fa lasciare le chiavi.. “sai che quella è casa tua” .. Io e Milko andiamo a Lambrate a casa sua.. sì è vero, ormai quella è anche un po’ casa mia.. ma che fare? Sembravamo chiusi in una gabbia, seduti in silenzio senza riuscirci a muovere, impotenti e nervosi.. fuori inizia a piovere. Nebbia e pioggia a Milano non sono mai stati una panacea per l’umore.. mio cugino si alza d’improvviso e mi dice “usciamo”. Mi alzo di scatto e andiamo giù per farci entrare l’aria nei polmoni pieni di veleno. Facciam la spesa per la sera, tre ore nel supermercato girandoci intorno senza sapere, sconvolti come sotto effetto narcotico, due zombie in movimento. Torniamo e vediamo un dvd.. non ricordo nulla..e preferisco mettermi a cucinare. A casa la sera passa tranquilla.. una cena, la chiacchiera con gius, un po’ di tv.. un ottimo brandy.. ma la notte è nervosa.. mi giro mi rigiro, mio cugino sul divano, io con gius e non lo faccio dormire..
Mercoledì: sveglia alle 8, colazione, e via in aeroporto.. stavolta l’aereo lo prendiamo e arriviamo alle 12 a Bari e dritti a casa delle mie cugine.. facciam di tutto per non piangere.. c’è un’aria strana, nessuno ancora si rende conto.. tutto si è consumato in un giorno ..c’è un via vai di gente e noi lì ci sentiamo spaesati e raccontiamo fatti strani per far ridere un po’. E nei sorrisi c’è l’incredulità di un’assenza.. un dolore pungente che pulsa..il vuoto. Che riconosco negli occhi delle mie cugine, di mio zio, il mio stesso vuoto. Dopo si fa il giro degli altri zii.. ma non si riesce a parlare di nulla.. una camminata al cimitero.. mille fiori.. e lei messa vicina al mio papà.. ho un tuffo al cuore. Il dolore si moltiplica. Mi incazzo con mio padre, per non esser riuscito a restare per un po’ da solo. Mi accorgo di dire cose senza senso.. torniamo a casa, una doccia.. alle 21.45 ci attende l’aereo di ritorno per Milano.. del resto la macchina è lì in un parcheggio e tutte le nostre cose in Trentino.. Doveva essere la vacanza relax.. Arriviamo alle 23 passate.. “ci fermiamo a dormire? Ho amici anche a Bergamo..” “no fabi.. ripartiamo .. arriveremo alle 3 ma andiamo, almeno ci buttiam sti due giorni alle spalle”. Non ero d’accordo a fare i tornanti di montagna di notte con la nebbia ma dico “ok..guida tu..” Ma ancora una volta l’avventura non finisce.. Dopo soli 50 km la strada faceva quasi paura.. il buio, la desolazione e la nebbia talmente fissa che non si vede a 20 metri.. siamo in tempo per chiamare Giancarlo.. è quasi l’una e lui lavora in un locale quindi per fortuna è sveglio.. “gianca.. non è che io e mio cugino possiam dormire da te stasera? È successo un casino” “fafà, qui sei a casa tua.. vieni al locale che vi preparo da mangiare e da bere”…
Per fortuna che ho tutte queste case sparse in Italia e non pago l’ICI.

lunedì, gennaio 22, 2007

la nostra odissea (Parte I)

