Tu chi sei? sei quello che conosco o sei il suo doppio?
Cos'è che guardo allo specchio, il mio o il suo volto?
Quale vita conduco dentro di me se fuori non sembro solo me stesso?
A cosa potrebbe arrivare un uomo se scoprisse che al mondo esiste una perfetta copia di sé?
l'apparire, l'aspetto esteriore, l'abito, il segno di riconoscmento che valore avrebbero nell'identità di un essere?
Ci si sentirebbe un po' spersonalizzati, privati della propria essenza.. "corpo con/diviso" = anima frustrata, annientata, dimezzata nel valore.. Ci si sentirebbe quasi giudicati da se stessi senza essere se stessi, giudicati da un altro io, dal proprio doppio, che è davvero alter, altro da sé..un altro uomo con un altro nome, un altro lavoro, una vita diversa ma..identico. La sua voce reale e tangibile si mischia e si accavalla a quella inconscia del Buon senso.. al punto da annientarla.
Eppure... questo eventuale giudizio peserebbe meno di fronte alla terribile scoperta di non essere più unici e irripetibili al mondo, ma una combinazione di geni e una catena di dna composta casualmente come la fila dei numeri del lotto....ripetibile...
Ho appena finito di leggere L'uomo duplicato di Saramago... Una scrittura complessa, un intrecciarsi di frasi lunghissime che seguono al tempo stesso il flusso di coscienza del protagonista, del narratore e dell'autore .. coinvolgendo il lettore in una narrazione difficile ma intensa..che varia dal filosofico al trivialdivertente, passando per un attento studio dialettico, sociologico e psicologico. Un'opera d'arte contemporanea complessa ma non pesante..che lascia un po' così, appesi al filo del.. "chissà se..."
"I cannot find the other half.."
Lettura consigliata del mese.
e voi come vi sentireste?
lunedì, ottobre 30, 2006
martedì, ottobre 24, 2006
spidertime..
lunedì, ottobre 23, 2006
sabato, ottobre 21, 2006
un angelo dagli occhi di ghiaccio
Nei suoi occhi di ghiaccio c’era l’inferno.
Questa è la storia di un angelo caduto. Dagli occhi di incanto e la pelle di rosa. Pungente quell’azzurro violento e lontano. Come i suoi passi quando a testa bassa andava avanti e indietro immaginando serpenti e specchi sotto i suoi piedi. Un tatuaggio bellissimo gli circondava il braccio, un delicato ornamento per una pelle dorata dal sole. Labbra come rose. nel cuore le spine. Non dimenticherò mai quel sorriso. I denti più bianchi e splendenti che abbia mai visto, biancore accecante come un miraggio nel deserto. Un’espressione dolce e sofferente. Un’allegria finta. Reale ma allucinata.
Nei suoi occhi di ghiaccio c’era l’inferno.
Raccontato a cena, minuto dopo minuto. Mentre quel sorriso si trasformava in una smorfia di tristezza.
Aveva ventiquattro anni allora. Da compiere. E quando camminava in costume da bagno sembrava una statua scolpita nella sabbia ma liscia come quarzo levigato. Mi ricordo quando lo vidi arrivare.. biondo splendente vestito di bianco con lo sguardo perso. seduta ad un tavolino del bar arrivò con un amico che tentava di fare il giocoliere. Era il ragazzo più bello che avessi mai visto. E qualche giorno dopo mi aveva chiesto “vieni a cena con me. Ho finalmente voglia di parlare”. Si sentiva finalmente a suo agio con qualcuno per raccontar la sua vita- rassegnazione e senso di liberazione in quel brindisi. Aveva scelto me perché gli dicevo cose intelligenti. Perché lo facevo ridere senza chiedergli nulla. Perché gli avevo fatto una carezza sulla testa. Perché anche io non ero felice allora. Le spalle sulla sdraio. Le mani che stringevano le mie. Le lacrime trattenute. Le sue. Le mie scendevano come bollicine del prosecco, ma all’ingiù. E due ore di parole.
Da un capodanno a sniffare coca con sua madre e i suoi amici.
Sua madre. Aveva organizzato un party divertente per il figlio. A casa sua con piste di coca. I miei complimenti. Da quel capodanno.. In comunità. Gli acidi, l’eroina, le canne, il metadone. E la voglia di vivere sapendo di aver perso già tutto. Lo zio gay l’aveva salvato strappandolo a quella famiglia. separati pazzi incoscienti e irresponsabili. L’ha portato a casa con sé, facendolo lavorare nel suo ristorante, passandogli giusto i soldi necessari per qualche piccola spesa. Per il resto gli comprava tutto lui. Per tenerlo d’occhio. Ho conosciuto quell’uomo. Ho visto nei suoi occhi tanta forza, tanta rabbia e amore di padre. Non dimenticherò mai Michele e il suo dolore.
