
rotolo grotolo sempre non inciampo in parole sfuse e confuse nello spazio anelo ad aria e vuoti indifesi di parole non dette, frasi non spinte sputate dal polmone offuscato da nebbie di catrame fumoso. giro mi rigiro nel letto nella testa un testacoda improvvisato con la macchina dei miei ingranaggi un po' arrugginiti, scricchiolano stridono i metalli e si graffiano. spalmo risparmio azioni del lato oscuro e sto ferma fuori immobile manichino in vetrina sotto gli occhi di tutti ma cosa pensa non lo sa nessuno. nudo pronto ad indossare abiti che vetrinisti incapaci gli ficcano smontandolo a pezzi. mai nessuno gli ha chiesto se avesse freddo o caldo. piccoli inespressivi calchi di plastica addosso. ascolto mi riascolto come se non fosse passato quel treno addosso indosso pensieri miei non miei sorbisco immagini assorbo emozioni e il grasso cola come in un macchinario dai muscoli bloccati. blocco il flusso come diga che frena frana brama liquidi da succhiare spalmare analizzare in laboratori di vetro e fango e argilla tra le mani. smonto monto cavalli da corsa per saltar ostacoli e vincere gare e mi premio in silenzio dei bivi presi intrapresi seguiti inseguiti nei labirinti della testa. sempre lì il vortice. la testa. rotolo srotolo cartaigienica colorata 3 veli non graffiano come le unghie sulla schiena i segni rossi lividi di grandine schiaffi del reale immaginario del tempo che fu.