“che bello un viaggio con mio cugino. e lasciamo qui preoccupazioni famiglie fidanzato lavoro.. solo neve stanchezza e relax.”
Avevo scritto questo.. per la statistica almeno un viaggio mi doveva andar bene e invece.. a volte mi chiedo se io sia letteralmente antitetica al termine “relax”. Se io non sia nata per sconvolgere le leggi dell’umana resistenza, se mi vogliano continuamente mettere alla prova..
Dopo il funerale di quel ragazzo la mattina, partiamo sabato pomeriggio io e mio cugino, tutti “gioiosi” come dice una mia amica, ma già la nebbia dopo 100 km ci attanaglia e facciam tappa a bologna.. si cena si ride si brinda si scherza, a letto alle 4 e via in macchina a mezzogiorno.. Arrivo a Marilleva in orario. Io e Milko ci impossessiamo della casa e dopo aver scaricato la macchina mettiamo tutto a posto.. per farvi capire, i bagagli erano i seguenti: due tavole da snow, un paio di sci, due borsoni di roba da neve, due borsoni di abiti normali, due sacche di cibo piene di pasta, olio, salsa, cose per la colazione…, una cassa d’acqua, una cassa di birra, una borsa “tecnologica” con dentro lettore dvd, casse, raccoglitori per cd, lettori mp3, macchina fotografica e robe simili.. insomma il delirio.. dopo due ore tutto è pronto e in ordine.. è domenica, ceniamo, vediam un film e poi a nanna, pronti alla settimana di relax e montagna.
Lunedì: paghiamo lo skipass settimanale .. neve solo sparata, ci son 15 gradi, fa caldo, vabbè forse sulla pista ci son le pietre, uso la tavola vecchia.. Si scende bene, ritrovo dei maestri di snow che conosco, la chiacchiera, il brindisi e poi alle 3 in camera.. riposino, piscina, cena, birrette e una camminata in un pub .. Beh se la settimana continua così non è male.. Cominciamo a lasciarci dietro i pensieri. E andiamo a nanna alle 2.20 e per la prima volta nella storia spegniamo i telefoni. Se solo non l’avessimo fatto…..
Martedì: apro gli occhi alle 8, accendo il tel, trovo 7 chiamate notturne di mia madre.. dalle 2.27 in poi.. neanche il tempo di capire mi chiama mia zia.. la mamma di milko.. ed esordisce dicendo “ragazzi.. non so come dirvelo…” “cosa è successo..?” “la zia angela..” “cosa la zia angela?????” “…………………..” “ zia mi rispondi cosa è successo????” “non c’è più”….”cosa??? come??” “si era ricoverata ieri per un infarto, operazione urgente, era riuscita, non volevamo dirvi niente per non farvi preoccupare ma…”
Mi scendono le lacrime, mio cugino mi guarda appena sveglio, non capisce, non riesco a dire niente, chiudo la chiamata, ho il compito di dirgli che la nostra amata zietta (sorella di mio e suo padre e donna meravigliosamente adorabile) non c’è più..
Restiamo dieci minuti immobili. Increduli. Arrabbiati. Poi… ok ragioniamo siamo appena arrivati, siamo a 980 km di distanza, per riportare tutto ci vuole un giorno intero, come cazzo facciamo a tornare a casa ora?? Caffè sigaretta il mio cervello si mette in moto. Sono le 9. scopro per giri di telefonate che il funerale è oggi stesso, come diavolo è possibile, è morta stanotte. Si oggi alle16. e sono le 9 e neanche senza autovelox riusciamo ad esser lì in tempo.. ma noi ci vogliamo essere. Non possiam ritraslocare ma possiamo almeno andare e tornare. con la macchina e col treno non è fattibile.. Telefono a un mio amico, mi vesto, gli dico di trovarmi il primo aereo da verona, da bologna, da milano ,ovunque ci siano due posti che ci facciano arrivare lì alle 4. nel frattempo faccio la stessa ricerca anche io dal computer di uno dell’albergo. L’unico aereo possibile da prendere: un volareweb da milano.. ore 13,35, check in entro le 12.55.. sono le 9.20.. milko accende il navigatore sono duecento km ce la possiamo fare.. Ok andrea prenota e paga pure i nostri biglietti (sant'uomo) noi ci mettiamo addosso i primi vestiti, lasciamo tutto come sta, roba a mollo, luci accese, e ci mettiamo in macchina. Merda. I km sono 200. ma scopriamo che son tutti tornanti di montagna, provinciali che attraversano paesini, e solo gli ultimi 30 km di autostrada. Ci vorranno almeno tre ore. Jean Todd mi avrebbe assunta all’istante. In macchina con la rabbia e il dolore nel cuore corriamo superiamo .. imprecazioni, sigarette, e telefoni che squillavano. Amici, parenti, gente che ci diceva di lasciar stare .. La forza di non piangere per non aver la vista appannata.. I camion, i semafori rossi, il traffico, le curve a u, mille chiamate alle compagnie aeree per scoprire se c’erano altri voli .. quello l’avremmo perso di sicuro .. niente aerei, solo possibilità di cambiare quell’aereo entro le 12,30 con un altro per la stessa tratta.. che cazzo ce ne facciamo di un altro aereo??? Mio cugino insiste “Cambiamo il biglietto a domani” .. Ok, ma la compagnia non riesce a prendere la mia carta di credito.. capiscono la situazione ci lasciano la pratica in sospeso.. Corro corro corro .. il navigatore sbaglia strada, non riconosce una chiusa, facciamo inversione, perdiamo 5 minuti.. corro, col cuore che scoppia, con mio cugino che si mastica il labbro per non urlare..corro, convinta che mi avrebbero fatto salire su quel maledetto aereo. Arriviamo a milano.. sono già le 13.15…check in chiuso da venti minuti, l'aereo parte a e 35.... chi se ne frega devo salire sull’aereo.. l’uscita di Linate : chiusa per lavori. Ma vaffanculo! Facciam il giro altri 10 minuti persi .. ormai non è cosa ma io insisto.. arrivo parcheggio entro correndo vado al desk della volare.. ormai sapevano che c’era un funerale ad aspettarci, a telefono avevam detto tutto.. ci guardano in faccia, pallida con gli occhi gonfi.. “non abbiam bagagli la prego ci faccia salire” “non è possibile, il check in è chiuso.. ma.. Ok telefono al pilota..ciao ci son due ragazzi, hanno il biglietto, devono tornare a casa è urgente..” “li farei salire..li avrei fatti salire fino a qualche minuto fa… ma sono appena partito”.
Con la nebbia fitta, quello è stato l’unico aereo a partire puntuale da Linate quella mattina.