Nei suoi occhi di ghiaccio invece c’era l’inferno. Nel suo cervello pochi neuroni ancora attivi. È ancora il sorriso più splendente che abbia mai visto. Ma quanta vertigine in questi anni nei successivi incontri. L’ho rivisto. L’ho rivisto cadere, l’ho rivisto volare. E l’ho rivisto ridere. Come sempre. Come un bambino ignaro di tutto, un po’ menefreghista. Un po’ irresponsabile. L’ho visto fare cose che nel cuore non avrebbe voluto fare. Ma non è colpa sua se reagisce in modo strano a volte. Se fa male a chi non vuole. Se dimentica le cose. Se continua a bere e fumare. Ormai ha perso cose che non può ritrovare in nessuno scrigno magico. Ha imparato a chiedere scusa. Ha imparato il senso dell’amore mi diceva.
Non lo vedo da un anno. Ci vogliamo bene. Come separa l’ignoranza e come unisce il dolore. Ma sono certa che il suo sorriso con quel neo da modella non sia cambiato. La sua voglia di vivere e di ridere. Ma neanche l’inferno nei suoi occhi.
Buon compleanno in ritardo D.
Questa è la storia di un angelo caduto. Dagli occhi di incanto e la pelle di rosa. Pungente quell’azzurro violento e lontano. Come i suoi passi quando a testa bassa andava avanti e indietro immaginando serpenti e specchi sotto i suoi piedi. Un tatuaggio bellissimo gli circondava il braccio, un delicato ornamento per una pelle dorata dal sole. Labbra come rose. nel cuore le spine. Non dimenticherò mai quel sorriso. I denti più bianchi e splendenti che abbia mai visto, biancore accecante come un miraggio nel deserto. Un’espressione dolce e sofferente. Un’allegria finta. Reale ma allucinata.
Nei suoi occhi di ghiaccio c’era l’inferno.
Raccontato a cena, minuto dopo minuto. Mentre quel sorriso si trasformava in una smorfia di tristezza.
Aveva ventiquattro anni allora. Da compiere. E quando camminava in costume da bagno sembrava una statua scolpita nella sabbia ma liscia come quarzo levigato. Mi ricordo quando lo vidi arrivare.. biondo splendente vestito di bianco con lo sguardo perso. seduta ad un tavolino del bar arrivò con un amico che tentava di fare il giocoliere. Era il ragazzo più bello che avessi mai visto. E qualche giorno dopo mi aveva chiesto “vieni a cena con me. Ho finalmente voglia di parlare”. Si sentiva finalmente a suo agio con qualcuno per raccontar la sua vita- rassegnazione e senso di liberazione in quel brindisi. Aveva scelto me perché gli dicevo cose intelligenti. Perché lo facevo ridere senza chiedergli nulla. Perché gli avevo fatto una carezza sulla testa. Perché anche io non ero felice allora. Le spalle sulla sdraio. Le mani che stringevano le mie. Le lacrime trattenute. Le sue. Le mie scendevano come bollicine del prosecco, ma all’ingiù. E due ore di parole.
Da un capodanno a sniffare coca con sua madre e i suoi amici.
Sua madre. Aveva organizzato un party divertente per il figlio. A casa sua con piste di coca. I miei complimenti. Da quel capodanno.. In comunità. Gli acidi, l’eroina, le canne, il metadone. E la voglia di vivere sapendo di aver perso già tutto. Lo zio gay l’aveva salvato strappandolo a quella famiglia. separati pazzi incoscienti e irresponsabili. L’ha portato a casa con sé, facendolo lavorare nel suo ristorante, passandogli giusto i soldi necessari per qualche piccola spesa. Per il resto gli comprava tutto lui. Per tenerlo d’occhio. Ho conosciuto quell’uomo. Ho visto nei suoi occhi tanta forza, tanta rabbia e amore di padre. Non dimenticherò mai Michele e il suo dolore.
Nei suoi occhi di ghiaccio invece c’era l’inferno. Nel suo cervello pochi neuroni ancora attivi. È ancora il sorriso più splendente che abbia mai visto. Ma quanta vertigine in questi anni nei successivi incontri. L’ho rivisto. L’ho rivisto cadere, l’ho rivisto volare. E l’ho rivisto ridere. Come sempre. Come un bambino ignaro di tutto, un po’ menefreghista. Un po’ irresponsabile. L’ho visto fare cose che nel cuore non avrebbe voluto fare. Ma non è colpa sua se reagisce in modo strano a volte. Se fa male a chi non vuole. Se dimentica le cose. Se continua a bere e fumare. Ormai ha perso cose che non può ritrovare in nessuno scrigno magico. Ha imparato a chiedere scusa. Ha imparato il senso dell’amore mi diceva.
Non lo vedo da un anno. Ci vogliamo bene. Come separa l’ignoranza e come unisce il dolore. Ma sono certa che il suo sorriso con quel neo da modella non sia cambiato. La sua voglia di vivere e di ridere. Ma neanche l’inferno nei suoi occhi.
Buon compleanno in ritardo D.
venerdì, ottobre 20, 2006
come una domenica

oggi è uno di quei giorni in cui il tempo ti sembra pesante.
ti senti debole, svogliata, infreddolita e col mal di testa. giorni in cui devi uscire perchè hai già preso impegni mentre vorresti solo startene sotto le coperte a vedere un film. come le domeniche d'inverno, per capirci. ma manca la domenica sportiva.
non è neanche novembre.. io sono ancora in pigiama visto che ho lavorato così e in camera mia c'è un disordine pari a quello solito di un bazar turco in pieno allestimento.. ormai è divieto a chiunque di entrarci. fa schifo persino a me. vorrei la bacchetta magica, ma il problema è che non ho più spazio per nulla.
vorrei rivoluzionare tutto qui dentro. cambiare i colori e gli spazi. non ci entra più niente.. ovvio, se gli stessi metri quadri sono il tuo mondo privato e il tuo ufficio..
va bene lo confesso.. io odio il disordine. o meglio.. io adoro le cose in ordine ma non posso farci niente qui... ne riparleremo quando avrò più tempo.......
farei una foto se avessi la canon davanti, ma è nell'altra stanza e non mi va di alzarmi. pigrizia o stanchezza che sia. ammetto anche che ieri sera ho ripreso in palestra e la prima lezione di capoeira della stagione mi ha lasciato i muscoli urlanti. oggi due buone notizie. si riprendono gli spettacoli per fortuna. stavo vivendo l'astinenza da palco.. tra un paio di settimane mi sentirò meglio per fortuna.. ma per qualcosa di nuovo aspettiamo febbraio..
sono già le otto e mezza, tra mezz'ora dovrei esser già semipronta .. e allora come al solito conto fino a tre, mi ricordo che sono una donna bionica e vado a farmi doccia shampoo e a scegliere cosa indossare. mi attende una specie di party alcolico..
..sospetto che domani mi sentirò ancora peggio!
ma che bel casino la mia vita!
giovedì, ottobre 19, 2006

le giornate sono briciole di pane rappreso. a volte.
altre sono chicchi di grano dispersi in un campo incolto. ma fertile.
altre sono foglie autunnali che dondolano impazzite nel vento e rischiano di posarsi sul vetro della mia auto. ad assorbir la brina.
altre giornate invece sono arcobaleni improvvisi dopo la pioggia.
correnti calde nell'oceano.
oasi nel Sahara con mille turisti.
le mie giornate sono frammenti di una interminabile pellicola a colori, una sceneggiatura non ancora terminata ma vissuta. sono un'altalena per bambini con le corde d'acciaio.. parabole e iperboli dei miei cambiamenti d'umore.
incostanti e incoerenti. ma coerenti nella mia logica..
bentornata a casa.
lunedì, ottobre 16, 2006
frailty..thy name is woman..

Perché navighi nella mia testa come una boa impazzita e ancorata al mio cuore?
Sei qui, al mio fianco, ci sei e lo sento. Eppure perché ho così paura di perderti oggi?
Non ti perderò in questa giornata e forse chissà non perderò neanche mai quest’amore.. eppure oggi quanta tristezza mi avvolge, quanta malinconia d’autunno si stringe a me ora che preparo ancora una volta le valigie ..
aggrappati, aggrappami, emozionami, emozionati, stupiscimi, stringimi, proteggimi..
Oggi è una giornata strana. Oggi mi sento fragile. Ma forse son solo stanca e piena di sogni. Avida d'amore. avida, assetata, affamata.. insaziabile ricerca.. di pace..
Ho bisogno dei piccoli gesti e delle piccole attenzioni quotidiane, ho bisogno di sentire ciò che pensi e che provi, di sentirlo dalla tua bocca, sulle mie mani, nei tuoi occhi. Sentire che questa volta non sarà un sogno che si infrange. Non sono insicura di me, o di te. Sono solo cosciente di come le cose possano cambiare. Magari per inesperienza, magari per sbandamenti, magari per rabbia..ma non voglio che accada e farò di tutto per proteggerci..In questi giorni a Padova ho sentito troppe persone parlare di divorzi, tradimenti, separazioni.. di storie interrotte nell’età in cui si dovrebbe esser responsabili abbastanza per dare il tutto di sé per salvare una storia. Con bambini di mezzo per giunta. E tutto questo mi ha schifata e messo addosso una tristezza infinita. È possibile che si arrivi a questo punto? Che non ci sia abbastanza forza per unire le mani e perseguire un sogno comune? Cosa mi succederà? La mia vita non deve essere così come la loro. La voglio diversa..
Perché oggi mi sento così? Sarà la crisi dei primi trent’anni che si avvicina.. la consapevolezza di un percorso di adolescente ormai terminato. E sento di essere una donna.
Ehi tu ma che ti prende? Wonder woman è a terra oggi? È tornata sensibile addirittura.. Touchée… ok ego hai ragione.. non sono la cinica che si è dimostrata per proteggersi negli ultimi anni. Sono la sognatrice che ha voglia dell’Amore, della bellezza delle emozioni, della fiducia cieca e della felicità di una persona accanto che non ti ferisca mai davvero, che non ti faccia desiderare la fuga. Voglia di una casa da condividere. Io credo al sogno d’amore. Io non ripeterò più gli stessi errori. Non potrei mai. Sono stanca di soffrire e stanca di storie distrutte. Ed è per questo che oggi mi accorgo che ho paura. Oggi ho paura di perdere questa nostra bellezza. Ho paura che non ti accorga di quanto i fiori vadano sempre annaffiati, curati.. ho paura della noia e del fatto che si possano dar per scontate alcune piccole cose così importanti da essere necessarie. perchè è l'assenza di tutto questo a rendere aridi, sterili e a creare distanza incolmabili come vortici di veleno.