sabato, gennaio 13, 2007

si parte

eccomi in partenza, la macchina è già carica. son risalita per spegnere il pc.
porterò un po' di tutti i miei amici blogger con me in vacanza.
ci vediamo tra 8 giorni!! e mi raccomando... fate i bravi..
fab

giovedì, gennaio 11, 2007

going mad

vortice vortice
il mal di testa si estende si espande parole sono confuse nella testa devo lavorare non riesco ho la vista annebbiata la stanza gira I'm spinning how quick the sun can walk away .. tornano in mente i Pearl Jam ma voglio solo il silenzio oggi .. devo preparar mille cose per la partenza il meccanico non mi ha ancora ridato la macchina e rischio di ammazzarlo se non si muove tutto deve essere pronto. La neve finalmente, sperimentiamo l'attrezzatura nuova, la mia tavola i boots.. che bello un viaggio con mio cugino. e lasciamo qui preoccupazioni famiglie fidanzato lavoro.. solo neve stanchezza e relax. ho bisogno di una vacanza. ho bisogno di mettermi in macchina e partire. avrei bisogno di partire verso luoghi che non conosco ma per ora va bene ancora così. piste innevate, il bianco ovunque, il gelo sul viso, occhi arrossati.
mi mancano però i miei risvegli d'amore. le colazioni fatte insieme. le risate del mattino. il solletico sul pavimento. rifare il letto con cura per disfarlo all'improvviso. una pace familiare che non aveva bisogno di altro. arriverà il tempo in cui sarà quotidiano, ma non sarà per me mai scontato.
vortice vortice
il mal di testa richiede le mie medicine non voglio prenderle ma non resisterò a lungo la scadenza del lavoro incalza le mille cose da fare anche. domani è l'ultimo giorno qui e sembra sia così lontano.
tu, nel bianco della neve, mi mancherai.


"...Yuko, invece, nella sua compagna vedeva cinque caratteristiche diverse, che appagavano il suo talento artistico.
"E' bianca. Dunque è una poesia. Una poesia di una grande purezza.
Congela la natura e la protegge. Dunque è una vernice. La più delicata vernice dell'inverno.
Si trasforma continuamente. Dunque è una calligrafia. Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve.
E' sdrucciolevole. Dunque è una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo.
Si muta in acqua. Dunque è una musica. In primavera trasfrma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche."


tratto da "Neve" di Maxence Fermine.. leggetelo...

lunedì, gennaio 08, 2007

No words left.

Avevo deciso di aspettare che finissero le feste per fare il mio primo post dell’anno. Avevo deciso di scrivere il solito bilancio delle cose, raccontare eventi, dire se sono stata bene, quanto e con chi.. ma come si sa le cose non vanno quasi mai come si era stabilito..
L’unica cosa che resta di deciso è che il primo post lo faccio oggi.
Ma è per sfogare un po’ di rabbia.
Ho acceso il pc stamattina, pronta per aprire il blog e dedicargli la pagina del 2007 ma ho ricevuto una mail…
È morto un ragazzo mio coetaneo. Per una malattia che colpisce una persona su non so quante migliaia.. All’improvviso. E non si capisce se i medici abbian fatto il possibile..
Avevo appena fatto in tempo a conoscerlo qualche mese fa, giusto per poterne ricordare il sorriso spontaneo, l’allegria, lo sguardo buono.
Questo senso di amarezza, questo senso di desolazione.. questo senso di impotenza e di rabbia. Al quale si aggiunge un senso di incredulità.. ennesima tragedia per quella famiglia. Sembra davvero il destino, sembra davvero una messa alla prova continua.. Sembra davvero che ci siano alcune persone che non hanno diritto alla serenità.
A volte è vero che non si hanno più le parole. A volte è vero che vorresti spaccare un muro a pugni. A volte è vero che vorresti chiederti “ma dove è finito Dio”.. A volte è vero che ti accorgi che affannarsi nella vita non serve quasi a niente.. o serve a tutto.. perché poi basta un soffio… e non ci sei più..
Questo post è dedicato a Gigi..a Maresa, a Francesco e alla mia piccola nipotina in arrivo, sua, che non vedrà purtroppo mai.

you'll only fade into the wind..

lunedì, dicembre 25, 2006

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Buon Natale a tutti!!!!

mercoledì, dicembre 20, 2006

finalmente a casa... scusate l'assenza.. ma non è stata divertente la mia ultima settimana in ospedale..
bentornata nel mondo dei vivi..:)