Temo che tu non capisca la forza che il mio cuore può sprigionare. Non senta realmente ciò che dico e voglio dire. Non percepisca come me gli odori e i suoni. E i colori dei giorni. Non voglio spaventarti ... Urliamo ancora al mare e alle stelle come quella notte. Urliamolo insieme affinché quella mia stella lassù possa stringerci di notte ancora.
Non credevo che il mio cuore potesse tornare a pulsare con questa intensità e che potessi tornare a perdere il respiro. Mi manca l’aria ora. Un pensiero spinge, trafigge, immagina e dilania. Una lama sottile si posa sulle guance e le toglie il colore. Versando lacrime per un timore al momento inutile. Mi spaventa questo.. perché dentro ho un’emozione così pulita, così innocente. Così carica di sogni.
Sognerai anche tu di arredare una stanza? Ti chiedi mai cosa starai facendo tra un paio d’anni? O cosa vuoi fare?
Hai calcolato il valore del tempo?
Vite diverse finora, abituate a gestirsi il proprio tempo in modo differente.. troviamo un punto di incontro perché questa tristezza d’autunno si presenti solo nella distanza ..
Gli alberi amanti allungano i rami per toccarsi, corolle nutrono gli insetti e madri coprono di notte i loro figli. Un marinaio riporta la barca nel porto per correr dalla sua amata, e le auto amano le loro autostrade che le riportano a casa.
Oggi è un giorno d’amore.
Voglio che lo sia tutta la mia vita.
Ma oggi mi sento così.. così fragile e sensibile.. così, dai colori autunnali.. oggi amo al punto che potrei scappar via per sempre, per non perderti in futuro.. e vederti smettere di amarmi.. amo al punto di delirare. è solo un attimo, devo tornare razionale ed equilibrata... ma chiedo un abbraccio che mi scaldi il cuore e mi renda un attimo eterno di felicità da non dimenticare, mai più.
Oggi è un giorno così..
domenica, ottobre 08, 2006
fuckin' dictatorship
La libertà di stampa non è mai esistita.
La libertà di stampa non esiste ancora oggi nel 2006. Testate delle grandi potenze mondiali o piccoli giornali di provincia sono costretti, a volte pena la vita, a rispettare un minimo, se non a rispecchiare in pieno ciò che sono le volontà “decise dall’alto”.
Altri giornalisti uccisi. Cito notizie di qualche mese fa tratte da un sito ufficiale “nel 2006 sono 25 gli operatori dei media uccisi e centinaia restano incarcerati; 200 nel solo Nepal, dove più di 117 sono rimasti feriti nelle manifestazioni dei giorni scorsi. In Irak si trema per la sorte di Salah Jali al Gharraoui, corrispondente dell'agenzia France Presse rapito nel centro di Bagdad il 4 aprile scorso. E' il quarantaduesimo giornalista rapito dall'inizio della guerra: cinque sono stati uccisi, fra loro Enzo Baldoni. “
Ma oggi non parlo solo dei coraggiosi inviati speciali in guerra come Ilaria Alpi o come tutti quei giornalisti sequestrati, liberati o uccisi in Iraq o in Afghanistan.. Erano reporter di guerra. Il rischio, per quanto ingiusto e malato, era già messo in conto sulla busta paga.
Oggi parlo della giornalista russa Anna Politkovskaya, uccisa a colpi di pistola nell’ascensore di casa sua. Sempre critica sul governo Putin e contraria alla guerra in Cecenia. E proprio su quello stava lavorando per un articolo da consegnare..domani.. con rivelazioni e foto importanti. Il governo russo tace e intanto il pc e il materiale di lavoro della donna vengono sequestrati.
Non siamo in un film di James Bond. Né in un libro di Grisham. Siam purtroppo e sempre seduti davanti a uno schermo dove trasmettono la vita vera, quella che non conosce il significato della libertà e dei diritti umani. Siamo in una continua dittatura mondiale, quella peggiore, perché si ammanta di paroloni quali democrazia e convenzioni internazionali.
Illusioni... Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo:
"Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere."
No comment.
Per saperne di più... di qualunque credo politico siate... http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/10_Ottobre/08/giornalista.shtml
http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/esteri/giornalista-russa-uccisa/silenzio-cremlino/silenzio-cremlino.html
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=124474
La libertà di stampa non esiste ancora oggi nel 2006. Testate delle grandi potenze mondiali o piccoli giornali di provincia sono costretti, a volte pena la vita, a rispettare un minimo, se non a rispecchiare in pieno ciò che sono le volontà “decise dall’alto”.
Altri giornalisti uccisi. Cito notizie di qualche mese fa tratte da un sito ufficiale “nel 2006 sono 25 gli operatori dei media uccisi e centinaia restano incarcerati; 200 nel solo Nepal, dove più di 117 sono rimasti feriti nelle manifestazioni dei giorni scorsi. In Irak si trema per la sorte di Salah Jali al Gharraoui, corrispondente dell'agenzia France Presse rapito nel centro di Bagdad il 4 aprile scorso. E' il quarantaduesimo giornalista rapito dall'inizio della guerra: cinque sono stati uccisi, fra loro Enzo Baldoni. “
Ma oggi non parlo solo dei coraggiosi inviati speciali in guerra come Ilaria Alpi o come tutti quei giornalisti sequestrati, liberati o uccisi in Iraq o in Afghanistan.. Erano reporter di guerra. Il rischio, per quanto ingiusto e malato, era già messo in conto sulla busta paga.
Oggi parlo della giornalista russa Anna Politkovskaya, uccisa a colpi di pistola nell’ascensore di casa sua. Sempre critica sul governo Putin e contraria alla guerra in Cecenia. E proprio su quello stava lavorando per un articolo da consegnare..domani.. con rivelazioni e foto importanti. Il governo russo tace e intanto il pc e il materiale di lavoro della donna vengono sequestrati.
Non siamo in un film di James Bond. Né in un libro di Grisham. Siam purtroppo e sempre seduti davanti a uno schermo dove trasmettono la vita vera, quella che non conosce il significato della libertà e dei diritti umani. Siamo in una continua dittatura mondiale, quella peggiore, perché si ammanta di paroloni quali democrazia e convenzioni internazionali.
Illusioni... Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo:
"Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere."
No comment.
Per saperne di più... di qualunque credo politico siate... http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/10_Ottobre/08/giornalista.shtml
http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/esteri/giornalista-russa-uccisa/silenzio-cremlino/silenzio-cremlino.html
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=124474
lucullo ci fa un baffo
cena con amici.
la spesa e poi il gusto di cucinare davanti ai fornelli. organizzazione perfetta in una piccola cucina e un solo coltello che taglia. tavola imbandita e doppio primo per 10. se ne presentano 7 ma vabbè, mangiamo anche per i mancanti. tutto è ottimo, il mio amico chef sarebbe fiero di me. gatti che giocano, lo stesso cd da due ore, vino, sigarette, la pancia piena e mille risate. una sera rilassante e simpatica. da quanto tempo.
che bello.
e stasera... cinema!
la spesa e poi il gusto di cucinare davanti ai fornelli. organizzazione perfetta in una piccola cucina e un solo coltello che taglia. tavola imbandita e doppio primo per 10. se ne presentano 7 ma vabbè, mangiamo anche per i mancanti. tutto è ottimo, il mio amico chef sarebbe fiero di me. gatti che giocano, lo stesso cd da due ore, vino, sigarette, la pancia piena e mille risate. una sera rilassante e simpatica. da quanto tempo.
che bello.
e stasera... cinema!
mercoledì, ottobre 04, 2006
il lato oscuro della nostra forza

Frammenti. Fragilissimi fili sottili dell’io.
Come giungere a conoscerne ogni singola parte se non con l’esperienza? Tempo padrone.
Si associa da anni ormai la mia persona alla luna. Sembrerebbe alquanto banale. Chi a lei non si è ispirato, chi su di lei non è voluto giungere, chi con lei non ha urlato come licantropo devastato da un qualcosa di ignoto? Chi non ne ha apprezzato la bellezza e la magia… eppure c’è una ragione per cui ho scelto lei. Ragione alquanto valida e intensa. Quel famoso “dark side of the moon”.
Anni fa, seduta su un gradino in una piazzetta di Bologna, discutevo una tesi con degli amici sul lato oscuro che è dentro di noi. Alcuni credevan di esser ancora e soltanto puri dentro di sé. Mi venne da ridere. Sono davvero pochi, forse inesistenti, gli esseri umani che possono definirsi tali o che possono affermare dichiarare e giurare con una mano sul cuore consapevolmente di non possedere un lato oscuro. Posso concedere solo il fatto che magari non si è avuto ancora modo di conoscerlo e riconoscerlo. Bisogna stare attenti e aver chiarezza.
Il proprio lato oscuro.
Ognuno di noi lo ha.
E consentitemi la presunzione della certezza. Ad alcuni è più evidente proprio in ragion di fisiognomica, ad altri appare a sprazzi in reazioni momentanee e istintive quando la ragione riposa un po’ quasi fosse anestetizzata. Per altre persone è invece un qualcosa di nascosto e inapparente. Qualcosa che trascende il suo quotidiano essere sociale e si risveglia nei meandri della sua testa, magari quando si è rinchiusi in una stanza al buio. E magari all’improvviso può anche divenire chiaro agli occhi degli altri, o restare nascosto per sempre. Non è necessario pensare a Mr Hide, ma forse può essere un’idea esplicativa della questione.
Fatto è che c’è un qualcosa che si discosta dal nostro solito percepire le cose. È come se fosse una conoscenza parallela, una via di apprendimento del reale e dell’irreale, la visione distorta di alcune cose che ci apre nuove porte di percezione. È il nostro contrapporci a noi stessi.
Tutto è come minimo dualismo, la vita e la morte, il bene e il male, il più e il meno infinito, paradiso e inferno, uomo e donna, io e .. io. (Attenzione a non confonder la definizione di ego e alterego di cui parlavo nell’altro post. Qua parliamo di qualcosa di intangibile e generale.) Tu e io. Io e io. Perché se non cos’altro potrebbe esser contrapposto a noi! Ecco allora che si deve esser pienamente consapevoli dell’esistenza di questo punto nascosto che a volte come flash di un autovelox appare e ci acceca. Attenzione, non sostengo che in ognuno di noi ci sia un serial killer! Dico solo purtroppo senza potermi dilungare che c’è quel qualcosa che si contrappone alle cose comunemente accettate, un aspetto derisorio, a volte cattivo, a volte perverso, a volte depresso, a volte egoista, a volte violento, a volte lussurioso, a volte altre e più cose insieme. Insomma quell’essere animale che ci riaccomuna alla creazione, quell’oltre-ragione che fa compiere atti strani, quell’istinto di libertà che ti farebbe spingere oltre la vita, la morale, lo status quo, l’accettazione sociale. Non è detto che sia pericoloso, è solo incredibilmente “nostro”. È quello spazio dell’anima dove tutto ci è concesso e che non deve spaventarci, non sempre almeno. Ci fa compiere cose sbagliate a volte. Troppi errori. Io li ho visti, li ho compiuti, li ho riconosciuti, li ho pagati. Ho conosciuto, ho appreso, ho rielaborato, ho scelto, son cambiata. Il nostro dark side è importante per la nostra realtà ed è fondamentale riconoscerlo, accettarlo, conoscerlo in profondo e capirlo, e magari rendere qualcuno partecipe della sua esistenza. A volte anche a nostro rischio e pericolo.
Quando si decide che quella persona in quel momento merita tutto di te.
domenica, ottobre 01, 2006
egoalteregoalteregoalterego

bentornata alla realtà mia cara ego. dopo anni in cui ti sei sentita dire che eri tu quella strana, che eri tu che dovevi uniformarti, che eri tu a vedere il mondo a colori diversi, beh ora ti dico bentornata. perchè hai voluto per un po' ascoltare e tacere, vedere se potevi essere normale a modo loro. e finalmente ti sei riconosciuta. bentornata. perchè sei tornata a vedere il mondo a modo tuo, e quello del resto è anche l'unico modo che conosci. che c'è di male ad allontanare il buio costante? che c'è di male nel non sentirsi mediocri e spenti? a me piace sentirmi così super partes a volte, lontana dalle piccole cose nauseanti che irrigidiscono molti animi. ci son visi che si modificano in smorfie di rabbia perdendo luce. quanto tempo sprecato a sporcarsi le mani di mascara sciolto e in gastriti nervose per cose per cui non ne vale la pena. bentornata spirito libero e ribelle. anche se ora la tua libertà è un'altra. sei riuscita finalmente a sentirti di nuovo libera di amare. catene che non pesano. ma che si e mi librano. ribelle nel silenzio. del comune. tornar a fare le mille cose comuni di ogni giorno, senza sentire di dover per forza fuggire da qualcosa. se voglio ballare per la strada lo faccio. se voglio piangere di gioia lo faccio. se voglio trovare una conchiglia lo faccio. se voglio amare e sentire dentro di me alcune persone lo faccio. e quello che penso non devo più comunicarlo sempre e comunque. perchè tanto lo so che c'è gente che non capisce. e mi fa ridere. ed è proprio questa la mia forza. non sono e non sarò mai perfetta. ma sai che noia la perfezione? mi piaccio così con i miei errori i miei difetti e la voglia continua di migliorarmi. una sola vita ho a disposizione per ora e la voglio vivere a pieno e pensandola a modo mio. sempre nel rispetto degli altri d'accordo. egocentrica? e sia! credete quel che volete genti.. cosa credete me ne importi delle definizioni di chi si limita a conoscere solo a metà! bentornato mio alter. l'illogico irrazionale fuso al maturo pensiero. bentornato in questa stanza che oggi ride ritrovandoti allo specchio. ci saranno sempre alti e bassi ma la consapevolezza è che è sempre tutto un cerchio da percorrere dritto.
hai una ricchezza di ricordi e di immagini di cui far solo tesoro.
e per questo io mi sento ricca.
buona domenica
venerdì, settembre 22, 2006
sogni di ricordi

questa notte ti ho sognato. ancora una volta.
come tanti anni fa. quando temevo che qualcosa ti fosse capitato.
ora però non posso saperlo. ora non ho il diritto di sapere nulla di te.
era un sogno diverso, uno sguardo duro, distante. il tuo.
ma anche il mio.
ti sputavo addosso tutto quello che non ti ho mai potuto dire. ti facevo sentire il dolore la rabbia il vuoto provati di fronte alla tua assenza di spiegazioni non valide, al tuo incurante abbandono. ma sempre con la gioia negli occhi di averti di fronte a me. ripercorrevamo insieme quel treno, gli aerei, le rincorse pazze, le telefonate, le mail, i silenzi, i desideri, le paure, le telefonate con tua mamma per tranquillizzarla, le notti svegli alle 2 a fumare sigarette per farti sfogare, le giornate seduti per terra, le telefonate interminabili.. oxford berlino parigi.. un viaggio in macchina e Francis Cabrel.. quella cassetta ci unirà ancora..e ho trovato due video di quei pezzi.. un sorriso malinconico spunta.
e questa notte ti ho sognato. ancora una volta. come ieri. dopo 5 anni.
con la sensazione che qualcosa sia avvenuto. L'altro giorno è stato il tuo compleanno.. pensiero..
come quando a milano temevo di incontrarti per caso in una metro, in una piazza, per strada.. pur desiderandolo.
un giorno chissà se rincontrerò i tuoi occhi.
un giorno chissà se se mi avrai pensata.
un giorno chissà se davvero avrò la voglia di scriverti o di bussare alla tua porta.
gli angeli custodi non si abbandonano così.
un giorno chissà. ma di notte ancora ogni tanto ti rivedo. come quella foto in camera mia. e mi chiedo perchè le cose belle finiscano, ad un certo punto.
grazie di aver fatto parte della mia vita anche solo per sei anni amico mio.
ci rivedremo lo so, perchè ti sognerò, ancora una volta.
ho trovato quella song..ripensando a quell'ultimo saluto in aeroporto, l'ultimo abbraccio.. te la dedico ..
4dicembre1999.. http://www.youtube.com/watch?v=otqFvrGXP7g
Elle te fera changer la course des nuages,
Balayer tes projets, vieillir bien avant l'âge,
Tu la perdras cent fois dans les vapeurs des ports,
C'est écrit...
Elle rentrera blessée dans les parfums d'un autre,
Tu t'entendras hurler "que les diables l'emportent"
Elle voudra que tu pardonnes, et tu pardonneras,
C'est écrit...
Elle n'en sort plus de ta mémoire
Ni la nuit, ni le jour,
Elle danse derrière les brouillardsE
t toi, tu cherches et tu cours.
Tu prieras jusqu'aux heures ou personne n'écoute,
Tu videras tous les bars qu'elle mettra sur ta route,
T'en passeras des nuits à regarder dehors.
C'est écrit...
Elle n'en sort plus de ta mémoire
Ni la nuit, ni le jour,
Elle danse derrière les brouillards
Et toi, tu cherches et tu cours,
Mais y a pas d'amours sans histoires.
Et tu rêves, tu rêves...
Qu'est-ce qu'elle aime, qu'est-ce qu'elle veut ?
Et ses ombres qu'elle te dessine autour des yeux ?
Qu'est-ce qu'elle aime ?Qu'est-ce qu'elle rêve, qui elle voit ?
Et ces cordes qu'elle t'enroule autour des bras ?Qu'est-ce qu'elle aime ?
Je t'écouterai me dire ses soupirs, ses dentelles,
Qu'à bien y réfléchir, elle n'est plus vraiment belle,
Que t'es déjà passé par des moments plus forts,Depuis...
Elle n'en sort plus de ta mémoire
Ni la nuit, ni le jour,
Elle danse derrière les brouillards
Et toi, tu cherches et tu cours,
Mais y a pas d'amours sans histoires.
Oh tu rêves, tu rêves...Elle n'en sort plus de ta mémoire
Elle danse derrière les brouillards
Et moi j'ai vécu la même histoire
Depuis je compte les jours...
lunedì, settembre 18, 2006
dedicata

C'è Tempo
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.
C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.
C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.
C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.
È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.
Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.
C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.
C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Ivano Fossati
dedicata a più di un amico che in questi giorni è un po' giù.. e lascia che il tempo si trascini e lo trascini, e non crede di poter reagire alle cose.. questa canzone è per voi. dedicata in silenzio. a chi saprà e a chi non saprà.
sabato, settembre 16, 2006
ci son persone .. assenze..

Ci son persone che ci entrano nel sangue e non vanno più via. Ci son persone che ti scorrono dentro e non si possono cancellare. La loro presenza è viva. Come se avessero scavato una caverna, una stanza dove riposare in silenzio e suonare qualche triste melodia ogni tanto quando la porta della memoria si apre. Ci son persone che vanno via perché decidono che sia più giusto così. Ma anche a distanza di anni sai che se tornassero per chiederti un abbraccio tu saresti lì per loro. Ci sono assenze incolmabili. Persone la cui assenza brucia come fuoco vivo. Altre persone sono invece assenze presenti, perché non ci mancano neanche più, tanto si son radicate dentro. Ci sono e basta. Io non lo so realmente spiegare quello che sento a volte.
A. Ci son persone che mi mancano anche se son sedute accanto a me, perché ci si colma di silenzi, perché la comunicazione è interrotta e neanche una carezza riesce a dire quanto ormai si nasconde, quello che passa come flusso di pensieri silenti. Sei lì e vorresti dire solo “mi manchi” .. e far qualcosa per non perdersi.. ma vedi i muri e i silenzi davanti e capisci che forse non è il caso.. anche se per me è sempre il caso..
M.M. Ci son persone che invece ci mancano non per quello che erano, ma per come noi eravamo allora. Tanti ricordi comuni che vorresti rincorrere, sorrisi che immaginiamo su quelle labbra, sulle nostre labbra. Per sentirsi più leggeri. E per tornare forse un po’ al tempo in cui credevamo nelle cose, in cui la fiducia e i sogni erano come tappeti volanti..e le delusioni non si conoscevano ancora.
R. Ci son persone che non ci sono fuori ma son stampate nel nostro dna, ormai. Chissà come sarebbe se ritornassero, la magia interrotta bruscamente, i fili spezzati. Il tempo cura, e il bruciore di una assenza si stempera nelle nuove cose eppure quella presenza è lì, in quell’angolino e un pensiero arriva improvviso, e una spina punge come allora. E sai che quello non andrà mai via. Cosa ci lega a qualcosa che è stato al punto da portarlo come eredità sotto pelle? se tutti vedessimo le cose così, forse non ci sarebbero persone che vanno via.
Mi chiedo come si sente dentro chi lo fa. E non parlo di amori che finiscono. Per quello lo so come ci si sente, purtroppo. Parlo di amicizie spezzate. Di addii improvvisi e definitivi. Quanta gente vedo litigare, andar via, partire e sparire. Quanta mancata sensibilità o quante cose non dette. Quanta mancanza di rispetto e di tatto. Quante cattiverie sputate in faccia e alle spalle. Quanta ipocrisia. Al punto da metter in discussione mille e mille cose. E quante cose perse solo per il tempo.. mia madre diceva sempre quando ero piccola “vedrai, gli amici vengono e vanno.. ad ogni ciclo di vita, ad ogni cambio di scuola, università, lavoro..” in fondo non aveva tutti i torti.. solo che a trent’anni siamo ancora pronti a crederci ancora davvero?
Per me è sempre stato il vero amore con la A maiuscola..
... non fatemi smettere di crederci.
venerdì, settembre 15, 2006
un pensiero
Simmetrie chilometri nella tua scia
che muove morbida
guidandomi verso di te
simmetrie aiutami
proteggimi nell’impalpabile
guidandomi verso di te
perché non mi manchi
la tua verità
simmetrie nel vento
baciami sfiorandomi
e quest’istante esplode nell’altissimo
stagliandosi sopra di noi
perché non mi manchi
la tua verità
simmetrie nel vento.
agli amici che invece sono andati anni fa nel vento insieme alla loro verità. le simmetrie son divenute ricordi sfumati.
perchè tanta gente riesce a chiudere le porte così all'improvviso?
giovedì, settembre 14, 2006
stress

Sono stancaaaaaaaa!!! mi sto rendendo conto che lavoro ininterrottamente da 35 ore (con pausa pranzo e cena).. non ho ancora sonno.. sarà per i mille caffè che ho bevuto?? ma le gambe e la schiena tra un po' mi abbandonano.. e la colpa non è solo mia che sono pazza, ma è della microsoft.. e dell'Office che funziona peggio della testa mia.. stanotte il word mi ha fatto impazzire, si bloccava, segnalava errori, non mi apriva file.. reboot reboot reboot.. ma devo buttare tutto e darmi all'ippica! farei meglio a cambiare lavoro..
nonènormalelavorarecomeicanieguadagnaremenodiunoperaiosemplice.
nonènormaleaverstudiatoperunavitaefareunlavorocosìdifficileecosìmalpagato.
nonènormaleaffattovedereiclientichenonrispettanociòchefaiequantovalie.
nonènormalechenessunotuteliilmazzochecifacciamoognivolta.
nonènormalecheiostiaquiadincazzarmiquandodevoancoraterminareunlavoro.
senonmimuovorischiodirestarenuovamentetuttalanotteinpiedi.
nonènormale!!
liberatemiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
lunedì, settembre 11, 2006
11/9
ancora epifanie..

"...Che meraviglia stare sotto il sole
sentirsi come un bimbo ad una gita
hai voglia di giocare,
che belli i tuoi complimenti
è strano non ho più voglia di pescare.
Amore mio che fame spaventosa
dev'essere quest'aria innaturale
è bello parlare d'amore
tra un fritto e un'insalata
e dirti che fortuna averti incontrata.
Che domenica bestiale
la domenica con te
ogni tanto mangio un fiore
lo confondo col tuo amore
com'è bella la natura e com'è bello il tuo cuore."
finalmente un weekend magnifico. finalmente mille risate, tante cose da fare, tanta dolcezza, emozioni belle e vere. veli di tristezza per un po' strappati via, aria fresca nel cuore, scintille negli occhi.
tu tra le mie mani.
condivisione. punti d'incontro.
ho visto la luna mai così da vicino mentre senza paura si toccava un po' di più il cielo...
30 metri da terra a testa in giù, amarti anche col mondo all'incontrario.. affidarmi a te fidarmi di te, saltare nei vuoti d'aria e ridere ridere ridere. su una giostra senza età.
un palloncino che significa mille cose. inutile spiegarle a chi sa già.
e poi il silenzio di una messa. l'emozione che sgorga pura dagli occhi all'improvviso, come un dono. per te, per la gioia di averti con me. io in una chiesa. io e te in una chiesa. che ci facevamo? speranza. e promesse. ed è stato bello. bellissimo direi. ancora tenerti par mano. étonnante.. ancora epifanie. o sto invecchiando o sto iniziando ad assaporare la vita ancora in modo diverso. ancora qualche scoperta in più, ancora qualche sorpresa. sentir la presenza, vicino, nelle mani, negli occhi. i tuoi occhi felici. miliardi di parole non dette come fiumi in piena senza suono. che sgorgano in battiti di ciglia. e si fanno melodia. quella dei sospiri trattenuti, dei capelli tra le carezze, dell'aria che trasuda miracoli. dei sogni non detti. ma fortemente voluti.
ci sono dei giorni che ti regalano momenti che restano impressi per sempre. giorni che ti svelano verità improvvise.
non smetterò di meravigliarmi. non smetterò mai di volerlo.
c'è che ormai ho imparato a sognare e non smetterò.
grazie di far parte di questo sogno.
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